Che cosa cambieresti?

sbagliata

“Che cosa cambieresti di quello che sei?“
A questa domanda molti potrebbero rispondere nulla, molti invece tutto.
Poi c’è chi cammina incerto  tra il tutto e il nulla (e forse è quello che sta peggio).

Come nuova

Voglio andarmene dalla  mia mano,
dai miei due occhi che mi guardano allo specchio.
Dalla gamba destra,
dalla gamba sinistra,
da tutto il resto.
Categoricamente esigo
di essere altrove.
Estaticamente esigo di essere diversa.
Voglio rifarmi nuova,
da sola rifarmi nuova.
Vivere non devo,
ma rifarmi da sola come nuova,
sì.

Anna Świrszczyńska (1909, Varsavia – 1984, Cracovia), in “Poesia”, n. 344, gennaio 2019, Crocetti Editore, traduzione di Giorgio Origlia

* ascoltando  Edoardo Bennato – Un Giorno Credi https://www.youtube.com/watch?v=KHW5lhtkM9U

Punto e a capo

punto

Se devi andare via da quello che sei stato, vai via. Il tuo vecchio io ha sofferto troppo?
Allora lascialo andare, non c’è più. Taglia la tua parte troppo pesante.
E ricomincia da quello che senti buono. Punto e a capo.
Oggi nasci di nuovo, deve essere così.

 

Non ci sono più
sono andata via
silenziosissima.
La mia vita
è spoglia di me.
E tutto brilla.

Chandra Livia Candiani, da Dov’è il mondo?, in Fatti vivo, Einaudi, 2017

*ascoltando Johnny Thunder – I’m Alive
https://www.youtube.com/watch?v=SJ_wzLVhJSs

Trasparente ma non troppo

nonsonotrasparente

Ti sei mai sentita (o sentito) come in questi versi: “pronta alla scomparsa… impressa dalla trasparenza… così inutile l’anima mia.. e poi? Poi sono sgusciata fuori… sono nata.”
Che cos’è che ti ha fatto (ri)nascere, che ti ha fatto sentire meno trasparente?

Così pronta alla scomparsa
ero
così peso piuma
e scusarsi a fior di pelle
con ogni pulviscolo d’aria
per occupazione indebita,
così impressa dalla trasparenza
ero
da far vetro
tersissimo
a mattini smaglianti
e odore di onda
tra corpi puntellati.
Così strettamente inutile
l’anima
mia
da tenerla verdeggiante al fianco
nel lungo corso dei cosiddetti
incontri
senza alcuno scardinamento
del discorso.
«E poi? E poi?»
Poi
sono sgusciata fuori
in scorza dura
pelle di mondo,
faccio un silenzio
addosso al male,
un mantello
d’insolente bellezza
terrestre.
Non posso comandare
questo flusso
è opera grande
di nitida resa
a corrente maestosa,
sono parola alla luce
sono nata.

 

Chandra Livia Candiani, da La bambina pugile, Einaudi, 2014

*ascoltando  Pearl Jam – I Am Mine https://www.youtube.com/watch?v=PVho74SDOis