Cassetto che non si chiude o spia della riserva?

cassetto

Potrebbe sembrare uno di quei test psicologici a crocette:
barrare l’opzione che (in questo momento) sembra corretta

Vive

Quell’amore
quello
che presi con la punta delle dita
che lasciai che dimenticai
che trascinai sul pavimento
quell’amore
adesso
in poche righe che
escono dal cassetto
è qui
continua ad essere
continua a parlarmi
fa male
sanguina
ancora.

Idea Vilariño (1920, Montevideo, Uruguay – 2009)

 
Semiotica

Come la spia rossa che
si accende sul cruscotto
e segnala al conducente
che la benzina è alla fine,
così, anche il sentimento
che nutrivo per te
è ormai in riserva.

Valentino Zeichen (Fiume 1938 – Roma 2016), da Metafisica tascabile (1997)

*ascoltando Elmore James – The Sky Is Crying https://www.youtube.com/watch?v=kFn538A_yBA

 

riserva

Una storia di numeri

 numeri

L’amore o la matematica: che cos’è più difficile da comprendere?

Scritto con il gesso

Uno dice a Zero che non esiste il nulla
Zero replica che neppure Uno esiste
perché l’amore ci dà la stessa indole

Zero più Uno siamo Due gli dice
e se ne vanno per la lavagna tenendosi per mano

Due si baciano sotto i banchi
Due sono Uno vicino al cancellino nascosto
e Uno è Zero la mia vita

Dietro ogni grande amore il nulla è in agguato.

 

Escrito con tiza

Uno le dice a Cero que la nada existe
Cero replica que uno tampoco existe
porque el amor nos da la misma naturaleza

Cero mas Unos somos Dos le dice
y se van por el pizarrón tomados de la mano

Dos se besan debajo de los pupitres
Dos son Uno cerca del borrador agazapado
y Uno es Cero mi vida

Detrás de todo gran amor la nada acecha.

Óscar Hahn (1938, Cile)

 

*ascoltando Radiohead – 2+2=5  https://www.youtube.com/watch?v=c6GO7c-zO6E

(ancora sui numeri: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/09/27/numeri/; https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/03/17/problemi-equazioni-calcoli/)

Una definizione dell’amore

fiorirejpg

Scrive Pierluigi Cappello: “L’amore è quando le mie dita / a toccarti diventano / la punta delle tue”. Che dire? Delicata, evocativa, dolcissima ma essenziale (e da qui al… 14 febbraio direi che può bastare per quanto riguarda l’amore: ci sono già tanta materia e sogni).

Mondami, che per voler fiorire
di fiore in fiore, fiorendo sono diventato
un ramo senza fiore, né mosso dal vento:
libera tu, Domine, la mia
libertà, mettimi dentro gli occhi
la luce tenera e aspra della tua pelle di vinco:
l’amore è quando le mie dita
a toccarti diventano
la punta delle tue.

 
Mondimi me, che par volê florî
di flôr in flôr florint soi deventât
ramaç no in flôr nì niçulât da l’aiar:
libare tu, Domine mê, la mê
libertât, metimi dentri tai vôi
la lûs tenare e garbe de to piel di vencjâr:
l’amôr al è cuant che i miei deits
a tocjâti a deventin
la ponte dai tiei.

Pierluigi Cappello, da Amôrs, in Azzurro elementare, Poesie 1992-2010, Bur Rizzoli, 2013

*ascoltando Jeff Buckley & Elizabeth Fraser – All Flowers In Time Bend Towards The Sun https://www.youtube.com/watch?v=JnPvnIKCJYA

Un sonetto impegnativo

Ron Hicks, "Tell me more", 2012, tratto da http://www.ronhicks.com/

Ron Hicks, “Tell me more”, 2012, immagine da http://www.ronhicks.com/

Un intenso e coraggioso sonetto di Patrizia Valduga: metro classico e rigoroso, unito ad un lessico decisamente libero e disinibito. Una serie incalzante di imperativi sensuali ed erotici, anche se non necessariamente in senso solo fisico.

Vieni, entra e coglimi, saggiami provami…
comprimimi discioglimi tormentami…
infiammami programmami rinnovami.
Accelera… rallenta… disorientami.

Cuocimi bollimi addentami… covami.
Poi fondimi e confondimi… spaventami…
nuocimi, perdimi e trovami, giovami.
Scovami… ardimi bruciami arroventami.

Stringimi e allentami, calami e aumentami.
Domami, sgominami poi sgomentami…
dissociami divorami… comprovami.

Legami annegami e infine annientami.
Addormentami e ancora entra… riprovami.
Incoronami. Eternami. Inargentami.

Patrizia Valduga, da Medicamenta e altri medicamenta, 1989

 

*ascoltando Steve Vai – Tender Surrender https://www.youtube.com/watch?v=Yw74sDWPH7U

Se l’anima non dorme

Ron Hicks (Ohio, 1965), immagine tratta da www.ronhicks.com, (Beauty)

Ron Hicks (Ohio, 1965), immagine tratta da www.ronhicks.com

Capita, a volte, di non dormire.

 

Perdona questo ladro

Talvolta
la mia anima si avvicina
al tuo sonno
e lì
– quando nessuno la vede –
solleva appena
le palpebre
e ti guarda.
Non sopporta che tu vada
troppo lontano,
neppure addormentata.

                  – – –

Perdona a este ladrón

A veces
mi alma se acerca
hasta tu sueño,
y allí
-cuando no le ve nadie-
separa un poco
las pestañas
y te mira.
No soporta que te vayas
demasiado lejos,
ni dormida. 

Karmelo C. Iribarren (San Sebastián, 1959), da
La piel de la vida, 2013

*ascoltando Max Gazzè – Mentre dormi https://www.youtube.com/watch?v=HIm4mfBZl2Y

Attimi

Ron HIcks (Ohio, 1965), immagine tratta da

Ron Hicks (Ohio, 1965), immagine tratta da www.ronhicks.com, (Beauty)

Attimi di vita in una poesia,  attimi di poesia nella vita.

Come nella vita

Tutto può accadere
in una poesia:

il quotidiano, certo,
ma anche lo sfolgorio,
e persino
entrambe le cose insieme

come adesso
che inizi a spogliarti.

– – –
Como en la vida

Todo puede suceder
en un poema:

lo cotidiano, sí,
pero también lo deslumbrante,
e incluso
ambas cosas
a la vez

como en este, ahora
que empiezas a desnudarte.

Karmelo C. Iribarren (San Sebastián, 1959), da Pequeños incidentes (Antología poética), Colección Visor de Poesía

*ascoltando Eric Clapton – Wonderful Tonight https://www.youtube.com/watch?v=vUSzL2leaFM

”Che non si muore per amore è una gran bella verità”

nonsimuore

Si impara oppure no (a non morire)?

Il famoso sentimento

Quando morii per la prima volta –
mi ricordo ancora come fu.
Morii del tutto per me e tranquilla.
È stato ad Amburgo, in aprile,
e avevo diciotto anni.

Quando morii per la seconda volta,
morire mi fece così male.
Molto poco ti ho potuto lasciare:
il mio cuore palpitante davanti alla tua porta,
le orme rosse sulla neve.

Ma quando morii per la terza volta,
non mi fece più così male.
Familiare come il letto e il pane,
il vestito e la scarpa mi era la morte.
Ora non muoio più.

Mascha Kaléko, Das lyrische Stenogrammheft, traduzione di Gio Batta Bucciol, in “Poesia” n. 341, ottobre 2108, Crocetti editore

*ascoltando Lucio Battisti – Io vivrò https://www.youtube.com/watch?v=zgJbqH0SPtg

Se c’è un vuoto

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Il consiglio di un poeta:

Sempre quando c’è un vuoto nella tua vita,
riempilo d’amore.
Adolescente, giovane, vecchio:
sempre quando c’è un vuoto nella tua vita,
riempilo d’amore.


E quando saprai di aver davanti a te un periodo vano,
vai a cercare amore.


Non pensare: Soffrirò.
Non pensare: Mi ingannerà
Non pensare: Dubiterò.
Vai, semplicemente, diafanamente, gioiosamente,
alla ricerca dell’amore.
Che indole di amore?
Non importa.


Ogni amore è pieno di eccellenza e di nobiltà.


Ama come puoi, ama chi puoi, ama tutto ciò che puoi…
però ama sempre.
Non preoccuparti della finalità del tuo amore.
Esso porta con sé la sua finalità.
Non considerarlo incompleto perché non trovi risposta alla tua tenerezza;
l’amore porta con sé la propria compiutezza.


Sempre quando c’è un vuoto nella tua vita,
riempilo d’amore.

 

Siempre que haya un hueco en tu vida,
llénalo de amor.
Adolescente, joven, viejo:
siempre que haya un hueco en tu vida,
llénalo de amor.

En cuanto sepas que tienes delante de ti un tiempo baldío,
ve a buscar al amor.

No pienses: “Sufriré”.
No pienses: “Me engañarán”.
No pienses: “Dudaré”.
Ve, simplemente, diáfanamente, regocijadamente,
en busca del amor.
¿Qué índole de amor?
No importa.

Todo amor está lleno de excelencia y de nobleza.

Ama como puedas, ama a quien puedas, ama todo lo que puedas…
pero ama siempre.
No te preocupes de la finalidad de tu amor.
Él lleva en sí mismo su finalidad.
No te juzgues incompleto porque no responden a tus ternuras:
el amor lleva en sí su propia plenitud.

Siempre que haya un hueco en tu vida,
llénalo de amor.

Amado Nervo (1870, Messico-1919, Uruguay), da Plenitud (Pienezza, 1918)

*ascoltando Jefferson Airplane – Somebody To Love https://www.youtube.com/watch?v=JUbMWtUyIIE

La ricerca dell’oro

oro

… di quell’oro che non si vende e non si compra

Passo le mie mani
sul tuo corpo
come un archeologo.
L’amore è leggere il sacro
seppellito nei corpi,
è quella cosa che si sgretola,
fa cadere le vernici,
rivela il fondo d’oro,
l’archivio di luce
da cui veniamo.

 Franco Arminio, da Resteranno i canti, Bompiani, 2018

*ascoltando Neil Young – Heart of Gold  https://www.youtube.com/watch?v=u925g6CgKuw

Di più o di meno?

 love

La conclusione mi sembra la stessa: amare e basta.

Bisogna amarsi meno

Bisogna amarsi meno,
bisogna lasciare al tempo
l’ingorda gioia d’insegnare
che l’amore non è ricevere,
né dare,
ma lasciarsi prendere,
affondare.

Giovanni Testori (Novate Milanese, 1923 – Milano 1993), da Opere 1965-1977, Bompiani, 1996

 

Il verbo è amare

Il verbo è amare
amare bene
amare male
amare come sia
però amare.
La chiave è amare
e quando tutto duole
amare con maggiore intensità
e quando tutto diventa insopportabile
amare il doppio.

José Sbarra, (Buenos Aires, 1950 -1996), da El mal amor, 2017

* ascoltando John Lennon – Love https://www.youtube.com/watch?v=HybcK892uBY