Di che cosa hai bisogno?

alberi

Tu sai già di che cosa hai bisogno?

 

di che cosa hai bisogno? di un albero una casa di
misurare quanto grande quanto piccola la vita come essere umano
quanto grande quanto piccola quando guardi in su verso la chioma
ti perdi in bellezza verde fiorente
quanto grande quanto piccola pensi quanto breve
la tua vita la confronti con la vita degli alberi

hai bisogno di un albero hai bisogno di una casa
non una per te soltanto solo un cantuccio un tetto
di sedere di pensare di dormire di sognare
di scrivere di tacere di vedere l’amico
le stelle l’erba il fiore il cielo

Friederike Mayröcker (Vienna, 1924- giugno 2021), traduzione di Anna Maria Curci

• ascoltando Vashti Bunyan – Against the Sky https://www.youtube.com/watch?v=a3SxsVOBvDM

Qualcosa da guardare

 

stelle acq

Le guardi mai le stelle?

 

Troppo poco tempo speso
per la contemplazione delle stelle.
Non parlo di telescopi,
parlo di un abbaino
in una notte come tante
senza nuvole.
Del ritorno a casa
a un’ora tarda,
guardando solo di sfuggita,
la chiave già nella toppa.
Non mi pento
di quello che non so.
Mi pento
dell’uso sciatto
dei miei occhi.

Ranier Malkowski (Berlino, 1939-2003), da  Die Herkunft der Uhren. Gedichte, traduzione di Anna Maria Curci

.

Ti vorrei regalare

illustrazione di tina van dijk

Illustrazione di Tina Van Dijk da https://www.instagram.com/tinavandijkart/

Belli, questi regali (per tutti)…

“Bambina, (…) i miei doni sono la follia, il coraggio, l’ambizione e l’irrequietezza. La fortuna degli amori e il delirio della solitudine. La passione per le comete, per l’acqua e per gli uomini. Desidero per te intelligenza e ingegno. Uno sguardo curioso, un naso dotato di memoria, una bocca che sorrida e maledica con precisione divina, gambe che non invecchino, un pianto in grado di restituirti la fierezza. Ti auguro di avere il senso del tempo che hanno le stelle, la tenacia delle formiche, il dubbio dei templi. Spero tu abbia fede nei presagi, nella voce dei morti, nella bocca degli avventurieri, nella pace degli uomini che dimenticano il proprio destino, nella forza dei tuoi ricordi e nel futuro come promessa che contiene tutto ciò che non ti è ancora accaduto. (…)”

Ángeles Mastretta, (Puebla, Messico, 1949), da Male d’amore, traduzione di Silvia Meucci

Desidèri (da esprimere)

!!!

Quando si fa buio

(e perché non sia sempre buio)

Esprimere un desiderio
lanciarlo contro il cielo
raccogliere la polvere
e costruire una stella
 
sì, ti dico che si può fare anche così

l’universo è infinito
infinita la polvere di stelle

invece i desideri vanno chiamati
per nome
o tendono a scomparire:
perdono forza, volontà e sapore
s’impigriscono
fino a morire.
 
E se si esauriscono i desideri
chi farà brillare le stelle?

©IreneMarchi-agosto 2020

*ascoltando Eugenio Finardi – E le stelle stanno ad aspettare  https://www.youtube.com/watch?v=wo50F8ICtw0

(altri desideri: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/08/09/desideri/)

“(…) sono ancora lì”

bumbumbum

(Non tutto quello che non si vede non c’è)

 

Stelle e dolori

Nel profondo del cielo blu,
come ciottoli sul fondo del mare,
giacciono le stelle invisibili alla luce del giorno
finché arriva la notte.
Non puoi vederle, ma sono lì.
Le cose invisibili sono ancora lì.
I denti di leone appassiti e senza semi
nascosti nelle fessure della tegola
aspettano silenziosamente la primavera,
le loro radici forti non viste.
Non puoi vederli, ma sono lì.
Le cose invisibili sono ancora lì.

Misuzu Kaneko (Nagato, Giappone, 1903-1930), da Are You a Echo? The Lost Poetry of Misuzu Kaneko, traduzione dal giapponese di Francesca Rita Di Berardino

*ascoltando Ezio Bosso – Sonata for Cello and Piano, BWV 1027: Andante https://www.youtube.com/watch?v=HCKKOdkvRgc

Abbagliante (fuori tema n.13)

hugo

Fuori tema perché tecnicamente il testo che segue non è una poesia, anche se spesso viene citato come tale (sono alcune delle righe del quaderno ritrovato da Cosette sotto una pietra del suo giardino). Ma il concetto espresso, così luminoso, “abbaglia” e porta romanticamente  verso la  poesia…

Ho incontrato per via un giovane poverissimo: era innamorato.
Il suo cappello era vecchio, l’abito logoro, con i buchi ai gomiti, l’acqua gli passava attraverso le scarpe, e gli astri attraverso l’anima.

Victor Hugo (Besanҫon, 1802-1885), da Les Misérables, libro V- parte IV: “Un cuore sotto una pietra”,  traduzione di Valentino Piccoli, BUR

*ascoltando Queen + Paul Rodgers – Time to Shine https://www.youtube.com/watch?v=en2t-pLLZ48

(per altri “Fuori tema”: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/category/fuori-tema/)

Verso sera

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Ti prego non soffiare sulle rose
quando colano i metalli della notte,
lascia il sasso a riposare
nel suo luogo delicato
e l’erba dov’è l’erba.
Fa’ che il mondo, almeno ora,
sia distesa per i ragni e per le stelle
e nessun’altra cosa.

Filippo Strumia, da Marciapiede con vista, Einaudi, 2016

*ascoltando Anoushka Shankar – Voice Of The Moon  https://www.youtube.com/watch?v=ZuEjHoxf9rk

Ho chiesto al rosmarino…

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Questa mattina ho fatto una domanda al rosmarino (è sopravvissuto all’inverno!): sono sicura che a suo modo (e con i suoi tempi) mi risponderà.

 

Si trema, per contentezza e per mistero
dentro l’orto, si infilano le mani nella terra
inginocchiati si adora, senza saperlo,
e l’acqua è sostanza che risveglia
cresce e ristora. Quanta luce nell’orto –
quanta notte. Ogni stella di questo emisfero
passa sull’orto.
 
Mariangela Gualtieri, da Le giovani parole, Einaudi, Torino 2015

*ascoltando Ezio Bosso – Symphony No. 2, Under Trees’ Voices – Pines and Flowers
https://www.youtube.com/watch?v=EWWhXpdPg0c

Se non ci fossero le stelle

senzastelle

Forse la poetessa con “questi” si riferiva  a dei fiori, o probabilmente ai versi stessi, in ogni caso ha espresso un pensiero molto vero: tendiamo ad accorgerci o ad apprezzare qualcosa solo quando quel qualcosa non c’è più.

 

Non ho nient’altro – da offrire, lo sai –
Così continuo a offrire Questi –
Proprio come la Notte continua a mostrare Stelle
Ai nostri occhi assuefatti –

Probabilmente, non le notiamo –
Ma se non arrivassero –
Allora – probabilmente, ci confonderemmo
Nel ritrovare la strada di Casa –

°°°

I’ve nothing else – to bring, You know –
So I keep bringing These –
Just as the Night keeps fetching Stars
To our familiar eyes –

Maybe, we should’nt mind them –
Unless they did’nt come –
Then – maybe, it would puzzle us
To find our way Home –

Emily Dickinson, da The Complete Poems- Tutte le poesie, traduzione e note di Giuseppe Ierolli

*ascoltando Wolf Hoffmann – Blues For Elise
https://www.youtube.com/watch?v=v8QtrY3iIg0

Frammenti luminosi

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  Bisogna stare attenti a non ferirsi…

Le stelle

Quando viene la notte,
io sto sulla scala e ascolto,
le stelle sciamano in giardino
ed io sto nel buio.
Senti, una stella è caduta risuonando!
Non andare a piedi nudi sull’erba,
il mio giardino è pieno di schegge.

Edith Irene Södergran (San Pietroburgo, 1892 – Raivola, 1923, poetessa finlandese di lingua svedese), da 100 passi nell’anima – Antologia poetica –  50 poeti e 50 poetesse dal mondo, a cura di Caterina Renzi

*ascoltando Joe Satriani – Starry Night https://www.youtube.com/watch?v=q_m0-f7N9hM