Le parole del poi

(Se sbagliamo spesso le parole del prima,
speriamo almeno di non sbagliare quelle del poi)

Poi
 
Nasciamo tutti innocenti
per questo, poi, la terra ci accoglierà
 
così, quando (poi) non ci sarò
cercami  laggiù tra quegli alberi
nelle parole che si scambiano le foglie:
se qualcosa di me resterà, andrà lì a respirare
e, quelle, saranno le mie parole più belle

©IreneMarchi2021

∞ ascoltando If These Trees Could Talk – “The Here and Hereafter” https://www.youtube.com/watch?v=pUXbrvRawA0&t=2s

Compagna Poesia (provaci tu)

Messaggio (rivoluzionario??) fotografato dalla vetrina di un negozio

Messaggio (rivoluzionario??) fotografato dalla vetrina di un negozio

È rivoluzionaria la poesia?
Secondo me sì (se è poesia onesta): a volte lo è per la società, ma sempre lo è per l’individuo.

***

Alla Poesia

Riconoscente ti saluto poesia
perché oggi che ti ritrovo
(nella vita e nei libri)
non sei più solo per l’incanto
grande ornamento della malinconia.

Oggi puoi anche migliorarmi
aiutarmi a servire
questa lunga e dura lotta del popolo.

Ora sei al tuo posto:
non sei più la splendida alternativa
che mi allontanava dal mio vero posto.

E continui ad essere bella
compagna poesia
tra le belle armi reali che brillano sotto il sole
tra le mie mani o sulla mia schiena.

Continui a brillare
insieme al mio cuore che non ti ha mai tradita
nelle città e sulle montagne del mio paese
del mio paese che si rialza
dall’infanzia e dall’oblio
per mettere fine alla sua vecchia pre-istoria
di dolore e sangue.

Roque Dalton (San Salvador- El Salvador, 1935-1975), da Il cielo per cappello, traduzione di Emanuela Jossa e Irene Campagna, Multimedia Edizioni, 2011

ascoltando Modena City Ramblers – Mia dolce rivoluzionaria https://www.youtube.com/watch?v=XfypPKGZVUo

Un po’ d’ombra

e miao miao miaojpg

All’ombra di alcune parole (buone) si può anche sonnecchiare

 

Ogni parola è una nota di musica
Un poco di colore sulla tela
Polvere sulle spalle delle statue
Profumo sulle ali delle farfalle
Ogni parola è una foglia che cade
L’albero è il libro della vita
I suoi rami sono capitoli
Il suo tronco è la linfa del tempo
Ogni poesia è una fantasia
Dove parole colori e foglie
Danzano su un tavolo in Toscana
Un giorno d’estate
Dove la poesia regala l’ombra
Ai gatti che sonnecchiano.

Tahar Ben Jelloun (Fès, Marocco, 1944), da Poesie dipinte (n. 68), in Dolore e luce nel mondo, La nave di Teseo, 2021, traduzione di Cettina Caliò

♣ ascoltando Glen Hansard – Good Life Of Song https://www.youtube.com/watch?v=wLTXAXilNAQ

P di parole (sincere)

bags

Pane? Arance? No: parole. Da conservare (possibilmente).

 

Non partire senza lasciare una
sporta di parole per chi resta.
Dire ‘questa è per la mattina
quest’altra invece per la sera’.
Lasciare una sporta a parte
per chi la notte nel buio si dispera.
 
 Andrea Bajani, da Promemoria, Einaudi, 2017

(per altre lettere dell’alfabeto, qui: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/category/alfabeto/)

Leggere i muri

chi lo sa

Il muro che compare nella foto qui sopra è di una casa del mio paese: ogni volta che passo di lì provo a immaginare chi possa avere scritto quell’unica parola e perché: sarà stato un messaggio in codice? o magari un’inconsueta dichiarazione d’amore? una parola d’ordine o forse l’acronimo di una frase di dodici parole? Non lo saprò mai, e va bene così. Probabilmente chi doveva capire ha capito e questo basta. Agli altri, resta la curiosità che accende la fantasia.
Ma tu, se ne avessi la possibilità, che frase vorresti scrivere, proprio in questo momento, su un ipotetico muro?

Qualcosa in comune

t i   a m o  c’è scritto su un muro
di ogni paese del mondo  forse
anche sulla luna se in piccolo
in cubitale in rosso in nero
non ha alcuna  importanza: in ogni
paese  del mondo tutti – nessuno
escluso – almeno per un attimo
abbiamo desiderato anche tu
che le parole urlate per sempre
su quel muro fossero lì per noi

©IreneMarchi2020

Preziose cose insignificanti

goodbye

Qual è l’ultima cosa insignificante (ma preziosa) che hai scoperto?

 

La poesia è custodita nelle parole –
è tutto ciò che so.
Il mio destino è non capire quasi nulla.
Sul nulla ho conoscenze profonde.
Non coltivo connessioni con il reale.
Per me potente non è chi scopre l’oro.
Potente per me è chi scopre cose insignificanti:
del mondo e nostre.
Per questa piccola frase mi hanno eletto imbecille.
Mi sono emozionato e ho pianto.
Ho un debole per gli elogi.

Manoel de Barros (Brasile, 1916-2014), da Tratado geral das grandezas do ínfimo,  2001

°°°

A poesia está guadarda nas palavras –
é tudo que eu sei.
Meu fado é o de não saber quase tudo.
Sobre o nada eu tenho profundidades.
Não tenho conexões com a reladidade.
Poderoso para mim não é aquele que descobre ouro.
Para mim poderoso é aquele que descobre as
insignificâncias (do mundo e as nossa).
Por essa pequena sentença me elogiaram de imbecil.
Fiquei emocionado.
Sou fraco para elogios..

Senza parole…

02

Che cosa succederebbe se lasciassimo scappare tutte le parole (e queste non tornassero più)? Se rimanessimo così, senza parole da poter dire e senza parole da poter scrivere? Niente più telefonate, lettere, e-mail, sms, telegrammi, libri, testi di canzoni… niente di niente. Terribile! Speriamo che le parole non ci facciano mai questo scherzo…

 

27.
Aprire le gabbie togliere le virgole
allontanare tutti i punti sparare
in aria lasciar scappare le parole
nella notte sentirle abbaiare nei
dintorni la mattina sentirle rientrare
da sole le parole non ci sanno stare
fare la conta di quelle non rientrate
chiudere le gabbie sentirle ringhiare

Andrea Bajani, da Promemoria, Einaudi, 2017

*ascoltando Stevie Ray Vaughan – Scuttle Buttin’ https://www.youtube.com/watch?v=IUsvRaRk9Fs

Le definizioni (quelle brutte)

 

filo

Non sai fare nulla…
Sei muta?
Troppo seria!
Troppo così… troppo colà… troppo poco questo, troppo poco quello…

quante volte da bambini ci hanno etichettato in qualche modo? E poi magari anche “da grandi” qualcuno ci ha buttato addosso senza pensarci una di quelle definizioni.
(Della serie sentiamoci sempre sbagliati! Le definizioni affibbiate alle persone sono forse peggio dei luoghi comuni, tu che dici?).

 

Parole che restano

Mettono radici
nell’anima
le parole cucite addosso.
Nulla spezzerà
quel filo

nemmeno una carezza.

Irene Marchi, da La parte in ombra, Ensemble Edizioni, 2018

*ascoltando Greg Howe – Direct Injection https://www.youtube.com/watch?v=g55Fk-o8cKg

 

Scusa

pnsdvrcpt

Scusa

Che cosa vuol dire la parola scusa?
Questa parola sciocca – come me –
sempre in ritardo, spettinata
uscita da un bosco fitto,
ma vestita di limpido
senza bugie nelle tasche

che cosa vuol dire la parola scusa?

Vuol dire aver letto lo spartito
dalla fine
e aver capito
ogni nota
ogni tempo
ogni movimento.

Pesa,
questa parola,
come un cielo di novembre:
cinque lettere faticose
che a dirle tutte in fila si mastica la terra

s   c     u        s              a

cinque lettere di pioggia
su una pagina di vento.

Irene Marchi, da L’uso delle parole e delle nuvole, Cicorivolta Edizioni, 2020

*ascoltando Santana, Song Of The Wind https://www.youtube.com/watch?v=XdmevPWZTRg

Ruba una poesia (al vento)

windandpoetry

Che cosa ti ha detto il vento?

Poesia

Mettere in fila le parole:
aspettarle accoglierle cercarle
leggerle rubarle cancellarle.

E quelle che rimangono,
lasciarle ad asciugare.

Franco Marcoaldi, da La trappola, Einaudi 2012

*ascoltando Mike Oldfield – Dreaming in the Wind (Instrumental) https://www.youtube.com/watch?v=78k13Zz5WSg