In cerca di luce

 

lux

(Se è ancora buio, prima o poi dovrà finire!)

Luce che va sempre
avanti, io ti prenderò
per mano, sarà subito
più semplice, le cose
e la gente, le parole che sotto la lingua
s’induriscono, tutto
per noi sarà trasparente, luce
che non ha un luogo, ecco ti fermi
e anche il mio male si ferma
e tu mi aspetti.

***

Lumière qui va toujours
devant, je te prendrai
par la main, ce sera soudain
plus simple, les choses
et les gens, les mots qui durcissaient
sous la langue, tout
sera transparent pour nous, lumière
qui n’as pas de lieu, voilà que tu t’arrêtes
et que mon mal
s’arrête aussi et que tu m’attends.

Claude Esteban (Parigi, 1935-2006), da Le jour à peine écrit, poèmes 1967-1992, traduzione di Lucetta Frisa

 

∞ ascoltando If These Trees Could Talk – “The Sun Is In The North” https://www.youtube.com/watch?v=pRnChxsD_wY

La luce di settembre

sdrVorrei poter imbottigliare la luce di settembre.

Per liberarla nei giorni un po’ apatici.

 

Lungo la cicalabile

Stacca ombre decise settembre che preme sulle case,
sono diagonali scure, tegole di luce, finestre illuminate
e poligoni di buio. Le facciate esposte al sole
sono tanto crude, croccanti come la polpa delle mele.
E se vai verso occidente, lungo la ciclabile, gli occhi semichiusi,
l’invadente luminosità ti investe. Sei un nuovo nato,
sulla strada di ogni giorno, e cieco, per troppa luce.
E vai, con il tuo odore di sempre, tabacco, pelle
e cotone caldo e quando torni porti in casa
la musica delle foglie con il vento e le guance fresche
e scrivi, di questa nascita, e delle altre che verranno.
Ed è tutto.
Davvero tutto.
 
Pierluigi Cappello (Gemona del Friuli, 1967- 2017), da Stato di quiete,  BUR, 2016

ascoltando Alberto Fortis – Settembrehttps://www.youtube.com/watch?v=F8MQNXMWUa4

Ehi, tu…

lb… c’è qualcosa che vorrei sapere:

Tu che sei nato all’alba
Dimmi la bellezza del mondo
Io so il dolore e l’assenza
Allora dimmi cosa fa il cammino
Cosa rende l’uomo migliore
Cosa si innalza davanti a te
Che tu sia infanzia o vecchiezza
Tu hai il senso taciuto della luce.

Tahar Ben Jelloun (Fès, Marocco, 1944), da Poesie dipinte (n. 2), in Dolore e luce nel mondo, La nave di Teseo, 2021, traduzione di Cettina Caliò

Trattenere la luce

sguardo

(Trattenere la luce: qualcosa da imparare)

Bisogna insegnare
Al nostro sguardo
A dare luce alla vita
Là dove si allontana
E scolora
A trattenerla
Nelle nostre mani tremanti
Così che la musica della terra
E del vento
Canti
Come una stagione di gioia.

Tahar Ben Jelloun (Fès, Marocco, 1944), da Poesie dipinte (n. 19), in Dolore e luce del mondo, traduzione di Cettina Calò, La nave di Teseo, 2021

 

∞ ascoltando  Glen Hansard – This Gift https://www.youtube.com/watch?v=8ebkce5ukn4

Più luce

sunsunsun

(Più luce fuori e possibilmente anche dentro. Buona estate!)

 

21 giugno

e  almeno ­ oggi
che il sole avrà più tempo
per guardarci negli occhi
facciamo i bravi e sputiamo pensieri
di un buio meno buio
facciamo che stanotte brilliamo
come quelle stelle
che si attaccano al soffitto
(sì dai, le vendono all’Ikea)

 poi, domani,
 proviamo a rifarlo

©IreneMarchi2021

 

♣ ascoltando Bert Jansch, John Renbourn – First Light https://www.youtube.com/watch?v=f_2KENWVwIw

Interior designer

serra

Se tu potessi riprogettare completamente la tua casa, come la vorresti?
Quale caratteristica dovrebbe avere per sentirla veramente adatta a te?

Il progetto

La casa che vorrei
non ha pareti ma soltanto finestre
immagino il legno, vivo, sotto i piedi
mentre mangio la luce a colazione
e il buio onesto verso sera

la casa che vorrei
vorrei non fosse casa
ma serra luminosa
imparerei a respirare come un fiore
e a parlare come ad aprile le foglie

©IreneMarchi2021

ascoltando Our House • Crosby, Stills, Nash & Young – https://www.youtube.com/watch?v=tKYjUn-SBcg

(foto da Provence Interiors, di Lisa-Lovatt-Smith)

Allenare la memoria

Magritte

Quali sono per te  le “cose importanti” da ricordare?

E così ancora una volta

E così ancora una volta trovo la strada
per la sua porta buia dove sempre paziente lei
accanto all’arco che conduce dentro
il suo giardino dal vicolo nascosto
attende dietro la sua lampada silvana

E dove sei stato finora mi chiede
sorridendo, ti eri perso ancora?
Ormai dovresti aver imparato
a ricordare le cose importanti.
Importanti? Me, ovviamente, sussurra

Gray Sutherland (1948, Inghilterra), traduzione di Chiara de Luca (fonte: http://poesia.blog.rainews.it/)

***

And so once more

And so once more I find my way
to her dark door where ever patient she
close by the arch that leads into
her garden from the hidden alleyway
stands waiting beneath her sylvan lamp

So what have you been up to this
Time smiling she asks, getting lost again?
By now you really should have learned
To keep important things in mind.
Important? Me, of course, she breathes

° ascoltando Russian Circles – Memoriam https://www.youtube.com/watch?v=7Kcr8NptPeQ

“Piccola luce”

piccola luce

 

(Il pensiero inutile del giorno è che “Piccola luce” sarebbe un bel nome  per una – piccola –  barca di legno; il pensiero molto meno inutile sta nella poesia qui sotto).

In ogni poesia
splende una piccola lampada
nella stanza e nello spazio
per terra e per mare
negli uomini e negli animali
in ogni cosa creata
dalla natura o da mano umana
c’è una poesia
che splende come una lampada.

Se cerchi abbastanza a lungo
potrai trovare una lampada
persino nel tuo buio più profondo.

Maria Wine, pseudonimo di Karla Maria Petersen (Copenhagen, 1912 –2003)

ascoltando The Kingston Trio – Little Light https://www.youtube.com/watch?v=nX_8CXLzT24&t=34s

(Sor)ridi!

risata

Questa sera, comunque vada,  facciamoci una risata, ché quando si ride c’è più luce.

P.S. Buon nuovo inizio!

 

L’aria

L’aria l’e cla roba lizira
che sta dalonda la tu testa
e la dventa piò céra quand che t’roid

L’aria è quella cosa leggera,
che sta intorno alla tua testa
e diventa più chiara quando ridi.

Tonino Guerra (Santarcangelo di Romagna, 1920- 2012.), fonte: http://museotoninoguerra.com/it/tag/poesie/

 

Caro inverno, ti scrivo

mini serrajpg

Qualche settimana fa in queste righe avevo chiesto (a te che leggi) che domanda avresti voluto fare all’inverno in arrivo. Oggi, 21 dicembre, l’inverno è arrivato: sei pront*? Io ho deciso di fargli questa richiesta, spero sia accettabile…

 

Caro inverno

                      (lettera senza data e senza luogo)

abbi cura di me
e della mia paura
mettimi a dimora,  dai riparo alle radici
e – voglio crederci­–  fiorirò
di fiori coraggiosi
dammi il tuo tempo, il silenzio
e – se puoi – un po’ di luce:
quanto basta per ricordarmi
che non è per sempre notte

©IreneMarchi2020