Presenze

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III

(…) II silenzio può essere un piano
rigorosamente eseguito

la cianografia di una vita

È una presenza
ha una storia una forma

Non confonderlo
con alcun tipo di assenza

Adrienne Rich, da Cartografie del silenzio, nella traduzione di Maria Luisa Vezzali, Crocetti Editore, 2000.

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III

(…) Silence can be a plan
rigorously executed

the blueprint to a life

It is a presence
it has a history a form

Do not confuse it
with any kind of absence

Adrienne Rich (Baltimora, 1929 – Santa Cruz, 2012), tratta dalla poesia Cartografie del silenzio, in Dream of Common Language – Poems 1974-1977,  Norton, 1978

*ascoltando Alan Parsons Project – Silence And I https://www.youtube.com/watch?v=76n_uE_W31A

Se

ntt

 

Una notte chiara
se la mente fosse semplice,
se la mente fosse nuda di tutto
se fosse chiara la mente
tranne che delle necessità più antiche:
cucchiaio di legno coltello specchio
tazza lampada scalpello
un pettine che passa tra i capelli accanto a una finestra
un lenzuolo
gettato via nel sonno
Una notte chiara in cui due pianeti
sembrano avvinghiarsi l’uno all’altro in cui l’erba
terrestre
si muove come seta nella luce stellare
Se la mente fosse
chiara
se la mente fosse semplice potresti prendere questa
mente
questo particolare stato e dire
Così vivrei se potessi scegliere:
questo è ciò che è possibile
Una notte chiara.

Adrienne Rich (Baltimora, 1929 – Santa Cruz, 2012), da  Cartografie del silenzio, 1980

*ascoltando Ron Carter – Light Blue https://www.youtube.com/watch?v=QvsLoQiSqKI

È la vita

è la vita

Cosa cerchi quando apri un libro e leggi? Cosa vorresti trovare quando lo richiudi, e cosa vorresti lasciarti dietro a quelle pagine?

Dediche

So che stai leggendo questa poesia
tardi, prima di lasciare il tuo ufficio
con l’unico lampione giallo e una finestra che rabbuia
nella spossatezza di un edificio dissolto nella quiete
quando l’ora di punta è da molto passata. So che stai leggendo
questa poesia in piedi, in una libreria lontano dall’oceano
in un giorno grigio agli inizi della primavera, deboli fiocchi sospinti
attraverso gli immensi spazi delle pianure intorno a te.
So che stai leggendo questa poesia
in una stanza in cui è accaduto troppo per poterlo sopportare,
spirali di lenzuola ristagnano sul letto
e la valigia aperta parla di fuga
ma non puoi andartene ora. So che stai leggendo questa poesia
mentre il metrò rallenta la corsa, prima di lanciarti su per le scale
verso un amore diverso
che la vita non ti ha mai concesso.
So che stai leggendo questa poesia alla luce
della televisione, dove scorrono sussulti di immagini mute,
mentre aspetti le ultime notizie sull’intifada.
So che stai leggendo questa poesia in una sala d’aspetto
di occhi incontrati che non si incontrano, di identità con estranei.
So che stai leggendo questa poesia sotto il neon
nella noia stanca dei giovani che sono esclusi,
che si escludono, troppo presto. So
che stai leggendo questa poesia con la tua vista indebolita:
le tue lenti spesse dilatano le lettere oltre ogni significato e tuttavia continui a leggere
perché anche l’alfabeto è prezioso.
So che stai leggendo questa poesia in cucina,
mentre riscaldi il latte, con un bambino che ti piange sulla spalla e un libro in mano,
perché la vita è breve e anche tu hai sete.
So che stai leggendo questa poesia che non è nella tua lingua:
di alcune parole non conosci il significato, mentre altre ti fanno continuare a leggere
e io voglio sapere quali sono.
So che stai leggendo questa poesia in attesa di udire qualcosa, divisa tra amarezza e speranza,
per poi tornare ai compiti che non puoi rifiutare.
So che stai leggendo questa poesia perché non c’è altro da leggere,
lì dove sei approdata, nuda come sei.

Adrienne Rich, da Cartografie del silenzio, Crocetti Editore, 2000, Milano.

* ascoltando Lucio Battisti – Anche per te