Il coraggio di…

Mettersi a nudo davanti agli altri:  questa idea può far venire le vertigini
(ma poi la musica sarà davvero la nostra).

Il coraggio oggi è vivere.⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
Coraggio è guardarsi negli occhi,⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
ma coraggio è anche e semplicemente condividere.⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
Condividere il cibo e l’acqua.⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
La malattia e la sofferenza.⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
La gioia e la musica.⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
Coraggio è buttarsi a capofitto⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
nel nuovo con le note⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
e fendendo l’aria con i suoni.⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
Coraggio è mettersi a nudo davanti agli altri⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
con il proprio suono.⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
Senza vesti da circostanza⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
e senza orpelli⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
calzando le scarpe di sempre.⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
Alla perenne ricerca della luce⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
e delle ombre del mondo.⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀⠀
Paolo Fresu, da  Poesie Jazz per cuori curiosi, Rizzoli, 2018⠀⠀⠀⠀⠀⠀

 

°ascoltando⠀Paolo Fresu Quintet – Chiaro https://www.youtube.com/watch?v=zpfDaAZxGEA

Quanta luce!

maggioforzaecoraggio

Bello il mese di maggio***, senza dubbio. Ma la luce nuovamente intensa a volte  scatena un’inquietudine da pulizie interiori di primavera. Non so se capita anche a te, ma io a maggio mi sento un po’ come un ripostiglio in disordine (poi c’è pure il guardaroba… ma questa è un’altra storia).

Il sole e la rima di maggio

maggio sa di fragole e di rose
sì è molto bello però un poco
complica le cose perché coi fiori
forte rinasce l’inquietudine:
il sole ci svergogna gli angoli
nascosti dei pensieri, ripostigli
viventi noi, e questa  luce senza
pietà…  (ogni anno serve coraggio
e non soltanto per farci la rima)

©irenemarchi2022

°ascoltando Camel – Chord Change https://www.youtube.com/watch?v=Zq3yDOq_WjI

*** Quest’anno maggio è tutt’altro che bello: porta con sé le ombre scure della guerra con tutto il suo carico di disperazione.  Mi sento un po’ sciocca e molto inutile nel proporre poesie in tempi così difficili, ma questo ho da offrire, oltre all’invito a continuare a sperare.

 

Tu lo sai?

blog poesia dalle nuvole

(Io ancora no)

Tu lo sai?

Forse dalle nuvole, talvolta
̶   li hai visti i raggi di luce scendere leggeri?  ̶
puoi raccogliere
piccoli frammenti di coraggio:
ne basterebbe  uno
a illuminare
                la nostra infinita salita.
Ne basterebbe uno.
Tu lo sai
                dove vanno a cadere?

Irene Marchi, da L’uso delle parole e delle nuvole, Cicorivolta Editore, 2020

Che ti ha detto?

rose

Il tempo (con i suoi tempi) qualcosa lo dice a tutt*. A te che cosa ha detto?

Time has told me***

il tempo mi ha detto
che anche il sole, di notte, ha paura
e in un solo rimpianto affondiamo
giù – e più giù – che in un mare di pianto

– e poi – il tempo mi ha detto
che il coraggio s’impara cadendo
mentre le rose con tante, troppe spine
insegnano – forse – a non sanguinare

Irene Marchi, da Dimmi come stai, Cicorivolta Edizioni, 2022

*** Il titolo è “rubato” alla canzone Time Has Told Me di Nick Drake (bella da ascoltare e da leggere), quindi grazie!

Adesso vola!

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Non permettere a nessuno di incatenarti a terra.
Ma soprattutto non permetterlo a te stess*

Non conosciamo mai la nostra altezza
finché non siamo chiamati ad alzarci.
E se siamo fedeli al nostro compito
arriva al cielo la nostra statura.

L’eroismo che allora recitiamo
sarebbe quotidiano, se noi stessi
non c’incurvassimo di cubiti
per la paura di essere dei re.

***

We never know how high we are
Till we are asked to rise
And then if we are true to plan
Our statures touch the skies –

The Heroism we recite
Would be a normal thing
Did not ourselves the Cubits warp
For fear to be a King

Emily Dickinson (Amherst, Massachussets, 1830-1886)

 

ascoltando Rodrigo y Gabriela – Electric Soul   https://www.youtube.com/watch?v=cbr03QhtWj4&feature=emb_title

Ti vorrei regalare

illustrazione di tina van dijk

Illustrazione di Tina Van Dijk da https://www.instagram.com/tinavandijkart/

Belli, questi regali (per tutti)…

“Bambina, (…) i miei doni sono la follia, il coraggio, l’ambizione e l’irrequietezza. La fortuna degli amori e il delirio della solitudine. La passione per le comete, per l’acqua e per gli uomini. Desidero per te intelligenza e ingegno. Uno sguardo curioso, un naso dotato di memoria, una bocca che sorrida e maledica con precisione divina, gambe che non invecchino, un pianto in grado di restituirti la fierezza. Ti auguro di avere il senso del tempo che hanno le stelle, la tenacia delle formiche, il dubbio dei templi. Spero tu abbia fede nei presagi, nella voce dei morti, nella bocca degli avventurieri, nella pace degli uomini che dimenticano il proprio destino, nella forza dei tuoi ricordi e nel futuro come promessa che contiene tutto ciò che non ti è ancora accaduto. (…)”

Ángeles Mastretta, (Puebla, Messico, 1949), da Male d’amore, traduzione di Silvia Meucci