Magari risponde

pioggia

E se una goccia di pioggia sapesse rispondere alle nostre domande? Ssssss… sssilenzio… altrimenti non riusciremo a sentirla.

Ti vedo, umile goccia di pioggia

Ti vedo, umile goccia di pioggia.
Sei lì, contro il vetro.
Come uno sguardo di cielo, che mi interroga.

Non ho niente da dirti.
Ti chiedo umilmente notizie.

Sono solo, in questa stanza
Come un marinaio perduto.
Te ne vai? Te ne vai? Tremo.
Non mi hai risposto.

Armand Bernier (1902-1969), poeta belga, da Il y a trop d’Etoiles, Bruges, 1948

 

Discrepanze

Dice la voce della pioggia:
– Sono la stessa da mille anni
e tra altri mille sarò la stessa.

Ma una goccia, schiacciata sulla finestra,
non è d’accordo.

Discrepancias

Dice la voz de la lluvia :
-Soy la misma de hace mil años
y de aquí a otros mil, seré la misma.

Pero una gota, rota en la ventana,
no está de acuerdo.

Circe Maia (Montevideo, 1932), da Dos voces, 1981

*ascoltando The Cult – Rain https://www.youtube.com/watch?v=Rh1pVSCao-s

(Ancora sulla pioggia qui: http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/03/05/anche-se-piove/)

Due domande e due risposte

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Spesso le domande restano senza risposte (anche nelle poesie), ma qui invece siamo di fronte a due domande con le relative risposte.
Due risposte bellissime che cantano il ciclo infinito della natura e il ‘potente spettacolo’ della vita.
I versi, dallo stile inconfondibile, sono di Walt Whitman.

 

La voce della pioggia (da Sands at Seventy)

E tu chi sei? chiesi alla pioggia che scendeva dolce,
e che, strano a dirsi, mi rispose, come traduco di seguito:
sono il Poema della Terra, disse la voce della pioggia,
eterna mi sollevo impalpabile su dalla terraferma e dal
mare insondabile,
su verso il cielo, da dove, in forma labile, totalmente
cambiata, eppure la stessa,
discendo a bagnare i terreni aridi, scheletriti, le distese di
polvere del mondo,
e ciò che in essi senza di me sarebbe solo seme, latente,
non nato;
e sempre, di giorno e di notte, restituisco vita alla mia
stessa origine, la faccio pura, la abbellisco;
(perché il canto, emerso dal suo luogo natale, dopo il
compimento, l’errare,
sia che di esso importi o no, debitamente ritorna con
amore.)

 

Ahimè! Ah vita! (da By the Roadside)

Ahimè! Ah vita! di queste domande che ricorrono,
degli infiniti cortei di senza fede, di città piene di
sciocchi,
di me stesso che sempre mi rimprovero (perché chi più
sciocco di me, e chi più senza fede?)
di occhi che invano bramano la luce, di meschini scopi,
della battaglia sempre rinnovata,
dei poveri risultati di tutto, della folla che vedo sordida
camminare a fatica attorno a me,
dei vuoti ed inutili anni degli altri, io con gli altri legato
in tanti nodi,
la domanda, ahimè, la domanda così triste che ricorre –
Che cosa c’è di buono in tutto questo, ahimè, ah vita?

Risposta
Che tu sei qui – che esiste la vita e l’individuo,
che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuirvi
con un tuo verso.

 

Poesie tratte da Foglie d’erba, nella traduzione di Giuseppe Conte,  Mondadori, 1991.

libro walt