Anche il ghiaccio

ghiaccio blog di poesia

Vivere (fino in fondo) emozioni e sentimenti può fare paura. Così tanta paura da invidiare il ghiaccio, inscalfibile e dal cuore duro. Ma anche il ghiaccio piange:

I ghiaccioli

Ogni mattina mi congratulo
coi ghiaccioli per il loro rigore.
Penso che abbiano coraggio, carattere,
i loro cuori duri non cederanno mai.
Poi verso le dieci, dieci e mezza,
sentendo le gocce d’acqua cadere regolari
guardo la grondaia. Vedo
attuarsi la solita vecchia storia invernale
— i ghiaccioli che piangono le loro lacrime innate,
e, se solo lo sapessero, la loro identità.

Janet Frame (Nuova Zelanda, 1924-2004), da Parleranno le tempeste, Gabriele Capelli Editore, 2017, traduzione di Francesca Benocci ed Eleonora Bello

***

The icicles

Every morning I congratulate
the icicles on their severity.
I think they have courage, backbone,
their hard hearts will never give way.
Then around ten or half past,
hearing the steady falling of drops of water
I look up at the eaves. I see
the enactment of the same old winter story
— the icicles weeping away their inborn tears,
and, if they only knew it, their identity.

Lista delle cose da fare: 11 – ululare

(e non è necessario aspettare la luna)

Lupo

Piangere abbassa gli ormoni dello stress.
Imprecare aumenta la tolleranza al dolore.
In certi casi la rabbia ci motiva ad agire.

Dài libero sfogo alle emozioni.

Il silenzio e i sorrisi non sono l’unico modo
di reagire alla sofferenza.

Certe  volte fa bene ululare.

Matt Haig, da Parole di conforto, Edizioni e/o, 2021

P.S. Il testo riportato non è propriamente una poesia, ma mi piaceva troppo e l’ho voluto scrivere qui.

Lacrime per…

particolare di Larmes d’or -Il pianto di Freya- di Anne Marie Zilberman

Particolare di Larmes d’or -Il pianto di Freya- di Anne Marie Zilberman

Che cosa aggiungeresti a questo elenco (molto condivisibile)?

Cose che chiedono lacrime

Un bambino che gioca con il padre in una cucina
male illuminata verso sera.
L’aver giudicato povero un regalo trovato
sotto l’albero a Natale.
Sentir cantare uomini costretti a partire
per una terra straniera.
La Statua della Libertà, sapere come era ed é
dolce e difficile ogni libertà.
L’amicizia tradita per denaro e potere.
L’amore che non si può avere.
L’amore che è dato senza misura.
Pensare di non essersi preso la dovuta cura
della solitudine della madre.
Una fotografia dei compagni di classe
del Ginnasio.
Lasciare che la ragione ceda all’ira.
Tutto quello che non s’impara.
Tutta la pietà che non hai provato
verso chi soffre e chi muore.
Un bambino che aspetta suo padre alla finestra
verso sera con la paura che possa non tornare.
Quando di colpo senti che sei frainteso e lo vedi
nell’irrigidirsi di un viso.
Quando qualcuno ti fa sentire inferiore rivolgendosi a
te con troppa indifferenza o troppo calore.
Risparmiare nei moti del cuore.
Dubitare per un istante della Poesia.
Dire: è morto il sogno, è morto l’incanto.
Sono le cose che chiedono lacrime.
Sono le fonti di ogni mio pianto.

Giuseppe Conte (Imperia, 1945), da Ferite e rifioriture, Mondadori, 2006

 

°ascoltando Bert Jansch – I cannot keep from crying https://www.youtube.com/watch?v=TIbDxzfX8a8

250 ml di empatia

porporina

Il consiglio dato in questa poesia è decisamente brillante.

 

Non si cerca la rosa si cerca altra cosa

Cerca una persona
   che comprenda
   l’ansia della pioggia
   o la febbre del mare
seguila
   per strada
   o su per il sentiero
   ovunque
   anche dove
   si nascondono il rospo e la viola
se la vedi piangere
  o meditare
dipingile il cuore di porporina.

Vasco Mirandola, da 100 poesie in gioco per so/stare poeticamente nel mondo, Campi magnetici Edizioni, 2020

Sai nuvolare?

nuvoleeeRipropongo una mia poesia “nuvolosa” ringraziando di cuore Antonio Stangherlin e Catia Carlon che hanno realizzato questo delicatissimo video:

(chitarra e video di Antonio Stangherlin, voce di Catia Carlon,  musica di J.M.Zenamon: SOÑANDO –Dreaming–  testo di Irene Marchi)

Fatti nuvola

Il tempo t’insegnerà
a essere nuvola:
cambierai forma nel vento
senza aspettareil tramonto
per sentirti colore.

Fatti nuvola
per sfiorare gli alberi
per vedere meglio ogni cosa
per sorridere nel buio

e fatti nuvola – se vuoi –
anche per piangere.

Irene Marchi, da L’uso delle parole e delle nuvole, Cicorivolta Edizioni, 2020

 

Affidarsi a una lacrima

 

se vuoi piangere paingere piangi watercolors

(Il sorriso è bello. Ma non deve soffocare)

Le lacrime che non scendono
restano appese all’anima,
come panni ad asciugare.
Sono diamanti di dolore incastonati
tra le rughe del cuore.

Sono preghiere mai dette,
parole ferme in gola,
melodie disinnescate.
Fondali di mari inesplorati,
arginati dalle dighe del silenzio.

Le lacrime che non scendono
sono pugni allo stomaco mai schivati,
ciclisti immobili, paralizzati
ai blocchi di partenza,
bombe inesplose, sotterrate,
sentimenti resi, in giacenza.

Le lacrime che non scendono
sono gocce di oceani, mute,
di un affetto mai urlato,
ma implorato
a labbra chiuse.

Simone Cristicchi, da https://www.simonecristicchi.it/2020/03/18/le-lacrime-che-non-scendono/

ascoltando Kitaro – Crystal Tears https://www.youtube.com/watch?v=99aBkmNGaiw&feature=emb_title

Sorridi

smile

Anche piangere, qualche volta, può fare bene,
ma un invito (sincero) al sorriso forse fa meglio.

Dopo una pioggia

Vedi, il cielo torna azzurro
e le rondini s’inseguono
come pesci sulle umide betulle.
E tu vuoi piangere?

Presto ti saranno nell’anima
gli uccelli blu, gli alberi dilavati
un’immagine d’oro.
E tu piangi?

Vedo con i miei occhi
nei tuoi
piccoli soli.
E tu sorridi.

°°°

Nach einem Regen

Sieh, der Himmel wird blau;
die Schwalben jagen sich
wie Fische über den nassen Birken.
Und du willst weinen?

In deiner Seele werden bald
die blanken Bäume und blauen Vögel
ein goldnes Bild sein.
Und du weinst?

Mit meinen Augen
seh ich in deinen
zwei kleine Sonnen.
Und du lächelst.

Richard Dehmel (Germania, 1863-1920), da Poesie d’amore, Milano, BUR, 2001

*ascoltando Nat King Cole ~ Smile https://www.youtube.com/watch?v=YXuB6md9zPk
(ancora sul sorriso: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/10/28/sorriso/)

Nuvole di compagnia

temporale

Quando le nuvole (a modo loro) ti fanno compagnia, piangere è doppiamente liberatorio.

Voglio il temporale

Una corda nellʼaria
                         si spezza
e sono schegge dorate
su campo nero.
Poi ti rotola il suono
dentro ai pensieri
e senza pudore
finalmente piangi
                   insieme al cielo.

Irene Marchi, da  La parte in ombra, Edizioni Ensemble, 2018 (ne parlo qui https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/06/19/la-parte-in-ombra/)

*ascoltando  Janis Joplin – Cry Baby https://www.youtube.com/watch?v=VfGSd-tikH4

(Ancora di lacrime, qui https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2017/10/27/piangere/ e qui https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/04/06/lista-delle-cose-7-resistere-piangere-liberamente/).

 

Piangere

piangere

Perché tendiamo a nascondere le nostre lacrime? Che c’è di male in un pianto? Piangere (quando sentiamo di non resistere) è liberatorio, aiuta. E che tutto non sia sempre perfetto lo sappiamo benissimo: perché davanti agli altri ci ostiniamo a nascondere ogni ombra che attraversa la nostra esistenza? La vita non è una vetrina di Facebook (benché lì le faccine che piangono si sprechino), e l’onnipresente consiglio pensapositivocheaiuta …  a volte rischia grosso!

(altri pensieri sul piangere qui  http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/04/06/lista-delle-cose-7-resistere-piangere-liberamente/)

Piangere non è un sussulto di scapole
e adesso che ho pianto
non ho parole migliori di queste
per dire che ho pianto
le parole piú belle
le parole piú pure
non sono lo zampettío delle sillabe
sull’inverno frusciante dei fogli
stanno cosí come stanno
né fuoco né cenere
fra l’ultima parola detta
e la prima nuova da dire
è lí che abitiamo

Pierluigi Cappello, da La misura dell’erba, in Assetto di volo, Crocetti Editore, 2006

*ascoltando Jason Walker – Cry https://www.youtube.com/watch?v=mGOfBPIKHvQ      e  Cry to me nella versione cantata dai Rolling Stones https://www.youtube.com/watch?time_continue=43&v=0qsrUZelaq4