Fare l’appello

da una nuvola bassa

Vediamo in quanti siamo…

 

L’appello

una voce breve come un’ala
va lontana nella sera, scivola
sulla linea dell’orizzonte poi
torna, raggiunge anche il mio nome.
Così vengo sollevata, annaspo
nell’aria con le mie cinque lettere
senza pace, perché non ho radici

domani farò l’appello da una
nuvola bassa per riconoscere
quelli come me: tu alza la mano
se vuoi (ma dimmi come ti chiami)

©IreneMarchi2021

♣ ascoltando Mike Oldfield – Weightless https://www.youtube.com/watch?v=NDD0vp09dks

Con o senza radici? (Parte 2)

devo andare via

AAA cercasi salde radici: questo l’annuncio che servirebbe se le radici si potessero “trovare”. Perché senza radici si è destinati a vagare secondo i capricci del vento…
In ogni caso, ti auguro buona ricerca.

(Con o senza radici? – Parte 1, qui: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2019/02/20/con-o-senza-radici/)

Ninfee

Ninfee pallide lievi
coricate sul lago –
guanciale che una fata
risvegliata
lasciò
sull’acqua verdeazzurra –

ninfee –
con le radici lunghe
perdute
nella profondità che trascolora –

anch’io non ho radici
che leghino la mia
vita – alla terra –

anch’io cresco dal fondo
di un lago – colmo
di pianto.

26 agosto 1933

Antonia Pozzi, da Parole, 1939

*ascoltando Vasco Rossi – Sally  https://www.youtube.com/watch?v=iVAZezs0H9s

 

Dove?

vvvvoool

“(…) Esiste un posto dove non siamo di passaggio? Disorientata, persa, sbalestrata, sballata, sbandata, scombussolata, smarrita, spaesata, spiantata, stranita: in questa parentela di termini mi ritrovo. Ecco la dimora, le parole che mi mettono al mondo”.

Jhumpa Lahiri, da Dove mi trovo, Guanda Editore

Dov’è “casa”? Dov’è (se c’è) un punto fisso?

Paesaggio in movimento

Si deve saper andare via
e tuttavia essere come un albero:
come se le radici rimanessero nel terreno,
come se il paesaggio si muovesse e noi restassimo fermi.
Si deve trattenere il fiato,
finché si calma il vento
e l’aria estranea inizia a girarci intorno,
finché il gioco di luci e ombre,
di verde e di blu,
crea gli antichi disegni
e siamo a casa,
ovunque essa sia,
e possiamo sederci e appoggiarci,
come se fossimo alla tomba
di nostra madre.

Hilde Domin, da Con l’avallo delle nuvole, ed. orig. 1987, traduzione di Ondina Granato, a cura di Paola del Zoppo e Ondina Granato, Del Vecchio Editore, Roma 2011

 

Io aspetto
come il melo
aspetta i fiori –
suoi –
e non li sa
puntuali
ma li fa,
simili
non identici
all’anno passato.
Li fa precisi
e baciati nel legno
da luce e acqua
da desiderio
senza chi.
Sorrido sotto il noce
ai suoi occhi tanti
che mi studino bene
la tessitura dei capelli
e ne facciano versi
di merlo e di vespa
di acuti
aghi di pino
e betulla appena sveglia.
Non so chi sono
ho perso senso
e bussola privata
ma obbedisco
a una legge
di fioritura
a un comando precipitoso
verso luce
spalancata.

Chandra Livia Candiani, da Fatti vivo, Torino, Einaudi, 2017

*ascoltando Passenger – Home https://www.youtube.com/watch?v=ZAYZmIfHEiU

(ancora sul Dove?, qui: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2017/12/25/verso-dove/)