Fuori dallo stanzino (la poesia)

Qual è la tua idea di libertà?

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Mi rinchiudono nella prosa –
come quando bambina,
mi chiudevano nello stanzino –
perché gli piacevo “tranquilla” .

Tranquilla! Avessero potuto sbirciare –
e vedere il mio cervello – andare in tondo –
tanto sarebbe valso rinchiudere un uccello
a tradimento – dietro un cancello –
Basta che quello voglia,
e calmo come una stella
guarda dall’alto la prigionia –
e ride – Lo stesso faccio io –

Emily Dickinson (Amherst, 1830-1886), nella traduzione presente in Poesia come ossigeno – Per un’ecologia della parola, a cura di Antonella Anedda, Elisa Biagini, Riccardo Donati, Chiarelettere, 2021

***

They shut me up in Prose –
As when a little Girl
They put me in the Closet –
Because they liked me “still” –

Still! Could themself have peeped –
And seen my Brain – go round –
They might as wise have lodged a Bird
For Treason – in the Pound –

Himself has but to will
And easy as a Star
Look down upon Captivity –
And laugh – No more have I –

Passi incerti

“Taci, anima stanca di godere / e di soffrire (all’uno e all’altro vai/rassegnata). […] Invece camminiamo. / Camminiamo io e te come sonnambuli…”

Camillo Sbarbaro, da Pianissimo, 1914

passincerti

E dai, basta con il solito pessimismo (c’è anche un po’ di sole oggi!)… si dai, basta, basta! (Però resta difficile  mantenere il passo).

 

Da un’asse all’altra avanzavo
così lenta, prudente.
Sentivo le stelle sul capo,
e sotto i piedi il mare.

Questo solo sapevo: un altro passo
poteva essere l’ultimo.
Ed avevo quell’andatura incerta
che chiamiamo esperienza.

Emily Dickinson, n. 875 da Tutte le poesie, Mondadori, traduzione di Marisa Bulgheroni

 

La sosta

Con un gelato davanti
e la morte dentro la mente
seduto a un bar di Piazza Marina,
guardo due mosche amarsi sulla mia mano,
come colpi di batticuore
odo martelli battere sulle rotaie,
mi chiedo perché vivo,
che grido o che caduta m’aspetta dietro l’angolo,
rammento un altro sole rovente come questo
sulla mia testa rasa di soldato,
un’altra attesa, un’altra fuga, un’altra tana.
Ora pago, mi alzo, questo giorno è sbagliato,
questo e gli altri di prima, sono un uomo infelice.

Gesualdo Bufalino, da L’amaro miele, Einaudi, 1982

* Cosa ascoltare? (Maglio buttarsi su qualcosa che  inviti a ballare… ) Walk of Life – Dire Straits