Vale la pena

autobus

La ragazza della pensilina

Esce dalla pensilina e guarda
verso sinistra:
rientra e ricomincia il suo ticchettio nervoso.

Non ce la fa più, ne muore, ha bisogno
che arrivi l’autobus, la vita, tutto
ciò che questa le ha riservato.
E ne ha bisogno ora, adesso, questo sabato sera.
Domani è una chimera, una finzione,
un pianeta lontano anni luce.
Esce di nuovo, guarda e si consuma di desiderio.
È terribilmente sfortunata un secondo
e al successivo – arriva l’autobus finalmente – ride
e sembra che albeggi nel mondo.

La guardo e penso
che anche solo per questo,
per questa forza, per provare
ciò che proprio adesso lei sta provando,
vale la pena vivere.

La chica de la marquesina

Sale de la marquesina y mira
hacia la izquierda;
vuelve y reinicia su pequeño
“claqueteo” nervioso.

No aguanta más, se muere, necesita
que llegue el autobús; la vida, todo
lo que ésta le tenga reservado.
Y lo necesita ya, ahora, esta noche de sábado.
Mañana es una entelequia, una ficción,
un planeta a años luz.
Y vuelve a salir y mira y se consume de deseo.
Es terriblemente desgraciada un segundo
y al siguiente -llega el autobús al fin- se ríe
y parece que amanece en el mundo.

Y yo la miro y pienso
que, aunque solo fuera por eso,
por esa fuerza, por sentir
lo que ahora mismo está sintiendo ella,
merece la pena vivir.

Karmelo C. Iribarren,  da Ola de frío, Renacimiento, 2007

 

*ascoltando The Surfaris – Wipe Out https://www.youtube.com/watch?v=oHSM2P4PALY

Un po’ più di zucchero?

ricetta

L’impasto

Zucchero, farina,
un pizzico dei tuoi pensieri
– quando non ti accorgi di pensare –
burro, lievito
e poi  le tue parole
a pezzetti, sillabe sottili
come la tua voce
– abbonda con la voce, se l’impasto non risponde.

 
Lascia riposare
per  tutto il tempo che non hai
per quello che hai perso
per quello che vorresti.
Assaggia la tua vita:
che sapore ha?

Solo tu hai la ricetta,
non perderla.

©Irene Marchi 2018

*ascoltando Sting-Soul Cake https://www.youtube.com/watch?v=k1gRK8hwqkY

“Progetti per il passato”

passato

Ci sono grovigli di passato difficili da mettere via per sempre. E quando non siamo noi a metterci le mani (e i pensieri), rotolano fuori da soli.

Progetti per il passato

Un’altra volta intrecci per disfare
memoria, sogno, oblio.

Un’altra volta dici
quel che sempre smetteva di succederti.
                                                  Cerchi
quel che è più vero della verità.

Un’altra volta menti
con la maggior sincerità del mondo.

Un’altra volta fai
progetti per il passato.

 

Planes para el pasado

Una vez más trenzando y destrenzando
memoria, sueño, olvido.

Una vez más contando
lo que siempre dejaba de ocurrirte.
                                         Buscando
eso que es más verdad que la verdad.

Una vez más mintiendo
con la mayor sinceridad del mundo.

Una vez más haciendo
planes para el pasado.

23-IV-05

Miguel d’Ors (1946, Santiago di Compostela), da Sol de noviembre (2005), traduzione di Gloria Bazzocchi

*ascoltando James Taylor – Places in My Past https://www.youtube.com/watch?time_continue=20&v=mZRdtFD9ei8

Indefinibile

20181005_171007[960]

La felicità, quando esiste, non può essere una frase fatta né il video di una pubblicità.

Contrasto

Quelli che vivono dentro la luce clamorosa
del successo e possiedono
morbide decappottabili e piscine
di placido turchese con rosai
e cani importanti
e ridono tra bionde satinate
belle come champagne,
ma non sono felici,

ed io che non avendo altro che queste strade
usuali ed un orario
oscuro e le domeniche economiche sul fiume
con una sposa e dei figli che mi amano
neppure io sono felice.

Miguel D’Ors, da Curso Superior de Ignorancia (1987), in “Poesia”, n. 339, luglio/agosto 2018, traduzione di Stefano Bernardinelli

*ascoltando Nina Simone – Feeling Good https://www.youtube.com/watch?v=oHs98TEYecM

Una consapevolezza fondamentale

cuore dove 

“Ma ora so dove ho messo il cuore”: questo è un bel punto di arrivo (o di partenza).

 

A quei tempi
non valevo niente
e mi consumavo gli occhi.

Mettevo il cuore
    nel fango
e ci giocavo a palla.

Imparai a scrivere, a leggere
    e a tacere.
In questi tempi invece
non valgo niente (talvolta)
ma ora so dove
ho messo il cuore
e mi si riempie di canzoni.

 

María Saucedo (Monterrey, 1954 – Chicago, 1981), da Questo ponte, la mia spalla. Voci di donne terzomondiste negli Stati Uniti, 1988

 

*ascoltando Scorpions – Follow Your Heart https://www.youtube.com/watch?v=tMui4IVW0BM

Tutto insegna

tutto serve

Quindi tutto serve: affanni veri e affanni falsi… tutto insegna.

 

Tutti i miei falsi amori e falsi affanni
mi hanno portata a questa verità.
Ho cinque dieci trenta cinquant’anni:
è un’assemblea di tutte le mie età.
Cara ferocia, crudeltà magnanima:
nel sangue, in ogni stilla stride l’anima.

Patrizia Valduga, da Poesie erotiche, Einaudi, 2018

°ascoltando Alanis Morissette – You Learn https://www.youtube.com/watch?v=GFW-WfuX2Dk

Il faro?

FaroPuntaSabbioni

Prima o poi si vedrà un faro (speriamo non ci sia troppa nebbia).

Sulla riva

I pontili deserti scavalcano le ondate,
anche il lupo di mare si fa cupo.
Che fai? Aggiungo olio alla lucerna,
tengo desta la stanza in cui mi trovo
all’oscuro di te e dei tuoi cari.

La brigata dispersa si raccoglie,
si conta dopo queste mareggiate.
Tu dove sei? Ti spero in qualche porto.
L’uomo del faro esce con la barca,
scruta, perlustra, va verso l’aperto.
Il tempo e il mare hanno di queste pause.

Mario Luzi, da Onore del vero (1957)

*ascoltando Santana – El Farol https://www.youtube.com/watch?v=-OOgLsoavJI


Il ritmo della battaglia

 la battaglia

Li senti i tamburi di questa vita-battaglia?

La lotta

Ho guardato la vita in faccia
e lei mi ha ricambiato lo sguardo.
Ho qualche cicatrice
di allora. Talora
le osservo e mi parlano,
mi dicono che ero lì,
che ho lasciato l’anima
nella lotta. Che se continuo
a calpestare i marciapiedi
non è per puro caso.

Karmelo C. Iribarren (poeta basco, nato a San Sebastián nel 1959)

*ascoltando Led Zeppelin- Moby Dick https://www.youtube.com/watch?v=r9-42mu1D9Y

Qui, là  o ancora più lontano

quiolà

Qui, là  o ancora più lontano… dove siamo stati e dove andremo veramente? Ma, breve o lungo, che il nostro viaggio sia intenso e libero, in ogni luogo!

Voglio, avrò

Voglio, avrò
se non qui,
in altro luogo che ancora non so.
Niente ho perduto.
Tutto sarò.

Fernando Pessoa – (Quero, terei, da Poesias ineditas).

… e ancora di Fernando Pessoa

Amo tutto ciò che è stato

Amo tutto ciò che è stato,
tutto quello che non è più,
il dolore che ormai non mi duole,
l’antica e erronea fede,
l’ieri che ha lasciato dolore,
quello che ha lasciato allegria
solo perché è stato, è volato
e oggi è già un altro giorno.

 

Biglietto lasciato prima di non andar via

Se non dovessi tornare,
sappiate che non sono mai
partito.
Il mio viaggiare
è stato tutto un restare
qua, dove non fui mai.

Giorgio Caproni, da Tutte le poesie, Garzanti

* ascoltando So Long Ago, So Clear – Vangelis and Jon Anderson

“… Che tu sei qui…”

walt whitman

Walt Whitman,  Ahimè! Ah vita! (da By the Roadside), da Foglie d’erba, nella traduzione di Giuseppe Conte,  Mondadori, 1991.

Che tu sei qui – che esiste la vita e l’individuo, che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuirvi con un tuo verso” o una tua parola o gesto… : trovo che questi versi di Whitman siano tra le cose più consolatorie e propositive che si possano leggere (il concentrato, anzi di più, di un manuale di self-help!).

* ascoltando Johnny Thunder – I’m Alive