Nascosti sotto il tempo

nonesisto

Quanto tempo ti è caduto addosso? Eppure tu ci sei ancora,  sotto i frammenti.

Addosso al viso mi cadono le notti
e anche i giorni mi cadono sul viso.
Io li vedo come si accavallano
formando geografie disordinate:
il loro peso non è sempre uguale,
a volte cadono dall’alto e fanno buche,
altre volte si appoggiano soltanto
lasciando un ricordo un po’ in penombra.
Geometra perito io li misuro
li conto e li divido
in anni e stagioni, in mesi e settimane.
Ma veramente aspetto
in segretezza di distrarmi
nella confusione perdere i calcoli,
uscire di prigione
ricevere la grazia di una nuova faccia.

Patrizia Cavalli, da Il cielo, in Patrizia Cavalli, Poesie (1974-1992), Einaudi, Torino, 1992

*ascoltando Pink Floyd – The Great Gig In The Sky https://www.youtube.com/watch?v=iw8wlede_fk

 

Liberi di… ?

(foto di lapoesianonsimangia) - dalla Mostra "Woodstock - Freedom" - Museo Civico Asolo (fino al 12maggio 2019)

(foto di lapoesianonsimangia) – dalla Mostra “Woodstock – Freedom” – Museo Civico di Asolo (fino al 12 maggio 2019)

Quanta libertà ti manca?

Materia preziosa

Invidio
le cime di montagna
vestite di sassi e rododendri
e il vento
               nudo
che balla
tra i petali di un melo

invidio
la sabbia
che consuma questo legno
e la voce sicura del mare
che lo riporta là
                        da dove viene

invidio
̶  sì, invidio  ̶
ciò che è fatto soltanto
                                   di libertà.

 
Irene Marchi, da La parte in ombra, Edizioni Ensemble, 2018

*ascoltando Steppenwolf – Born to Be Wild https://www.youtube.com/watch?v=egMWlD3fLJ8

Elogio della follia

pazzi

 

Mi chiedi come sia io diventato un folle. Accadde così:
un giorno, molto prima che molti degli dei fossero generati,
mi svegliai da un profondo sonno e scoprii che tutte le mie maschere
mi erano state rubate – le sette maschere che in sette vite
io avevo foggiato e indossato.
E senza maschera corsi per le vie
affollate gridando: “Ladri, ladri, maledetti ladri!”
Uomini e donne ridevano di me, e alcuni corsero a rinchiudersi
nelle loro case per paura di me.
E quando giunsi nella piazza del mercato, un giovane mi gridò
dal tetto di una casa: “È un folle!” Volsi lo sguardo là in alto per guardarlo;
e il sole mi baciò per la prima volta il volto nudo.
Per la prima volta il sole baciò il mio volto nudo, e la mia anima
avvampò d’amore per il sole, e non desiderai più le mie maschere.
E come in trance gridai: “Benedetti, benedetti siano i ladri che rubarono le mie maschere”.
Fu così che divenni un folle.
E ho trovato libertà e salvezza nella mia pazzia:
libertà di solitudine e salvezza dall’essere compreso,
giacché coloro che ci comprendono asserviscono qualcosa in noi.
Ma non vorrò essere troppo fiero di questa mia salvezza.
Anche un ladro in prigione è salvo da un altro ladro.

Kahlil Gibran (1883, Bsharre, Libano – 1931), da Il Folle

 
*ascoltando The Rolling Stones – Think I’m Going Mad https://www.youtube.com/watch?v=IK7JTSLYRwU

Fine delle domande

vfcl

Non risposta dopo non risposta finalmente, all’improvviso, la smetti di fare sempre le stesse domande. E, finalmente, hai la mente li-be-ra .
L’ultima domanda che ti fai è: come ho fatto a farmi rubare tanto tempo?
Un po’ come fa l’operaio di Prévert in questa poesia.

 

Il tempo perso

Sulla porta dell’officina
d’improvviso si ferma l’operaio
la bella giornata l’ha tirato per la giacca
e non appena volta lo sguardo
per osservare il sole
tutto rosso tutto tondo
sorridente nel suo cielo di piombo
fa l’occhiolino
familiarmente
Dimmi dunque compagno Sole
davvero non ti sembra
che sia un po’ da coglione
regalare una giornata come questa
ad un padrone?


Le temps perdu

Devant la porte de l’usine
le travailleur soudain s’arrête
le beau temps l’a tiré par la veste
et comme il se retourne
et regarde le soleil
tout rouge tout rond
souriant dans son ciel de plomb
il cligne de l’oeil
familièrement
Dis donc camarade Soleil
tu ne trouves pas
que c´est plutot con
de donner une journée pareille
à un patron?

Jacques Prévert (testo e traduzione dal web)

*ascoltando B. B. King – The Thrill Is Gone https://www.youtube.com/watch?v=4fk2prKnYnI

Senza indirizzo

indirizzo

Tu dove vivi?

Il mio indirizzo

Oggi ho cancellato il numero di casa,
ho tolto anche il nome della via dove vivo
e ho eliminato tutte le indicazioni stradali;
ma se tu davvero vuoi trovarmi,
bussa alla porta nelle vie di ogni città
di ogni paese. È una maledizione e una benedizione insieme…
e dovunque trovi uno spirito libero – quella è la mia casa.

Amrita Pritam (Gujranwala, 1919 – Delhi, 2005), testo e traduzione da https://cantosirene.blogspot.com/

*ascoltando Fabrizio De André – Se ti tagliassero a pezzetti https://www.youtube.com/watch?time_continue=114&v=oCbZ0kHVZHE

(Altri spiriti liberi, qui:https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2017/12/01/via-dallingranaggio/)

Invidiosi di… ?

libertà

Che cosa invidi tu?
(Ho chiesto che cosa, non chi!)

Materia preziosa

Invidio
le cime di montagna
vestite di sassi e rododendri
e il vento
               nudo
che balla
tra i petali di un melo

invidio
la sabbia
che consuma questo legno
e la voce sicura del mare
che lo riporta là
                        da dove viene

invidio
̶  sì, invidio  ̶
ciò che è fatto soltanto
                                   di libertà.

 
Irene Marchi, da La parte in ombra, Edizioni Ensemble, 2018 (ne parlo qui https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/06/19/la-parte-in-ombra/)

*ascoltando Pearl Jam – Given to Fly https://www.youtube.com/watch?v=satY_ofTNo4

Uno smartphone? No, un caleidoscopio

caleidoscopio

… e per una volta non ti sentirai dire: “… il cliente da lei chiamato non è al momento raggiungibile”.

 

Libertà allo specchio

Basta telefoni!
Un caleidoscopio
dovremmo comprare
̶  non servirà neppure fare la fila  ̶
per essere padroni almeno
di pochi movimenti
e finalmente dagli specchi
non distogliere lo sguardo:
niente è giusto
niente è sbagliato
solo             fiori         pazzi
senza  un                comando.
 

IreneMarchi, da La parte in ombra, Edizioni Ensemble, 2018

*ascoltando Dick Dale – Misirlou https://www.youtube.com/watch?v=-y3h9p_c5-M

Così

vento nei capelli

Con il vento tra i capelli (e va bene così).

Che il tempo
non alteri
il sorriso sincero,
i capelli che vanno per conto loro,
o la pelle
liscia come la buccia
di un frutto commestibile.

Che nulla rovesci
– come una slavina di schiuma
sporca per la risacca
della vita –
su te l’amarezza,
la triste invidia dell’impotenza,
il residuo acre che gli anni
distillano.

Che tu sia sempre
così,
come sei,
calda pioggia di dolcezza
e fuoco
nel cuore,
nonostante gli anni,
nonostante il logorio insonne
di questa battaglia persa
di questa angoscia radicata
sempre più
nell’anima…

Che tu sia,
semplicemente,
i capelli al vento
e lo sguardo pulito.

Karmelo C. Iribarren (San Sebastián, 1959), da Serie B, Renacimiento, Siviglia, 1998

 

I tuoi capelli non li tormentare.
Vadano come vogliono!
Sul petto e sulle spalle lascia che cadano –
e senza freni ridano.
Svincolatisi da forcine e pettini,
nera cascata, volino,
e tutto in una sorta di torpore
antico, impenetrabile, inghiottano.
Nella cornice loro nera, ondeggiante,
e se porgi orecchio, li senti,
pieni di fido e infido
e del  mistero dei secoli nei secoli,
ardono due occhi grigio-argento
rosso striati intorno alle pupille!
In giardino, nel flabellare sommesso dei rami,
da te, come giardino cinto,
ascolterò, piccino
in un suono leggero, insonne,
come recuperando una certa età
di cuccioli felici sonnacchiosi,
i capelli tuoi che su me
stormiscono disciolti…

1960

Evgenij Evtušenko, da Poesie d’amore, traduzione di Evelina Pascucci, Newton Compton ed.

*ascoltando  The Allman Brothers Band – Jessica
https://www.youtube.com/watch?v=yRDivUb5EeA

Aria di mare

almarejpg

Esiste qualcosa di più libero?

In riva al mare

Dalla mia fronte io esco in riva al mare
dove sommessa mormora i suoi baci
l’onda; e conchiglie, imbuti del rumore,
ci ascoltano pudiche e indifferenti.

Davanti a me si rinnova il suo gioco
di animale veloce che ai miei piedi
si stende per piacermi e mi incoraggia
con battiti di ciglia; anima preda
di polipi e di granchi io ti respingo,
votata al clima immobile degli astri.

Su me sospende il cielo la sua curva
larga, ariosa, e modella i miei passi
non di un’età, non di un attimo, un’ora
ma di un’antichità: parola estratta
dalla tua pausa, o mare, fronte colma.

Giovanna Bemporad (1928-2013), da Esercizi, Garzanti, 1980

 

Mare

Solo un momento! Mare, poter essere
ogni istante diverso, come te,
forte, senza cadute –
Mare calmo, – di cuore freddo e di anima eterna –
mare, ostinata effigie del presente!

Juan Ramon Jimenez (1881-1958), da Eternidades, 1918

*ascoltando The Waterboys – This Is The Sea
https://www.youtube.com/watch?v=VAiOjxkCS0g

ancora sul mare: http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/02/28/lista-delle-cose-3-respirare-il-mare

sea

Via dall’ingranaggio

ingranaggi

Esci dall’ingranaggio, spirito libero, esci e smettila di temere la parola “confronto”.

Oggi

Siamo ingranaggi di plastica
                incastrati
nella macchina dei ruoli sociali
–  Quanto vali? –
–  Quanto sei  importante? –
Siamo pupazzi di stoffa firmata
trascinati dal  sogno di ricchezza
che si muove
snello, levigato
sui  resti inutili di ogni troppo.
Oggi vorrei scendere
sotto la superficie,
chiedere lʼessenza di tutto
e soltanto ascoltare,
ma parla il nulla.
 

Irene Marchi, da Fiori, mine e alcune domande, Sillabe di Sale Editore, 2015

*ascoltando Litfiba  – Spirito  https://www.youtube.com/watch?v=yOp5S332QBY