Basta domande

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Le risposte arrivano quando non le cerchi?

Solo alle fragole

A tutte le domande che senza tempo
hanno tormentato le mie mani
– e smetterò mai di mordicchiarmi le unghie?
è una domanda, un’altra – ho cercato
di sovrapporre una risposta: ho chiesto
a tutti e ho chiesto  alle nuvole
ai libri alle foglie, ho chiesto e ho chiesto. 
Ho invocato risposte, ma risposte
non ho mai avute. Solo alle fragole,
un giorno di stanchezza, ho concesso
la facoltà di non rispondere,
anzi di più: non ho proprio chiesto nulla.
È stato allora che qualcosa ho capito.

©IreneMarchi 2021

♥ ascoltando  The Beatles – Strawberry Fields Forever https://www.youtube.com/watch?v=HtUH9z_Oey8

Ma con chi stai parlando?

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Quando è stata l’ultima volta in cui ti sei accort* di parlare con qualcuno che non ti stava realmente ascoltando?

 

Messaggio

Domando al gatto: che ne dici?

Che te ne pare e sembra?
Qual è la tua opinione
e spassionata sentenza?

Muove un orecchio. È un segno?
Significato o significante?
Un affettuoso riflesso?
Un consiglio?

Una chiave?

Certo della mia attenzione
non apre nemmeno un occhio,
che io intenda o no il messaggio
non richiede suo controllo.

Muove un orecchio puntuto
alle sedici e cinquantuno,
né aggiunge l’emittente
un banale: Passo e chiudo.

Gianni Rodari (1920-1980), Da Il cavallo saggio – Poesie epigrafi esercizi, Einaudi, 2011

*ascoltando Jimmy Smith – The Cat https://www.youtube.com/watch?v=PaKLB71QE4k

“L’eco di un’assenza”

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“(…) l’eco di un’assenza” è, secondo me, un verso molto bello e suggestivo: l’eco di ogni assenza, ad ognuno di noi, può raccontare qualcosa di diverso.

Poesia quasi metafisica

Dicono io sia un composto d’acqua e di carbonio
ma nessuno mi racconta il prima e il poi
né da dove vengano musica e parola
nessuno mi dice il ritmo e la domanda
che a oltranza si ripete e non consegue
né acqua né carbonio né risposta
appena un sussurro di maree
e le sabbie le onde la cadenza
e il vento dal mare e la breve lagnanza
di chi acqua e carbonio appena lascia
in ogni poesia l’eco di un’assenza.

°°°

Poema quase metafisico

Dizem que sou uma organização de água e de carbono
mas ninguém me diz o antes e o depois
nem de onde vem a música e a palavra
ninguém me diz o ritmo e a pergunta
que sem cessar se repete e não encontra
nem água nem carbono nem resposta
apenas o sussurro das marés
e as areias as ondas a cadência
ou o vento que vem do mar e a breve queixa
de quem água e carbono apenas deixa
em cada poema o eco de uma ausência.

Manuel Alegre (Augeda, Portogallo, 1936), da Nada está escrito, Dom Quixote 2012,
traduzione di Chiara De Luca (fonte: http://poesia.blog.rainews.it/2015/02/la-poesia-portoghese-manuel-alegre/)

*ascoltando  Pink Floyd – Echoes https://www.youtube.com/watch?v=KBca3xf-j3o

 

Magari risponde

pioggia

E se una goccia di pioggia sapesse rispondere alle nostre domande? Ssssss… sssilenzio… altrimenti non riusciremo a sentirla.

Ti vedo, umile goccia di pioggia

Ti vedo, umile goccia di pioggia.
Sei lì, contro il vetro.
Come uno sguardo di cielo, che mi interroga.

Non ho niente da dirti.
Ti chiedo umilmente notizie.

Sono solo, in questa stanza
Come un marinaio perduto.
Te ne vai? Te ne vai? Tremo.
Non mi hai risposto.

Armand Bernier (1902-1969), poeta belga, da Il y a trop d’Etoiles, Bruges, 1948

 

Discrepanze

Dice la voce della pioggia:
– Sono la stessa da mille anni
e tra altri mille sarò la stessa.

Ma una goccia, schiacciata sulla finestra,
non è d’accordo.

Discrepancias

Dice la voz de la lluvia :
-Soy la misma de hace mil años
y de aquí a otros mil, seré la misma.

Pero una gota, rota en la ventana,
no está de acuerdo.

Circe Maia (Montevideo, 1932), da Dos voces, 1981

*ascoltando The Cult – Rain https://www.youtube.com/watch?v=Rh1pVSCao-s

(Ancora sulla pioggia qui: http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/03/05/anche-se-piove/)

Due domande e due risposte

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Spesso le domande restano senza risposte (anche nelle poesie), ma qui invece siamo di fronte a due domande con le relative risposte.
Due risposte bellissime che cantano il ciclo infinito della natura e il ‘potente spettacolo’ della vita.
I versi, dallo stile inconfondibile, sono di Walt Whitman.

 

La voce della pioggia (da Sands at Seventy)

E tu chi sei? chiesi alla pioggia che scendeva dolce,
e che, strano a dirsi, mi rispose, come traduco di seguito:
sono il Poema della Terra, disse la voce della pioggia,
eterna mi sollevo impalpabile su dalla terraferma e dal
mare insondabile,
su verso il cielo, da dove, in forma labile, totalmente
cambiata, eppure la stessa,
discendo a bagnare i terreni aridi, scheletriti, le distese di
polvere del mondo,
e ciò che in essi senza di me sarebbe solo seme, latente,
non nato;
e sempre, di giorno e di notte, restituisco vita alla mia
stessa origine, la faccio pura, la abbellisco;
(perché il canto, emerso dal suo luogo natale, dopo il
compimento, l’errare,
sia che di esso importi o no, debitamente ritorna con
amore.)

 

Ahimè! Ah vita! (da By the Roadside)

Ahimè! Ah vita! di queste domande che ricorrono,
degli infiniti cortei di senza fede, di città piene di
sciocchi,
di me stesso che sempre mi rimprovero (perché chi più
sciocco di me, e chi più senza fede?)
di occhi che invano bramano la luce, di meschini scopi,
della battaglia sempre rinnovata,
dei poveri risultati di tutto, della folla che vedo sordida
camminare a fatica attorno a me,
dei vuoti ed inutili anni degli altri, io con gli altri legato
in tanti nodi,
la domanda, ahimè, la domanda così triste che ricorre –
Che cosa c’è di buono in tutto questo, ahimè, ah vita?

Risposta
Che tu sei qui – che esiste la vita e l’individuo,
che il potente spettacolo continua, e tu puoi contribuirvi
con un tuo verso.

 

Poesie tratte da Foglie d’erba, nella traduzione di Giuseppe Conte,  Mondadori, 1991.

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