La chiamano notte

notte mantello di stelle mantello buio notte e giorno

Quanto può essere lungo il mantello della notte?

Nella vita di tutti i giorni
porto il mio danno
come il piú segreto dei doni
un anello fiero
di non brillare
la pelle ustionata porto
come seta preziosa
filata nel tempo
dal buio operoso,
le mie stelle nere.
Non sperare in nessuno
che non sia sbucciato
fino al nocciolo asciutto
della memoria,
non credere alle lacrime
altrui, alla pietà sconnessa
dal faro dei fatti.
C’è uno sciame
intorno alla spaccatura,
le scintille del mantello
che corre con te,
la chiamano notte.

Chandra Livia Candiani, da La domanda della sete — 2016-2020, Einaudi, 2020

ascoltando John Petrucci & Jordan RudessIn the Moment https://www.youtube.com/watch?v=yq0C_NNJGH0&feature=emb_title

Solo due lettere?

possibile impossibile possibile

Che cosa separa il mondo del possibile da quello dell’impossibile?

L’impossibile

Non obbedire  a chi ti dice di
rinunziare all’impossibile!
L’impossibile solo rende possibile la vita dell’uomo.
Tu fai bene a inseguire il vento con un secchio.
Da te, e da te soltanto, si lascerà catturare.


Margherita Guidacci (Firenze, 1921-1992), da
Le poesie, a cura di Maura Del Serra, Firenze, Le Lettere, 1999

ascoltando Joe Satriani – If I Could Fly https://www.youtube.com/watch?v=FclrtPUquhQ

Un giorno alla volta

saluto al sole alba (in laguna, cavallino treporti Lio piccolo)

 (Vivere)

  

Guarda a questo giorno!
In esso è la vita, la vera vita della vita.
Nel suo breve corso
è riposta tutta la verità e la realtà del tuo esistere:
la felicità del crescere
la gloria dell’azione
lo splendore della bellezza;
poiché ieri non è che un sogno
e domani una visione;
ma l’oggi ben vissuto rende ogni ieri un sogno di felicità
e ogni domani una visione di speranza.
Guarda bene, perciò, a questo giorno!
Tale è il saluto all’alba.

 Kalidasa, poeta indiano vissuto probabilmente tra il IV e V secolo d.C.

ascoltando Frozen Silence – “Ray of Light” https://www.youtube.com/watch?v=YanTKT0uMJ8&feature=emb_title

 

Nonostante tutto

calicantus

Che cos’è che ti fa essere d’accordo con gli ultimi due versi di questa poesia?

È ancora capace di infanzia

È ancora capace di infanzia
il tronco ficcato sul cuore
della città. Una luce d’alba gli esce
dai rami, ai piedi gli si affolla
un subbuglio di verde.
A un vento improvviso lo zampillo
della fontana gira verso il tronco
assentendo approvando: – D’accordo,
sussurra, la vita
può essere ancora bella

Daria Menicanti (Piacenza, 1914 – 1995), da Altri amici (1956-1985)

♥ ascoltando Yann Tiersen – La Valse d’Amelie https://www.youtube.com/watch?v=Obqs3cyOeUc&feature=emb_title

Anno (nuovo), per favore…

farfalla che vola

Illustrazione di Alessandra Olanow

“Consenti il volo alle cose perdute” mi piace molto come richiesta. Sì, perché spesso ciò che è perduto resta comunque a fare male finché non si trova il coraggio di lasciarlo andare veramente.
In ogni caso, Anno Nuovo, per favore, sii buono…

Anno, portami lontano
dalle cose ripetute
fa che non sia vano
il restare solo
e consenti il volo
alle cose perdute.

1° Gennaio 1935

Carlo Levi (Torino, 1902- 1975), da Carlo LeviPoesie inedite. 1934-1946, Carlo Mancosu editore

Buon vento…

Illustrazione di Tina van Dijk, da Ihttps://www.instagram.com/tinavandijkart/

Illustrazione di Tina van Dijk, da Ihttps://www.instagram.com/tinavandijkart/

E se ci scambiassimo le carte nautiche “giuste”, quelle con le rotte sicure?
Come?… dici che non si può fare?
Vabbè, allora continuiamo a navigare a vista: buon vento e mare calmo!

Insondato

Marinaio inesperto,
in questa zona fuori dalla carta
ogni navigatore viaggia senza consigli, solo.
Ognuno Magellano di se stesso
su tropici di sensazione:
non resta sasso arso dal fuoco
da abitazioni precedenti,
nessuno scafo antico
scheggiato sulla spiaggia.
Queste sono latitudini rivelate
a ciascuno separatamente.

1951
Adrienne Rich (Baltimora, 1929-2012), da Cartografie del silenzio. Poesie scelte 1951 – 1995, Crocetti Editore, traduzione di Massimo Bacigalupo

 

I nodi di ogni giorno

nodi tessuto

Com’è il tessuto delle tue giornate?

Anche a te capita spesso di dover rifare la trama?

Dove

Davvero non so dirti
dov’è che il niente disfa
la trama di ogni giorno,
dove, non visto, scioglie
i nodi, ad uno ad uno.

Francesco Scarabicchi (Ancona, 1951), da Il prato bianco, Einaudi, 2017

Fermarsi

Fermarsi

Fermarsi è una grande arte.
È un’arte umile, è quella di intuire quando siamo stanchi o quando abbiamo bisogno di camminare piano piano verso noi stessi e non più verso qualcosa o qualcun altro.
Fermarsi e ascoltare il battito delle cose, sentire il silenzio, le sue sfumature.
Noi viviamo in un universo che non finisce, che sta tuttora espandendosi e facciamo finta di niente.
Forse fermarsi aiuta un po’ di più ad ammettere che siamo dentro ad una grande… stranezza.

Chandra Livia Candiani, da La precisione della poesia  https://www.youtube.com/watch?v=WzGpck52vXE&feature=emb_title

Senti chi parla

 solounafoglia

 

Novembre, una foglia

con la mia voce di bosco
calpestato, ti sorrido:
le mie vene diverranno
cielo e carezza viva
per ogni tuo fiore nuovo,
perciò  sorridi anche tu
perché – sempre – tutto passa

©IreneMarchi2020

 

“Che ne sapevo…”

Dipinto di Hülya Ozdemir

Senti come profuma di colore questa poesia!

 

Ci sono rocce desolate
sulla Badisco alta
giostrellate da un vento
profumato di rosmarino
e di erbe selvagge.
Un lontanissimo giorno
mi stesi a prendere il sole
a precipizio sul mare
illuso di possedere
il cielo e la terra.
Quasi quasi m’assopivo
se non c’era
il garrire alto del rondone
a volte urtante
a volte lento come d’estate
il miracolo dei papaveri.
Mi girai di lato
ammaliato da un maggiolino
a guardarlo con occhi di lente
da vicino. Mi pareva
una terrena stella vivente
amori impenetrabili segreti…
che ne sapevo
che tu eri già nata
dov’eri
e che le tue labbra di vela
i tuoi occhi
la tua smania di vivere
brillavano più dei suoi colori?

Salvatore Toma (Maglie, 1951 – 1987), da Canzoniere della morte