Ti vorrei regalare

illustrazione di tina van dijk

Illustrazione di Tina Van Dijk da https://www.instagram.com/tinavandijkart/

Belli, questi regali (per tutti)…

“Bambina, (…) i miei doni sono la follia, il coraggio, l’ambizione e l’irrequietezza. La fortuna degli amori e il delirio della solitudine. La passione per le comete, per l’acqua e per gli uomini. Desidero per te intelligenza e ingegno. Uno sguardo curioso, un naso dotato di memoria, una bocca che sorrida e maledica con precisione divina, gambe che non invecchino, un pianto in grado di restituirti la fierezza. Ti auguro di avere il senso del tempo che hanno le stelle, la tenacia delle formiche, il dubbio dei templi. Spero tu abbia fede nei presagi, nella voce dei morti, nella bocca degli avventurieri, nella pace degli uomini che dimenticano il proprio destino, nella forza dei tuoi ricordi e nel futuro come promessa che contiene tutto ciò che non ti è ancora accaduto. (…)”

Ángeles Mastretta, (Puebla, Messico, 1949), da Male d’amore, traduzione di Silvia Meucci

Elogio della follia

pazzi

 

Mi chiedi come sia io diventato un folle. Accadde così:
un giorno, molto prima che molti degli dei fossero generati,
mi svegliai da un profondo sonno e scoprii che tutte le mie maschere
mi erano state rubate – le sette maschere che in sette vite
io avevo foggiato e indossato.
E senza maschera corsi per le vie
affollate gridando: “Ladri, ladri, maledetti ladri!”
Uomini e donne ridevano di me, e alcuni corsero a rinchiudersi
nelle loro case per paura di me.
E quando giunsi nella piazza del mercato, un giovane mi gridò
dal tetto di una casa: “È un folle!” Volsi lo sguardo là in alto per guardarlo;
e il sole mi baciò per la prima volta il volto nudo.
Per la prima volta il sole baciò il mio volto nudo, e la mia anima
avvampò d’amore per il sole, e non desiderai più le mie maschere.
E come in trance gridai: “Benedetti, benedetti siano i ladri che rubarono le mie maschere”.
Fu così che divenni un folle.
E ho trovato libertà e salvezza nella mia pazzia:
libertà di solitudine e salvezza dall’essere compreso,
giacché coloro che ci comprendono asserviscono qualcosa in noi.
Ma non vorrò essere troppo fiero di questa mia salvezza.
Anche un ladro in prigione è salvo da un altro ladro.

Kahlil Gibran (1883, Bsharre, Libano – 1931), da Il Folle

 
*ascoltando The Rolling Stones – Think I’m Going Mad https://www.youtube.com/watch?v=IK7JTSLYRwU

Parlare con le nuvole

parlaconlenuvole

Non prendertela con me se parlo con le nuvole”.
Henry David Thoreau

Parlare con le nuvole è da tipi strani? Secondo me no (e non lo dico per non essere catapultata in un attimo nel gruppo dei tipi strani – ammesso che esista, questo gruppo, o ammesso che esista la normalità). Secondo me parlare con le nuvole è un bel modo per chiarirsi le idee. (E le nuvole non rideranno mai di noi).

 

Punta sulle nuvole
sugli alberi e su altre cose mute,
non tue, non vicine,
non addestrate a compiacerti,
punta sulla luce, cercala sempre,
infine punta sulla tua follia,
se ce l’hai, se non te l’hanno rubata
da piccolo.

Franco Arminio, da Per tornare assieme nella casa del mondo (manifesto per il nuovo anno), 2017/2018, AnimaMundi Edizioni.

*ascoltando Peter Green –The supernatural https://www.youtube.com/watch?v=YoasUjXBkm8

(Ancora sulle nuvole, qui: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/03/09/lista-delle-cose-4-giocare-le-nuvole/; https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/06/29/nuvole-di-compagnia/; https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2017/06/02/come-le-nuvole/).