Si può guarire

guarirò

Qualcuno vuole guarire da se stesso? Andiamo. Un passo alla volta.

Guarirò

Guarirò
dai pensieri  stonati,
nodi sgraziati nella trama della vita
– sempre io, il filo dal brutto colore?
Guarirò
dalle paure furiose
di  stanze chiuse e finestre di pietra,
guarirò
dal peso perenne di doversi scusare
                                               e da quei sogni
 sbagliati – cambierò  libro, prima di dormire.

Sto guarendo:
già ora non ricordo come mi chiamo
                                              e potrei non voltarmi
quando qualcuno urlerà il mio nome.

(©Irene Marchi,  2018)

*ascoltando  Jeff Beck – Beck’s Bolero
https://www.youtube.com/watch?v=Vuj5toLeyY8

Chi tira la tovaglia?

tovaglia

Tornare bambini e buttare tutto all’aria? Che sensazione liberatoria, anche solo a immaginarsela. Ma ora, ora che siamo “grandi”, riusciamo a vedere l’angolo della tovaglia che potremmo tirare? O della tavola apparecchiata notiamo solo la disposizione di piatti e posate…  e che sia tutto bene in ordine?

Una bimbetta tira la tovaglia

È da più d’un anno che si è al mondo,
e a questo mondo non tutto è stato studiato
e messo sotto controllo.

Ora sono sotto esame le cose
che non possono muoversi da sole.

Bisogna aiutarle a farlo,
spostare, spingere,
prenderle da dove sono e trasportarle.

Non tutte lo vogliono, ad esempio l’armadio,
la credenza, le inflessibili pareti, il tavolo.

Ma la tovaglia sul tavolo ostinato
– se afferrata bene per gli orli –
manifesta già la volontà di viaggiare.

E sulla tovaglia i bicchieri, i piattini,
la brocchetta con il latte, i cucchiaini, la scodella
addirittura tremano per la voglia.

È interessante,
quale movimento sceglieranno
quando ormai vacilleranno sul bordo:
un viaggio lungo il soffitto?
un volo intorno alla lampada?
un salto sul davanzale e di lì all’albero?

Il signor Newton non ha ancora nulla a che fare con questo.
Guardi pure dal cielo e agiti le braccia.

Questo esperimento deve essere fatto.
E lo sarà.

Wislawa Szymborska, in Attimo (2002), da Opere, traduzione di Pietro Marchesani, Adelphi, 2008.

*ascoltando The Who – Smash The Mirror e The Beatles – Strawberry Fields Forever, (in ordine sparso).