Il valore della sconfitta

 

(Se cadi impari a rialzarti)

Davvero sappiamo vivere solo dopo la sconfitta,
le amicizie si fanno più profonde,
l’amore solleva attento il capo.
Perfino le cose diventano pure.
I rondoni danzano nell’aria,
a loro agio nell’abisso.
Tremano le foglie dei pioppi,
solo il vento è immoto.
Le sagome cupe dei nemici si stagliano
sullo sfondo chiaro della speranza. Cresce
il coraggio. Loro, diciamo parlando di loro, noi, di noi,
tu, di me. Il tè amaro ha il sapore
di profezie bibliche. Purché
non ci sorprenda la vittoria.

Adam Zagajewski (Leopoli, 1945-2021), da Dalla vita degli oggetti-Poesie 1983-2005, traduzione di Krystyna Jaworska, Adelphi, 2012

°ascoltando We Shall Overcome (cover by Bruce Springsteen with the Sessions Band)
https://www.youtube.com/watch?v=KmLf6I6LMCI

Cadendo

 (e cercando di non farsi troppo male)

***

Si deve cadere e non si può scegliere dove.
Ma c’è una forma del vento nei capelli,
una pausa del colpo,
un certo angolo del braccio
che possiamo piegare mentre cadiamo.

È soltanto l’estremo di un segno,
la punta impreveduta di un pensiero.
Ma basta ad evitare il fondo avaro di alcune mani
e la miseria azzurra di un Dio deserto.

Si tratta di piegare un po’ di più una virgola
in un testo che non possiamo correggere.

Roberto Juarroz (Argentina, 1925-1995), da Poesia verticale, traduzione di Stefano Bernardinelli, in “Poesia” n. 288 Dicembre 2013, Crocetti ed.

°ascoltando Ben Harper – Joshua Treehttps://www.youtube.com/watch?v=CiqsQrjm5og

Almeno due

Me l’ha insegnato una cara amica: “ogni sera, anche nel mezzo del disastro totale, prima di dormire raccogli col pensiero almeno due piccole cose belle che ti sono capitate durante la giornata: è incredibile quante piccole cose belle impari piano piano a riconoscere”. Aveva ragione.

***

Rammentalo, al momento di cadere,
attingi a questa bruma con le tue mani deboli,
raccogli quel po’ di paglia per strame alla sofferenza,
là, dentro il cavo della tua mano macchiata:
potrebbe brillare nella mano
come l’acqua del tempo.

Philippe Jaccottet (Svizzera, 1925-2021), da Alla luce d’inverno – Pensieri sotto le nuvole, Marcos Y Marcos, 1997, traduzione di Fabio Pusterla

°ascoltando Nick Cave e Nicholas Lens – Litany of the of Gathering Up – https://www.youtube.com/watch?v=SC8I9V3oZgQ

Competenze e obiettivi

gogogo

Come gli esami, anche i colloqui di vita-lavoro (con sé stessi) non finiscono mai.

Curriculum vitae

con passo lento ho portato
e ancora porto la mia ombra
frastagliata sì, ma rigorosa
lungo  questa strada, e quello che voglio

–  ho scritto voglio e non vorrei:
lo vedi come sono decisa e sicura?–
è imparare i segreti delle foglie

che cadono

e poi, spavalde, rinascono

©IreneMarchi2020