La ricerca dell’oro

oro

… di quell’oro che non si vende e non si compra

Passo le mie mani
sul tuo corpo
come un archeologo.
L’amore è leggere il sacro
seppellito nei corpi,
è quella cosa che si sgretola,
fa cadere le vernici,
rivela il fondo d’oro,
l’archivio di luce
da cui veniamo.

 Franco Arminio, da Resteranno i canti, Bompiani, 2018

*ascoltando Neil Young – Heart of Gold  https://www.youtube.com/watch?v=u925g6CgKuw

Di più o di meno?

 love

La conclusione mi sembra la stessa: amare e basta.

Bisogna amarsi meno

Bisogna amarsi meno,
bisogna lasciare al tempo
l’ingorda gioia d’insegnare
che l’amore non è ricevere,
né dare,
ma lasciarsi prendere,
affondare.

Giovanni Testori (Novate Milanese, 1923 – Milano 1993), da Opere 1965-1977, Bompiani, 1996

 

Il verbo è amare

Il verbo è amare
amare bene
amare male
amare come sia
però amare.
La chiave è amare
e quando tutto duole
amare con maggiore intensità
e quando tutto diventa insopportabile
amare il doppio.

José Sbarra, (Buenos Aires, 1950 -1996), da El mal amor, 2017

* ascoltando John Lennon – Love https://www.youtube.com/watch?v=HybcK892uBY

Che cosa ti serve?

youneed

Tu (lo sai) di che cosa hai bisogno?
Che cosa scriveresti nello spazio vuoto della foto qui sopra?

 

Io non ho bisogno di denaro
ho bisogno di sentimenti
di parole
di parole scelte sapientemente
di fiori detti pensieri
di rose dette presenze
di sogni che abitino gli alberi
di canzoni che facciano danzare le statue
di stelle che mormorino
all’orecchio degli amanti.
Ho bisogno di poesia
questa magia che brucia
la pesantezza delle parole
che risveglia le emozioni e dà colori nuovi.

Alda Merini, da Terra d’amore, 2003

*ascoltando The Beatles – All You Need Is Love https://vimeo.com/241181230

Il muro

muroamore

 

Fili pericolosi

L’amore che confonde
ruba il filo
dei pensieri,
lo lega a un sasso
– ne abbiamo tanti nelle tasche –
e lo lancia
contro quel muro – lo chiamano realtà.
In pieno ti colpisce
ogni frammento.

Seguendo la curvatura di un arcobaleno
tu, con i tuoi pensieri,
cadi
                     a
                                      terra
                                                           piano.

Irene Marchi, da La parte in ombra, Edizioni Ensemble, 2018 (ne parlo qui https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/06/19/la-parte-in-ombra/)

 

*ascoltando Amy Winehouse – Love is a losing Game https://www.youtube.com/watch?v=Fs1FveJqmEo

“Ti ho e non ti ho”

cuore

Il poeta uruguaiano Mario Benedetti ha scritto delle poesie d’amore particolarmente belle, intense e senza retorica. Come questa qui sotto. (E in fondo è vero un po’ per tutti: non può esserci alcun possesso, “ti ho e non ti ho”…)

 

Cuore corazza

Perché ti ho e non ti ho
perché ti penso
perché la notte è qui ad occhi aperti
perché la notte passa e dico amore
perché sei qui a riprendere la tua immagine
e tu sei meglio di tutte le tue immagini
perché sei bella dai piedi fino all’anima
perché sei buona dall’anima fino a me
perché dolce ti nascondi nell’orgoglio piccola e dolce
cuore corazza
perché sei mia
perché non sei mia
perché ti guardo e muoio
e peggio ancora muoio
se non ti guardo amore
se non ti guardo
perché tu esisti sempre ovunque
ma esisti meglio dove io ti voglio
e la tua bocca è sangue
e senti freddo
io devo amarti amore
ti devo amare
anche se la ferita fa male per due
anche se ti cerco e non ti trovo
e anche se
la notte passa e io ti ho
e non ti ho.
 

Mario Benedetti (Mario Orlando Hamlet Hardy Brenno Benedetti-Farugia, Paso de los Toros, 1920 – Montevideo, 2009), traduzione di Martha L. Canfield

*ascoltando Pearl Jam – Just Breathe https://www.youtube.com/watch?v=XTb9GNIxpMk

Manca sempre una rima

Marc Chagall, Gli amnti blu, 1914

Marc Chagall, Gli amanti blu, 1914

Quali sono le rime per essere felici?

Non ho camminato nei tuoi sogni

Non ho camminato nei tuoi sogni,
né mi sono mostrato in mezzo alla folla,
non sono apparso nel cortile
dove pioveva o meglio cominciava
a piovere (questo verso
lo cancello e non lo sostituirò),
era allettante credere, come uno stupido,
che ti avrei incontrato presto,
eri tu che mi apparivi in sogno
(e mi prendeva una dolce tenerezza),
mi sistemavi i capelli sulle tempie.
Quell’autunno perfino le poesie
in parte mi riuscivano bene
(però mancava sempre un verso o una rima
per essere felice).

Boris Ryzhy (Chelyabinsk, Russia, 1974-2001), da  La nuovissima poesia russa (Einaudi, 2005), trad. di V. Ferraro e M. Martini

*ascoltando Chris Isaak – Wicked Game https://www.youtube.com/watch?v=KBx1Q3DEyDY

L’amore è…?

telaio

Ognuno ha (o forse sarebbe più esatto dire non ha) la propria definizione, la propria idea di amore. Qui sotto un punto di vista, un’idea: l’amore necessita anche di operosità.
Sei d’accordo?

L’amore è diverso
da quello che credevo,
più vicino a un’ape operaia
a un tessitore
che a un acrobata ubriaco,
più simile a un mestiere
che a un sentire.
Io amavo
un po’ con la memoria astrale
e un po’ con giustizia poetica,
ma l’amore
è più vicino a una scienza
che a una poesia,
ha delle sue regole di risonanza
e altre di respingenza,
ha angoli di incidenza
per profili alari e luce,
ma non ha regole per il buio
e l’assenza di ali.
L’amore è molto simile
all’insonnia,
non devi soffrirla
solo ospitarla,
lasciare che ti squassi
faccia di te un sistema nervoso
senza isolamento,
una corda tesa
di strumento musicale ignoto.
Essere temi musicali
non è una vocazione
ma una disciplina di spoliazione,
è farsi ossi
limati
dalle onde
goccia che si disfa
nel galoppante mare.

Chandra Livia Candiani, da Fatti vivo, Einaudi 2017

*ascoltando Ivano Fossati – La costruzione di un amore
https://www.youtube.com/watch?v=o6PgXkjWGzk

(Di amore se ne parla moltissime volte in questo spazio, ma qui https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/04/05/che-cosa-penserebbe-un-alieno/ ci sono alcune idee di amore abbastanza definite).

Sai dirmi dove?

to forget forgot forgotten

… E poi le parole, dove vanno le parole? E gli sguardi?
Chissà se c’è un dove per ogni cosa.

 

Sono aria i sospiri e vanno via nell’aria.
Sono acqua le lacrime e se ne vanno al mare.
Ma, ragazza, quando l’amore si dimentica
sai dirmi dove va?

 

Los suspiros son aire y van al aire.
Las lágrimas son agua y van al mar.
Dime, mujer, cuando el amor se olvida
¿sabes tú adónde va?

Gustavo Adolfo Bécquer (Siviglia, 1836-Madreid 1870), da Rimas (rima n. XXXVIII  di 86 poemi brevi).

*ascoltando Peter Gabriel – I Don’t Remember  https://www.youtube.com/watch?v=87yl5pbF-ZI

Essenziali necessità

fulminedue

Ci sono cose di cui non è possibile fare a meno (e non sono le stesse per tutti):
capire quali sono queste cose sarebbe già un buon punto di partenza.

Qui riporto un punto di vista poetico su alcune necessità.

Le necessità

Una porta chiusa non è sufficiente perché un uomo
nasconda il suo amore. Egli necessita anche di una porta aperta
per poter partire e perdersi nella folla quando questo amore esploderà
come un barile di polvere nell’arsenale raggiunto dal fulmine.
Un tetto non basta perché un uomo sia protetto
dal calore e dalla tempesta. Per sfuggire al lampo
egli necessita di un corpo steso nel letto
e a portata della sua mano ancora timorosa
di avanzare nel buio quando la pioggia cade nel silenzio del mondo aperto come un frutto
fra due tuoni.
Nella notte che declina, nel giorno che nasce,
l’uomo ha bisogno di tutto: dell’amore e del fulmine.

Lêdo Ivo, da Illuminazioni (Multimedia, 2002), a cura di V. L. de Oliveira

* ascoltando The Beatles – All You Need Is Love
https://vimeo.com/241181230

Modi per dire addio

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Tantissime, si sa,  le poesie d’amore  scritte  in ogni epoca. Tra queste, può capitare di leggere anche qualche poesia di addio (ma anche un addio fa parte dell’amore?… sì, no, forse…). E penso che sia quasi impossibile rimanere indifferenti leggendo dei versi sulla fine di un amore.
Qui sotto un esempio molto originale.

 

Little Nemo

Tu sarai anche una stella,
ma nella vanità del mondo
non sono da meno d’uno specchio;
se valida quella teoria che vuole
l’universo in espansione
ci allontaniamo l’uno dall’altra
come galassia, lasciando tracce
di sangue sullo spettrografo.
In un’ipotesi contrapposta
l’infinito sarebbe stazionario
e manterremo le oscure distanze,
a mio malincuore.
Per avvicinarci dovrebbe prevalere
la teoria dell’universo che si contrae,
ma equivarrebbe al finimondo
perciò, addio, stellina bionda.

Valentino Zeichen, da Museo interiore, 1987

*ascoltando Tom Waits-If I Have To Go
https://www.youtube.com/watch?v=0jyVZNrWkow

(altri modi per dire addio, qui https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2017/12/03/una-parola-se-dovesse-servire/).