Cosa chiedere alla notte

ciao notte1 copia

Sopravita

Dammi notte
le accordate speranze,
non già la tua pace,
dammi prodigio,
dammi alfine un pezzetto,
spicchio di paradiso,
il tuo chiuso giardino,
le tue ali senza canto.
Dammi, appena chiudo
gli occhi del mio volto,
le tue mani di sogno
che guidano e che gelano,
ciò che dovrò trovare,
dammi, come una spada,
quel cammino che passa
sul filo del timore,
una luna senz’ombra,
una musica appena udita
e già imparata,
dammi, notte, verità
per me sola,
e tempo per me sola,
sopravita.

Ida Vitale (Uruguay, 1923), da Pellegrino in ascolto, Bompiani, 2020, traduzione di Pietro Taravacci

♥ ascoltando Ezio Bosso –  Speed Limit, A Night Ride

Che ti ha detto?

rose

Il tempo (con i suoi tempi) qualcosa lo dice a tutt*. A te che cosa ha detto?

Time has told me***

il tempo mi ha detto
che anche il sole, di notte, ha paura
e in un solo rimpianto affondiamo
giù – e più giù – che in un mare di pianto

– e poi – il tempo mi ha detto
che il coraggio s’impara cadendo
mentre le rose con tante, troppe spine
insegnano – forse – a non sanguinare

©IreneMarchi2021

*** Il titolo è “rubato” alla canzone Time Has Told Me di Nick Drake (bella da ascoltare e da leggere), quindi grazie!

Quale percorso?

quale tipjpg

Per andare da A a B quale strada prendi, di solito? Nella poesia si parla anche di una terza ipotesi (in genere io oscillo proprio tra questa terza strada e la seconda).

Lo hai già notato?
La strada che conduce
verso casa è tutta dritta, senza curve.
Ma l’uomo non gradisce i percorsi
chiari, diretti, elementari. E finisce
per complicarsi da solo l’esistenza,
girando e rigirando su se stesso
salvo trovarsi, da ultimo,
al punto di partenza.

Franco Marcoaldi, da Il Tempo ormai breve, Einaudi, Torino, 2008

⇔ascoltando Cream –  Crossroads

Da non prendere alla lettera!

sasso poesia

Dice una cosa vera, secondo me, questa poesia.  Ma al massimo, e proprio al massimo, potremmo fare (bonariamente) le boccacce a un/una poeta che non ci sta simpatic*, un* di qualsiasi epoca… hai già in mente qualcun*?

La poesia è un sasso nell’abisso,
l’eco della poesia scompagina i profili:
per il bene delle acque e delle anime
assassiniamo il poeta.

Mário Quintana (Brasile, 1906 – 1994), da L’apprendista stregone (1950)

♦ ascoltando Jean Michel Jarre – Soul Intrusion

Istruzioni ne abbiamo?

cose da imparare

Che cosa vorresti (tantissimo) imparare a fare?

Solo domande

Se io sapessi leggere la musica
riuscirei a ritrovare l’armonia
chissà dove perduta?

Se io sapessi amarmi
riuscirei a posare ogni dubbio
lì, accanto a quegli abiti da scena?

Se io sapessi estirpare le parole
piantate male
riuscirei a salvare le vecchie radici?

Quante mancate abilità
dirigono le nostre vite?

Irene Marchi, da L’uso delle parole e delle nuvole, Cicorivolta Editore, 2020

ascoltando Alice Merton – Learn To Live https://www.youtube.com/watch?v=I51C1GtzRs4

Non affiliamo i coltelli!

knives

Meglio, molto meglio non affilare i coltelli.

Ciò che si ama senza sapere

A volte divento così romantico e appassionato
col nessuno che ameremmo
che per resistere alla voraginosa assenza di lei
mi addormento, di colpo, quasi svenendo,
perché ciò che si ama senza sapere che esiste
è un coltello nel letto.

Franz Krauspenhaar, da  Capelli struggenti, Marco Saya Editore, 2016

***

Coltello

Me ne vo con un gran coltello infisso
nel petto, il manico fuori.
Me ne vado tranquilla e bianca. Un vigile
col fischio mi richiama: – Il coltello,
mi grida, il coltello! –
Par proprio che la lama
superi le misure della legge.
Così mi fermo e pago
l’ennesima contravvenzione.

Daria Menicanti, da Poesie per un passante, 1978

ascoltando Dire Straits – Six Blade Knife https://www.youtube.com/watch?v=84q8boe3xGY

Ascolta…

 

violoncello

 

 

SEI SUITES DI BACH per violoncello solo
lo strumento più simile alla voce umana.
Vuoto e silenzio intorno,
ogni suono un miracolo,
niente immagini o inganni
da vedere niente:
è il racconto monotono e stupendo
del nostro andare –
tu lo sai verso dove.
Io non so se mi piace
tutta questa bellezza.

Anna Maria Carpi, da La macchia dell’origine, in E tu tra i due chi sei, Scheiwiller, 2007

 

♥ ascoltando JS Bach – Sei Suite per Violoncello solo (Pau Casals – 1936) https://www.youtube.com/watch?v=ePPMrX4YtkM&t=2162 e Nick Drake – ‘Cello Song https://www.youtube.com/watch?v=h4y8WGOJu_c

Equilibri e intricatezze

intricatezze

Io credo alle intricatezze (e agli equilibri precari).
E tu, in che cosa credi?

Credo nel profumo del gelsomino
che sale al primo piano
e mi ricorda. Credo
nelle foglie della sòfora
che stanno per raggiungere
la mia mano alla finestra
e di notte lo so
mi fanno la guardia.
Credo nel sussulto
che ci guida
nel segreto delle azioni
e ci dispone ad arrossire
e a porre rimedio.
Credo agli alberi spogli
che scrivono se stessi in cielo,
ai versi che rallentano
fino al sonno degli uccelli.
Credo nei fili e negli equilibri
precari, nei sentimenti
all’aperto, provati dalle bufere
spezzati dal tempo
della durezza e dell’abbandono.
Credo a quando mi ascolti
raccolto intorno al futuro
come un chicco di riso
e a quando parli senza
intenzione alcuna.
Credo alle virgole ai punti
e al bianco che fa silenzio
e consegna la prossima parola.
Credo nel fermarmi ora
a braccia aperte e piccolissima
nel paesaggio della nostra intricatezza.

Chandra Livia Candiani, da La domanda della sete,  Einaudi, 2020

♥ ascoltando John Renbourn – Can’t keep from crying https://www.youtube.com/watch?v=A0kyzKSCukU

 

Avere cura

take care

In questo momento della tua vita, c’è una parola che senti di dover curare?

 

Curare una parola che sta male.
Se zoppica fasciare la zampetta.
Non aver fretta di farla volare.
E nell’attesa darle da mangiare.

Andrea Bajani, da  Promemoria, Einaudi, 2017

⇒ ascoltando YES – Everydays https://www.youtube.com/watch?v=G2DQua8h82M

Come procede l’esperimento?

 

esperimento

Sei consapevole dei tuoi esperimenti (hai idea del risultato che vorresti ottenere)?

 

O forse sono cavie,
queste poesie che scrivo,
per qualche esperimento concepite,
che tuttavia non so.

Non so perché si formano,
eppure mi affeziono e le chiamo per nome,
topolini vivissimi, allarmati
da che?

Valerio Magrelli, da Le cavie – Poesie 1980-2018, Einaudi, 2018

→ ascoltando Tom Lehrer – The Elements https://www.youtube.com/watch?v=zGM-wSKFBpo