Se sei perso

camminare in salita

… ho imparato che, se sei perso, puoi ascoltare i messaggi del corpo  (se non  vuoi ascoltare la mente).

Se sei perso.
Se nulla ha più un senso.
Se tutti i tuoi punti di riferimento sono crollati.
Se la vecchia vita ora si sta sgretolando.
Se la mente è annebbiata, stanca, occupata.
Se l’organismo è esausto e desidera riposare.
Festeggia.
Fidati.
È un rito di passaggio, non un errore.
Stai guarendo in un modo tutto tuo.
Ora contatta la terra.
Inspira.
Espira.
Fa’ spazio per gli ospiti:
La tristezza, il dubbio, la paura, la rabbia.
Un antico senso di vuoto –
Vogliono solo essere sentiti.
Vogliono solo attraversarti.
Sei un recipiente, non un sé separato.
Sei un cielo, non il clima di passaggio.
Una vecchia vita se ne sta andando.
Una nuova vita sta nascendo.
Gli altri potrebbero non comprendere.
Ma fidati comunque.
Festeggia.
Contatta la terra.

Jeff Foster, testo dal web

* ascoltando REM, Everybody hurts

… E non ho capito niente

 e non ho capito niente

 Io esattamente così. E tu?

E  “nel mezzo del cammino”
     di mia vita
            mi imbattei in me stesso
            “in una selva oscura”
E ho riso+pianto+vissuto+sono morto
    E non ho capito
                            niente

 
Lawrence Ferlinghetti, da Strade sterrate per posti sperduti, Minimum Fax,  traduzione di Damiano Abeni (ed. originale 1970, Back Roads to Far Places).

(e infatti chiedevo:

Potremmo scambiarci lʼequilibrio

Perle tra le mie mani,
mie perle di nero avvilito
scivolano come un rosario
senza fede
oggi, ma già ieri e mille anni fa:
tutte le mie età indaffarate
a camminare su queste
                        perle inadeguate
cercando di non cadere.
Sono la sola?

 
Irene Marchi, da Fiori, mine e alcune domande, Sillabe di Sale Editore, 2015.)

* “There’s too much confusion…” canta Jimi Hendrix in All Along The Watchtower (di Bob Dylan).