Non avere paura

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Non aver paura dell’amore. Posa la tua mano
lentamente sul petto della terra e senti respirare
i nomi delle cose che lì stanno
crescendo: il lino e la genziana, la verzura odorosa
e le campanule blu; la menta profumata per
le bevande dell’estate e l’ordito delle radici di una
pianticella d’alloro che si organizza come un reticolo
di vene nella confusione di un corpo.
Mai la vita
è stata solo inverno
mai solo bruma e abbandono

Anche se ora piove, non preoccuparti: posa la mano
lentamente sul tuo petto  e ascolta  il pianto
della tempesta (…)

°°°

No tengas miedo del amor. Posa tu mano
suavemente sobre el pecho de la tierra y siente respirar
en su seno el nombre de las cosas que están allí 
para brotar: el lino y la genciana, el caracolillo real,
y las campanillas azules, la menta perfumada para
las infusiones del verano y el telar de raíces de una
pequeña bahía que se entrelaza como una red 
de venas en la confusión de un cuerpo. La vida nunca
fue solo invierno, nunca fue solo bruma y desamparo.

Aunque llueva ahora, no te preocupes: posa
tu mano suavemente sobre tu pecho y escucha el clamor
de la tempestad (…)

Maria do Rosário Pedreira (Lisbona, 1959)

*ascoltando Sigur Rós – Rafstraumur https://www.youtube.com/watch?v=obQLXnX3QOo

No al disincanto (2)

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C’è sempre troppa salita per caricarsi sulle spalle anche il disincanto.

Invocazione

Che non cresca mai nelle mie viscere
quella calma apparente chiamata scetticismo.

Fugga io dal vizio,
dal cinismo,
dall’imparzialità di spalle contratte.

Creda io sempre nella vita
creda io sempre
nelle mie infinite possibilità.

Mi ingannino i canti delle sirene,
e la mia anima sia sempre un pizzico ingenua.

Che la mia epidermide non somigli mai
alla pelle di un pachiderma impassibile,
gelato.

Pianga io ancora
per i sogni impossibili
per gli amori proibiti
per le fantasie di bambina ridotte in frantumi.

Fugga io dal realismo incorsettato.

Si conservino sulle mie labbra le canzoni,
molte e molto rumorose e con molti accordi.

Nel caso in cui vengano tempi di silenzio.

°°°

Invocación

Que no crezca jamás en mis entrañas
esa calma aparente llamada escepticismo.

Huya yo del resabio,
del cinismo,
de la imparcialidad de hombros encogidos.

Crea yo siempre en la vida
crea yo siempre
en las mil infinitas posibilidades.

Engáñenme los cantos de sirenas,
tenga mi alma siempre un pellizco de ingenua.

Que nunca se parezca mi epidermis
a la piel de un paquidermo inconmovible,
helado.

Llore yo todavía
por sueños imposibles
por amores prohibidos
por fantasías de niña hechas añicos.

Huya yo del realismo encorsetado.

Consérvense en mis labios las canciones,
muchas y muy ruidosas y con muchos acordes.

Por si vinieran tiempos de silencio.

Raquel Lanseros, da Diario de un destello, Rialp, 2006

*ascoltando Wim Mertens – Struggle for pleasure  https://www.youtube.com/watch?v=pybqjwf8w8s

(No al disincanto -1- qui: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/01/13/no-al-disincanto/)

“Esserci con tutto il resto”

universo
In foto un’illustrazione tratta da Piccolo libro illustrato dell’universo,  di Ella Frances Sanders, traduzione  di Ilaria Piperno, Marcos y Marcos, 2019: “Ti sei mai chiesto che cos’abbiamo in comune con le stelle? O da dove viene l’odore della pioggia? […] La cosa bella è sapere che nel turbinio dell’universo c’è sempre qualcuno al tuo fianco che danza con te e ti aiuta a rallentare. Chi? La Luna, naturalmente”.

***

Siamo nel viaggio sempre. Traversiamo
quadranti di cielo, pezzi d’un cosmo
creato ora. Tutti insieme
andiamo che lo vogliamo o non
lo vogliamo. Come unico petto
alla corrente unica falcata.
Insieme a ogni foglia e apparato radicale
e pietruzza sbrecciata. Ogni cosa viene
con noi. Con noi si instrada per le costellazioni,
ogni bastoncino e piuma ogni erbaccia
viene con noi. Ogni particella di corteccia
ogni carta sporca e barattolo e straccio e pannetto
e acqua e ogni acqua viene con noi.
Con noi si getta in passione di viaggio
e niente resta, tutto muove alla danza
sulla palla increpata che vola.

E non c’è un solo pezzo d’universo
che non porti impressa quella spinta di lancio
quella concordanza d’esserci con tutto il resto.

Mariangela Gualtieri, da Esercizi al microscopio, in Le giovani parole, Einaudi, 2015

*ascoltando Vangelis – Creation Du Monde https://www.youtube.com/watch?v=5wzA2b36Jg8

 

 

Verbi più o meno attuali

libri

Necrologio del verbo amare

Amo –
lanciandosi sui mulini a vento gridava Don Chisciotte.
Amo –
avvelenato dalla gelosia urlava Otello.
Amo –
deponendo Ossian singhiozzava Werther.
Amo –
sobbalzando nelle carrozze di Jašvin ripeteva Vronski.
Amo –
separandosi da  Grušenka vaneggiava Dmitrij Karamazov.
Amo –
roteando la spada scandiva Cyrano.
Amo –
tornando dal comizio sussurrava Jaques Thibault.
Amo –
griderebbe anche l’eroe del romanzo contemporaneo,
       ma non glielo permette l’autore.
Insomma non sarebbe di attualità.

1979

Izet Sarajlić, da Chi ha fatto il turno di notte, a cura di Silvio Ferrari, prefazione di Erri De Luca, Einaudi, 1998

*ascoltando Nino Rota – Romeo And Juliet Theme https://www.youtube.com/watch?v=WCmUWNUzaqo

Camminare

Piove. Ma smetterà.

Gli anni sono sassi che rotolano
in discesa
tra le risate dei gatti
e uscite posteriori.
Il catrame sotto i piedi ha la sua storia da raccontare
il catrame in bocca ha le sue nuvole di sogni.
Oggi ho comprato un paio di scarpe rosse
belle come l’assenza
capaci di confondere i miei passi
con i miei desideri.
Mi stringo nella mia giacca bretone e comincio a camminare
sulle storie altrui
soffiando le nuvole di catrame
mentre piove
ma smetterà.

Vincenzo Costantino (Cinaski), da Chi è senza peccato non ha un cazzo da raccontare, Marcos y Marcos, 2010

*ascoltando Vasco Rossi, Un senso https://www.youtube.com/watch?v=AhtW6Fm8jNQ

Dolce e aspra, uguale e diversa, lenta e veloce…

uva

L’uva rosata è quella che preferisco (e tu, invece?): è sempre dolce, nessuna asprezza. E quel colore  incredibile  mi fa pensare ai boschi che a breve ci regaleranno la musica delle foglie cadute. Sembrano tutti uguali, i chicchi, ma sono tutti diversi: un po’ come i nostri giorni (che passano… sempre uguali, sempre diversi).

I giorni però qualche asprezza ce l’hanno. Ma va bene così… c’est la vie.

C’est la vie

Sporche di vita
le nostre mani
sotto filari di ore
l e   n    t      e
ma troppoveloci,
a raccogliere
i pochi chicchi
di un aspro più pacato.

©Irene Marchi, 2019

*ascoltando Gianmaria Testa – Il valzer di un giorno  https://www.youtube.com/watch?v=T02QfOKQrck

Te lo ricordi che sei vivo?

 I don't forget

(21)

La consapevolezza ricettiva apre alla vita
la fuga nella distrazione
è un sentiero di morte
chi è consapevole è totalmente vivo
chi è distratto
è come fosse già morto.

In Dhammapada per la contemplazione, versione di Ajahn Munindo, traduzione di Chandra Livia Candiani, Associazione Santacittarama https://santacittarama.altervista.org/dhammapada_italiano.pdf (citata in Chandra Livia Candiani, Il silenzio è cosa viva – L’arte della meditazione, Einaudi, 2018).

*ascoltando Eric Johnson – Cliffs Of Dover https://www.youtube.com/watch?v=aiRn3Zlw3Rw

 

Le vite del gatto

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Non ho mai saputo il tuo nome

Non ho mai saputo il tuo nome. Entrasti un pomeriggio,
per sbaglio, a domandare se ero io un’altra persona –
un sole che improvvisamente aggiungeva calce ai muri,
un incendio capace di divorare il cuore del mondo.

Non ti mentii: mi alzai e ti condussi alla porta giusta
come un veliero trascina i sogni in mare; ma,
prima di lasciarti, ti dissi ancora che in quel pomeriggio
mi sarebbe piaciuto molto chiamarmi un’altra cosa – o
essere un gatto, per poter avere più di una vita. 

°°°

Nunca soube o teu nome

Nunca soube o teu nome. Entraste numa tarde,
por engano, a perguntar se eu era outra pessoa –
um sol que de repente acrescentava cal aos muros,
um incêndio capaz de devorar o coração do mundo.

Não te menti; levantei-me e fui levar-te à porta certa
como um veleiro arrasta os sonhos para o mar; mas,
antes de te deixar, disse-te ainda que nessa tarde
bem teria gostado de chamar-me outra coisa – ou
de ser gato, para poder ter mais do que uma vida.

Maria do Rosario Pedreira (Lisbona, 1959),  dalla rivista “Poesia”, Ottobre 2012, n. 275, Crocetti Editore, traduzione di Mirella Abriani

*ascoltando Eric Johnson – A song for life  https://www.youtube.com/watch?v=cr-pNH9iaEA

Attenti ai riflessi

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Un’altra porta girevole

Si scopre che la vita non è solo spingere,
né un gioco di fallaci illusioni.
Non bisogna perdersi entrando
in una porta girevole,
ma diffidare di tutti i riflessi,
e non credere a qualcosa solo perché
l’immagine sembra vera.
Occorre trovare il punto preciso
dove caso e destino sono la stessa cosa,
il momento esatto in cui la porta
girevole ti offre l’uscita.

°°°

Otra puerta giratoria

Resulta que la vida no era sólo empujar,
ni un juego de dudosos espejismos.
No había que perderse dando vueltas
en una puerta giratoria,
ni desconfiar de todos los reflejos,
ni creer cualquier cosa sólo porque
la imagen parecía verdadera.
Había que encontrar el punto justo
donde azar y destino son lo mismo,
el exacto momento en que la puerta
giratoria te ofrece una salida.

Amalia Bautista (Madrid, 1962), da Falsa pimienta, Editorial Renacimiento, 2013

 

*ascoltando  Avishai Cohen – Smash https://www.youtube.com/watch?v=FaJTbhYTw4k

 

Di paure e angeli custodi

 

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Eine Kleine Nachtmusik

Io non ho mai letto il volo degli uccelli,
né interrogato le pietre per sapere
se hanno duecento o mille anni.
È vero: qualche volta ho avuto paura.
Ma sapevo che ciò che deve accadere accadrà
e non ho avuto più paura.
Il mio terapeuta dice che dovrei convincermi
che bene, oggi è così.
Lo dice sempre quando sono passati
i quarantacinque minuti della seduta
e dopo di me c’è un altro.
Disposto dopo quarantacinque minuti
a convincersi fosse solo per la cifra che paga
che bene, oggi è così.
Il fatto è che essere stupidi non è poi così facile:
se lo sei lo sei e non lo sai.
Ma se lo sai, questo da solo è una prova
che non lo sei e allora sei in un circolo vizioso:
vai avanti e vai indietro e sei sempre là.
Allo stesso posto.
Da più di quaranta anni.
A fare scongiuri,
sortilegi,
piccole e mediocri magìe
per convincerti che se tu lo volessi
potresti essere altrove ma sei sempre là.

A fare trallalà e trallaqua.

Mentre conti i giorni
che sono sempre 365 in un anno.
E 30 in un mese,
e 7 in una settimana,
e ogni giorno se ne va dopo 24 ore,
e ogni ora dopo 60 minuti,
e ogni minuto dopo 60 secondi.
Così che se li conti tutti,
gli anni e i mesi e le settimane
i giorni e le ore e i minuti e i secondi,
finisci che perdi il conto,
finisci che la sera t’aspetti per davvero
che sia il tuo angelo custode
a prendersi custodia di te
e ti protegga dal male che c’è nell’universo e in te,
e dall’urgenza di dimostrare poi a chi sa chi
che c’eri anche tu perdio,
che poi non volevi molto,
solo quanto basta a non stare male,
e che hai fatto di tutto per esserlo,
e consentire al tuo angelo custode
di essere un angelo
anche se poi è solo un angelo di terza categoria,
di quelli che incontri al bar o al supermercato,
quando hai bisogno sì bisogno
di vederlo un angelo,
e allora ha la faccia di una commessa
dalle tette che non sai
se sono in vendita anche quelle,
ha la faccia del primo e/o della prima
che si mostra sensibile ai casi tuoi e ai cazzi suoi
ha la faccia che deve avere un angelo,
che se continua a fare il tuo angelo custode
è solo perché non sa
che c’è sempre qualcuno che prima o poi
si stanca di aspettare che il suo angelo
se lo porti in paradiso, e se ne va
in paradiso o anche all’inferno,
senza dire bye bye,
senza biglietti lettere o testamenti,
se ne va e basta,
se ne va perché bene, oggi è così,
se ne va perché ha letto il volo degli uccelli
e ha saputo dalle pietre
che cento o mille o un milione di anni
non sono altro che il battito di ciglia di un dio
che tutto sommato è meglio
che rimanga da solo a fare dio
e contare quanto rimanga ancora al nuovo bing bang,
all’istante in cui potrà provarsi un’altra volta
a costruire il migliore dei mondi possibili.

Luther Blissett, eteronimo di Emilio Piccolo (Acerra, 1951-2012), da Beatrice – My heart is full of troubles, Dedalus, 1999

*ascoltando Ben Harper – Waiting On An Angel https://www.youtube.com/watch?v=1ej4ZjMF0Ns

(ancora di angeli, più o meno custodi, qui: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2019/03/07/dove-langelo/ https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/05/25/un-angelo-alternativo/ https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/07/22/angelo/ ).