“Nuda sei semplice”

 

Jennifer Anderson portrait, olio su tela

 

Nuda sei semplice come una delle tue mani,
liscia, terrestre, minima, rotonda, trasparente,
hai linee di luna, cammini di mela,
nuda sei sottile come il grano nudo.

Nuda sei azzurra come la notte a Cuba,
hai rampicanti e stelle nei tuoi capelli,
nuda sei enorme e gialla
come l’estate in una chiesa d’oro.

Nuda sei piccola come una delle tue unghie,
curva, sottile, rosea finché nasce il giorno
e t’addentri nel sotterraneo del mondo

come in una lunga galleria di vestiti e di lavori:
la tua chiarezza si spegne, si veste, si sfoglia
e di nuovo torna a essere una mano nuda.

Pablo Neruda (Parral, Cile, 1904-1973), sonetto XXVII da Cento sonetti d’amore,
Passigli Editori, 1996, traduzione di Giuseppe Bellini

(https://www.youtube.com/watch?v=riSXJjBEVEA)
***

Desnuda eres tan simple como una de tus manos,
lisa, terrestre, mínima, redonda, transparente,
tienes líneas de luna, caminos de manzana,
desnuda eres delgada como el trigo desnudo.

Desnuda eres azul como la noche en Cuba,
tienes enredaderas y estrellas en el pelo,
desnuda eres enorme y amarilla
como el verano en una iglesia de oro.

Desnuda eres pequeña como una de tus uñas,
curva, sutil, rosada hasta que nace el día
y te metes en el subterráneo del mundo

como en un largo túnel de trajes y trabajos:
tu claridad se apaga, se viste, se deshoja
y otra vez vuelve a ser una mano desnuda.

Pablo Neruda, da Cien sonetos de amor, 1959

 

Evasioni

Quando ti senti soffocare e hai la sensazione di essere in una prigione,
che cosa riesce a liberare il tuo pensiero?

Benvenuta, donna mia, benvenuta!

certo sei stanca
come potrò lavarti i piedi
non ho acqua di rose né catino d’argento

certo avrai sete
non ho una bevanda fresca da offrirti

certo avrai fame
e io non posso apparecchiare
una tavola con lino candido

la mia stanza è povera e prigioniera
come il nostro paese.

Benvenuta, donna mia, benvenuta!

hai posato il piede nella mia cella
e il cemento è divenuto prato
hai riso
e rose hanno fiorito le sbarre

hai pianto
e le perle sono rotolate sulle mie palme

ricca come il mio cuore
cara come la libertà
è adesso questa prigione.

Benvenuta, donna mia, benvenuta!

Nazim Hikmet (Salonicco, 1902– Mosca, 1963),
da Poesie d’amore, Mondadori, 2002, traduzione di J. Lussu, V. Mucci

*ascoltando Iggy Pop – Free https://www.youtube.com/watch?v=IcJx_oLbWqo

Un mare di luce

un mare di luce 8 marzo]_modificato-2

Un mare di luce in ogni donna

 

Notre-Dame Notre-Dame

Una, la donna, o innumerabile?
Non può il cuore deciderlo,
la conoscenza non è salda.
Fuori
e dentro la vita
si tendono l’una verso l’altra
loro dalla loro eternità,
non giungono
esse però
a stringersi la mano,
si frappongono cascate
di forza non rappresa,
sfaceli
di età non conosciute le dividono
l’una dall’altra e tutte da me
che guardo stupito quella maschera
bruciare di una fragile
e vibrante identità
e mi perdo nel mare di luce che le è dietro,
in quello straripante lievito
azzurro della muliebrità oppure in me medesimo?

Mario Luzi (1914-2005), da Per il battesimo dei nostri frammenti, Garzanti, 1985

.*ascoltando Etta James – Woman https://www.youtube.com/watch?v=knYLtAuKj8c

Ancora sulla donna, qui: http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2017/03/06/la-donna/

La donna

Particolare da Due donne Tahitiane con germogli di mango, di Paul Gauguin, 1899

Particolare da Due donne Tahitiane con germogli di mango, di Paul Gauguin, 1899

Secondo me la donna (testo di Giorgio Gaber)

Secondo me la donna, e l’uomo, sono destinati a diventare uguali. In questa nostra epoca, la civiltà si è data un gran da fare, per attenuare certe differenze che erano causa di profonda ingiustizia. C’è stato un graduale avvicinamento, nel modo, di comportarsi, di sentire, di pensare. Insomma, di vivere. Fino alla tanto sospirata parità. Però, secondo me all’inizio di tutto, c’è sempre una donna. 
Secondo me, la donna è donna da subito. Un uomo è uomo a volte prima, a volte dopo. A volte mai. 
Secondo me una donna è coinvolta sessualmente, in tutte le vicende della vita. A volte persino nell’amore. 
Secondo me, una donna  innamorata imbellisce. Un uomo… rincoglionisce.
Secondo me in un salotto, quando non c’è neanche una donna, è come recitare in un teatro vuoto. Se invece non c’é neanche un uomo, tra le donne si crea una complice atmosfera di pace. Appena arriva un uomo è la guerra. 
Secondo me un uomo che dice di una donna, quella  lì la dà via, meriterebbe che a lui le donne non gliela dessero proprio mai. 
Secondo me una donna che dice ad un uomo con cui sta facendo l’amore, come con te con nessuno, andrebbe comunque arrestata per falsa testimonianza. 
Secondo me per una donna che non ha fortuna in amore, non si può usare il termine sfigata.
Secondo me gli uomini, si sono sempre occupati del potere sulle cose, le donne, del potere sulle persone. Ma questa è seria, non c’entra niente.
Secondo me le donne, quando ci scelgono, non amano proprio noi, forse una proiezione un sogno, un’immagine che hanno dentro. Ma quando ci lasciano, siamo proprio noi quelli che non amano più
Secondo me, una donna che si offre a un uomo sessualmente ed è respinta, rimane sconcertata. Non ci può credere. Il suo primo pensiero è che lui sia omosessuale, ma  in genere questa versione non regge. E allora pensa: “Eh già, lui si difende…  ha paura di essere troppo coinvolto emotivamente … oppure si sente bloccato dall’eccessiva eccitazione”.  Il fatto che lei possa non piacere è un’ipotesi che non può assolutamente prendere in considerazione. 
Donna: l’angelo ingannatore. L’ha detto Baudelaire. 
Donna: il più bel fiore del giardino. L’ha detto Goethe. 
Donna: femina maliarda. L’ha detto Shakespeare. 
Donna: sei tutta la mia vita. L’ha detto un mio amico ginecologo. 
Sì, secondo me la donna e l’uomo, sono destinati a rimanere assolutamente differenti. E contrariamente a molti io credo che sia necessario mantenerle se non addirittura esaltarle queste differenze. Perché proprio da questo scontro incontro, tra un uomo e una donna, che si muove l’universo intero. 
All’universo non gliene importa niente dei popoli e delle nazioni, l’universo sa soltanto che senza due corpi differenti, e due pensieri differenti, non c’è futuro.

Testo  di  Giorgio Gaber e Sandro Luporini, dall’album Un’idiozia conquistata a fatica (tratto da www.giorgiogaber.it/discografia-album)

(e ripropongo le poesie dell’8 marzo 2016, qui  http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/03/07/donne/).