Niente paura!

In primo piano

let's dance

(a modo tuo, continua a ballare)

 

Rassicurazione

avere la testa tra le nuvole
mi ha salvato tante, tante volte
dal cadere male nella realtà
mi ha insegnato a respirare,
a parlare e ora riconosco
chi ha fili leggeri di nuvola
tra i capelli. A chi riderella
o ci dà per spacciati dico – seria –
su, state tranquilli, a modo nostro
sappiamo camminare sulla terra
perché siamo in mezzo alla nebbia, sì,
ma ci vediamo benissimo

Irene Marchi, da Dimmi come stai, Cicorivolta Editore, 2022

°ascoltando    Canzoniere Grecanico Salentino – Nu te fermarehttps://www.youtube.com/watch?v=E-IfNJyxA8w

L’altra casa

In primo piano

Dov’è la tua (tua) casa?

Adesso io ho una nuova casa, bella
anche adesso che non v’ho messo mano
ancora. Tutta grigia e malandata,
con tutte le finestre rotte, i vetri
infranti, il legno fradicio. Ma bella
per il sole che prende ed il terrazzo
ch’è ancora tutto ingombro di ferraglia,
e perché da qui si può vedere quasi
tutta la città. E la sera al tramonto
sembra una battaglia lontana la città.
Io amo la mia casa perché è bella
e silenziosa e forte. Sembra d’aver
qui nella casa un’altra casa, d’ombra,
e nella vita un’altra vita, eterna.

Beppe Salvia (Potenza, 1954-1985), da Sillabe, in Cuore, Interno Poesia, 2021

°ascoltando Yann Tiersen – Penn ar Lannhttps://www.youtube.com/watch?v=gR4KZjXhoV0

Dimmi come stai

In primo piano

Come rispondi, di solito, a questa domanda?
E quando sei tu a farla, sai leggere tra le righe (molto spesso) sfumate di una risposta?

 

Dimmi come stai

dimmi come stai,
nelle giunture dei pensieri
nelle ossa della memoria
e nel respiro di un giorno
dopo un giorno e ancora

dimmi come stai
nel tempo che è della sera
mentre di nuovo ti domandi
quando comincia la tua vita
                          quella vera

Irene Marchi (Firenze, 1970), da Dimmi come stai, Cicorivolta Editore, 2022 (link)

P.S. Riporto qui l’introduzione alla raccolta:

“Il titolo della raccolta è quella domanda-non domanda alla quale di solito rispondiamo con un evasivo tutto bene; ma non sempre ci sentiamo veramente rappresentati da questa risposta. E se anche accompagniamo con un sorriso il nostro tutto bene, troppe volte nascondiamo abilmente (anche a noi stessi) delusioni, dubbi, risentimenti e paure. Dimmi come stai è perciò un invito a riconoscere (per provare a cambiare) anche quello che tutto bene non va. Perché non siamo soli nel nostro essere umani, quindi fallibili e fragili, mentre ci muoviamo sull’altalena di alti e bassi che è la vita. E perché, spesso, parlare anche delle nostre emozioni meno positive e solari potrebbe rivelarsi di grande aiuto (anziché fingere di essere sempre imperturbabili e sicuri). Tra le righe di questa raccolta sono presenti, quindi, molte domande, qualche risposta e alcune strategie di sopravvivenza, scambiate con un tu che a volte è vicino, altre lontanissimo, a volte tangibile e altre immaginario. Ho provato a creare un percorso senza troppe barriere (anche per questo ho preferito non chiudere le poesie con il punto fisso né cominciarle con una maiuscola), una sorta di dialogo continuo e schietto tra chi domanda e chi potrebbe rispondere, tra chi scrive e chi leggerà.

E allora, tu, se vuoi, dimmi come stai… ”

° ascoltando Giovanni Allevi – Pensieri nascosti https://www.youtube.com/watch?v=lmSbiUswfDw

La traccia nascosta

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(Non togliere il disco: c’è ancora musica)

 

Tracce nascoste

aspetta
ascolta bene,
siamo come un vinile
sembriamo finiti – senza più voce –
e invece siamo solcati, tutti,
da una traccia nascosta – profonda –

servono solo pazienza e voglia
di aspettarci
di ascoltarci
fino in fondo al nostro silenzio

perciò ora non togliere quel disco

 

Irene Marchi (Firenze, 1970), da Dimmi come stai, Cicorivolta Edizioni, 2022 (uscito in questi giorni https://www.cicorivoltaedizioni.com/cicorivoltaedizioni_Dimmi_come_stai.htm?fbclid=IwAR3dskM6uhn90PuF0m6ZG1tjLQwtSnuzzg8Qj_q2lxIhgBV4AlLsmg4WdSI)

°ascoltando… beh, prima di tutto direi che ognuno dovrebbe ascoltare il proprio disco, cioè la propria musica interiore e poi, eventualmente e per rimanere in tema, si potrebbe ascoltare quella che forse è la prima traccia nascosta (o ghost track) nella storia della musica moderna: Her Majesty dei Beatles https://www.youtube.com/watch?v=Mh1hKt5kQ_4

La vita

La vita,

com’è.

 

Mangiare insieme

So che la mia amica se ne sta andando
anche se è ancora seduta lì
di fronte a me, al ristorante,
e si china sul tavolo a mangiare
il pane nell’olio nel mio piatto, so
che capelli fitti aveva una volta,
e cosa le costa liberarsi
del berretto del suo uomo a metà pranzo,
per guardare negli occhi il giovane cameriere
e sorridere quando ci chiede
se va tutto bene. Lei mangia
come un morto di fame – pollo, involtini di vite,
i fiocchi burrosi di sfoglia –
e ciò che la sta uccidendo
mangia, anch’esso.  La osservo che solleva
un’oliva nera, lustra, e ne stacca
la polpa dal nocciolo, osservo
le lunghe dita, fini, e il volto
gonfio di medicine. Abbassa
lo sguardo sul cibo, fingendo
di non sapere che so. Se ne sta andando.
E continuiamo a mangiare.

Kim Addonizio, da Nuova Poesia Americana, Vol.II, a cura di John Freeman e Damiano Abeni, Black Coffee edizioni, 2020

°ascoltando Adrian Berenguer – Midnight Vals https://www.youtube.com/watch?v=b71azegDGoA

Sul bordo

 

(vita: in equilibrio sul bordo, con gradi diversi di precarietà)

 

Lettera rivoluzionaria #1

Ho appena capito che il premio sono io
non ho altro
denaro per riscatto, nient’altro da spezzare o scambiare che la vita
il mio spirito dosato, frammentario, sparso
sul tavolo della roulette, ripago quanto posso
nient’altro da ficcare sotto il naso del maitre de jeu
nulla da spingere fuori dalla finestra, niente bandiere bianche
questa carne è tutto ciò che ho da offrire, fare il gioco con
questa testa qui e ora, e quello che vien dietro, la mia mossa
mentre strisciamo sopra questo bordo, proseguendo sempre
(si spera) fra le righe.

Diane Di Prima (New York, 1934 – San Francisco, 2020), da  Poesia degli ultimi americani, traduzione di Fernanda Pivano, 1995

°ascoltando Ólafur Arnalds & Nils Frahm – Life Story https://www.youtube.com/watch?v=_sBHzqDJZCU&t=4s

Cercare la parola

gridoluminoso

(… ché le parole per definire qualcosa a volte non si trovano)

Un grido, un grumo, un taglio
una folata, un’aurora
l’acqua che sogna la luna
il seme che sogna il grembo
voragine senza fondo
vertigine senza tempo
è tale la parola
che cerco per te, mia vita,
un grido, un grumo, un taglio
quando pensando deraglio
nel fervore della luce,
nella musica di cristallo
delle origini.
Così, senza limiti.

Giuseppe Conte (Imperia, 1945),  da Ferite e rifioriture, Mondadori, 2006

°ascoltando Aspidistrafly – The Voice of Flowers https://www.youtube.com/watch?v=_i5BnrTurZE

Di treni e di sogni

trenino di latta

Sei alla stazione.
L’altoparlante avverte che è in arrivo un treno… dal passato, forse da un sogno.
Chi stai aspettando?

***

Stazione centrale

Mentre dormo un sonno profondo,
silenzioso e lunghissimo arriva il tuo treno
Lo vedo inclinarsi mentre inizia a curvare
E già avverto nell’aria un sapore antico

Non ti aspettavo, quasi non ti riconoscevo
Mi hai lasciata fatina blu con le stelline d’oro
La mia bacchetta magica, ormai, non funziona più

Mi sorridi, mi carezzi il viso.
E tutti i baci che non mi hai dato?
E quel gioco che non abbiamo mai finito?

Sibila forte il vento là fuori
Le porte si chiudono, i miei occhi si aprono
Stavo d’incanto seduta sulle tue ginocchia
Ti pettinavo, ti annusavo, ti adoravo

Ma dimmi, quando torni?

Maria Grazia Casagrande, da Le ginocchia sbucciate, L’Harmattan Italia editore, 2005

°ascoltando Yo-Yo Ma – Bach: Cello Suite No. 1 in G Major, Préludehttps://youtube.com/watch?v=1prweT95Mo0&feature=share

Limpido

(L’aria limpida, dopo una notte di pioggia, per un momento fa sembrare tutto possibile)

Dopo una notte di pioggia

Il mattino è limpido, fresco.
Le ciminiere sembrano lontane.
Sembra caduto
ogni muro, ogni rete metallica.
C’è anche
qualche fiore lucido
nel pugno di terra martoriato
che ancora è rimasto.
La nostra carne, il nostro cuore
ora ritornano a essere
quel sogno guerrigliero
di uccelli e cieli inimmaginabile.

Ferruccio Brugnaro (Mestre, 1936), da Un pugno di sole – Poesie per sopravvivere, 2011
 

°ascoltando Electric Light Orchestra – Mr. Blue Skyhttps://www.youtube.com/watch?v=aQUlA8Hcv4s&t=44s

Quello che abbiamo

 …

 

Abbiamo nel cuore un solitario
amore, nostra vita infinita,
e negli occhi il cielo per nostro vario
cammino. Le spiagge i cieli, la riva
su cui sassi e rovi e il solitario
equisèto, e colli erbosi grassi
rioni, città dispiegate come
belle bandiere, e nude prigioni.
Questa è la nostra vita. Questi nostri
volti vagabondi come musi
di cani ci somigliano. Il vento
il sole le corolle rosse e blu,
i sogni mai sognati i nostri sogni.
Questa è la nostra vita e nulla più.

Beppe Salvia (Potenza, 1954), da Cuore, Interno Poesia, 2021

°ascoltando Pink Floyd – Eyes to Pearls –   https://www.youtube.com/watch?v=D89An7oLYr0