Mah… (pensieri senza senso in giornate come questa)

Ci sono giorni in cui, più del solito, mi sfugge il senso delle cose, delle vicende, del tempo che passa. Guardo al mio piccolo, piccolissimo mondo, guardo al mondo (immenso) che mi circonda e mi chiedo ma io che senso ho? e che senso ha tutto questo? In giorni così, più che mai, vorrei essere una pianta, un albero o un fiore e ascoltare solo il vento o la pioggia.
O forse (chi lo sa) anche le piante della Terra si stanno domandando ma che senso ha tutto questo?

Dialoghi in giardino

Cosa pensa (mi chiedo) la rosa
rampicante a primavera? – Uffa
tutta la mia bellezza soffocata
da polveri sottili! che senso ha?
Probabilmente è questo che pensa.
E la betulla che brilla e trema
di tenerissimo verde, che dice
della folle condotta delle piogge?
Si narra di un bel meteorite
che si portò dietro un’estinzione…
le risponderà forse il ciliegio
lì vicino –…  potrebbe ripassare.

©irenemarchi-22/04/2022

 

°ascoltando Extinction Rebellion w/ Brian Eno, This is not a Drill, 2019 – https://www.mixcloud.com/NTSRadio/extinction-rebellion-w-brian-eno-this-is-not-a-drill-warp-30-23rd-june-2019/

Forse le piante lo sanno

rosmarino blog di poesia

Tempo fa avevo fatto alcune domande al rosmarino dell’orto, ma quello niente, non mi ha ancora risposto.
Riprovo con il rosmarino in vaso.

Il pero

Mi mostra ad esempio il pero nano che occupa un vaso in balcone.
È una provetta giardiniera.
Sono belli i peri nani.
Mai quanto il Calicantus o il melo ornamentale che vedrai
produce mele microscopiche di un rosso intenso.

Ogni cosa è micro- qui.
Coltiva tutto in vaso e in quel vaso tutto s’adempie.
È una mia scelta.
In vaso la pianta ha identità più che in terra.
Me le immagino andare in giro in piena autonomia senza radici.

Anch’io sto qui in balcone. Sto sempre qui in balcone.
Nel mio vaso immaginario.
Divento vecchia
senza diventare adulta. Produco frutti dolci e rossi come i cachi.
Ma volevo chiederti da tempo: Perché mi detesti?

La risposta è un segreto che resterà nel vaso.

Antonio Lillo, da Il nemico sbagliato, Pietre Vive Editore, 2021

ascoltando John Renbourn – Scarborough Fair https://www.youtube.com/watch?v=S46nREvG-1g

Andata e ritorno (da realtà a realtà e souvenir garantito)

rocking horse

Quando leggo una poesia (che sento sincera, cioè non artefatta) mi muovo dondolando tra la realtà di chi scrive e la mia personale realtà: è un dondolio a volte dolce a volte quasi scalzante. Ma ogni volta scendo a terra con un piccolo (e incorporeo) regalo, che non è una domanda né una risposta: è un insieme delle due cose, che mi fa sentire assolutamente… umana.

E a te, che effetto fa una poesia (sincera)?

***

Cos’è una poesia se non paura,
strombazzata, petalo,
incorporea genealogia?
Cos’è la poesia
se non l’emozione violenta
che produce il punto di partenza
verso il mai visto, l’improbabile
o il tramonto?
Qual è il verso finale,
l’imprecisabile verso finale
che sintetizza l’ansia del ritorno?
Cosa resta della poesia, alla fine,
quando si è pensato tutto,
non si è deciso niente
e solo sopravvivono
domande insicurezze solitudine fallimento dubbi
ossia parole, sogni, niente?

Mempo Giardinelli (Argentina, 1947), da Poesie senza patria, Guanda, 2003, traduzione di  A. Bertoni, R. Bovaia, I. Carmignani

ascoltando Yann Tiersen – La valse d’Amélie https://www.youtube.com/watch?v=07xTvC5a9YQ

Chi lo sa…

Illustrazione di Emily Winfield Martin

Illustrazione di Emily Winfield Martin

(… continuo a sperare di rinascere fiore)

 

Le cose che non so

Le cose che non so
sono tante ma proprio tante tante
sono più delle lacrime tardive
di tutti i coccodrilli, più delle armi
vendute per comprare poca pace
e molto finta– le cose che non so
nemmeno tutte te le so elencare

 – ma forse sono solo cose sciocche –

ad esempio non so perché la luna
ancora ci stia a guardare non so
perché nel mare è più la plastica
del sale e poi: se mai diventerò
un fiore,  vorrà una farfalla
anche su di me posarsi piano?

©Irene Marchi2021

♣ ascoltando Little Wing (cover – Stevie Ray Vaughan) https://www.youtube.com/watch?v=An4uDegHB8s

Cassetti (e tarme)

Anche tu hai un mobiletto così?

Il mobiletto

ho un mobiletto, qui a casa mia,
con tanti cassetti, dentro ci trovi:
un po’ di disordine (chi non ne ha?)
dove nuotano i classici sogni
(quelli nel cassetto!), molte poesie
(quelle solo mie), fantasie spaiate,
ricordi bucati, sp era n ze
a pezzetti e tutta una serie
di domande. E poi, nel mobiletto,
ci sono le farfalline ingorde
che, a casa mia, si chiamano paure
(ma ben più forti della naftalina…)

©IreneMarchi2021

♣ ascoltando Brunori Sas – Canzone contro la paura
https://www.youtube.com/watch?v=O5UejY-iGRc

Settecoloripersettenote

settecolorisettenote copia

Caro Violinista pazzo, suona una musica con l’arcobaleno (e guarisci il mondo intero)…

Violinista matto
che suoni là fuori
una cosa da nulla
ma che fa piangere l’anima…

Dove hai imparato
che questa tua melodia
lacera appena la veste
il cui tessuto è il giorno?

Chi ti disse un tempo,
prima che tu fossi,
che quando l’anima piange
capisce che la vita è irreale?

Chi ti insegnò prima
che tu avessi un cuore,
che il dolore porta istanti
in cui il mondo è vano?

Fernando Pessoa, da Poesie di Fernando Pessoa, a cura di Antonio Tabucchi e Maria José De Lancastre

♥ ascoltando I Ratti della Sabina – Il violinista pazzo https://www.youtube.com/watch?v=mfp2g6OTIHE

Ehi, tu…

lb… c’è qualcosa che vorrei sapere:

Tu che sei nato all’alba
Dimmi la bellezza del mondo
Io so il dolore e l’assenza
Allora dimmi cosa fa il cammino
Cosa rende l’uomo migliore
Cosa si innalza davanti a te
Che tu sia infanzia o vecchiezza
Tu hai il senso taciuto della luce.

Tahar Ben Jelloun (Fès, Marocco, 1944), da Poesie dipinte (n. 2), in Dolore e luce nel mondo, La nave di Teseo, 2021, traduzione di Cettina Caliò

Basta domande

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Le risposte arrivano quando non le cerchi?

Solo alle fragole

A tutte le domande che senza tempo
hanno tormentato le mie mani
– e smetterò mai di mordicchiarmi le unghie?
è una domanda, un’altra – ho cercato
di sovrapporre una risposta: ho chiesto
a tutti e ho chiesto  alle nuvole
ai libri alle foglie, ho chiesto e ho chiesto. 
Ho invocato risposte, ma risposte
non ho mai avute. Solo alle fragole,
un giorno di stanchezza, ho concesso
la facoltà di non rispondere,
anzi di più: non ho proprio chiesto nulla.
È stato allora che qualcosa ho capito.

©IreneMarchi 2021

♥ ascoltando  The Beatles – Strawberry Fields Forever https://www.youtube.com/watch?v=HtUH9z_Oey8

E adesso?

 

and now

 

Dopo tanta strada

Siamo arrivati
alla riva di un mare
troppo grande
per poterlo capire
troppo piccolo
per annegarci le nostre paure.

Irene Marchi, da La parte in ombra, Ensemble Edizioni, 2018

Ma con chi stai parlando?

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Quando è stata l’ultima volta in cui ti sei accort* di parlare con qualcuno che non ti stava realmente ascoltando?

 

Messaggio

Domando al gatto: che ne dici?

Che te ne pare e sembra?
Qual è la tua opinione
e spassionata sentenza?

Muove un orecchio. È un segno?
Significato o significante?
Un affettuoso riflesso?
Un consiglio?

Una chiave?

Certo della mia attenzione
non apre nemmeno un occhio,
che io intenda o no il messaggio
non richiede suo controllo.

Muove un orecchio puntuto
alle sedici e cinquantuno,
né aggiunge l’emittente
un banale: Passo e chiudo.

Gianni Rodari (1920-1980), Da Il cavallo saggio – Poesie epigrafi esercizi, Einaudi, 2011

*ascoltando Jimmy Smith – The Cat https://www.youtube.com/watch?v=PaKLB71QE4k