Lascia che sia

lasciascorrere

Lascia che sia: lascia che scorrano le domande e  le non risposte (che poi sono anche risposte), i giorni e i non giorni (che pure sono giorni). Non so se opporsi sia utile. Che dici tu?

Un dono

Ci sono momenti in cui non ti senti
d’essere altro che un fragile groviglio
di domande, proprio allora, altrui domande
vengono poste nelle tue mani vuote,
come uova di uccelli canori, pronte a dischiudersi
se tenute al caldo,
ali di farfalla si aprono e si chiudono
nell’incavo delle tue mani, fiduciose che rispetterai
la polvere delle loro membrane scintillanti.
Le domande degli altri ti vengono date
come risposta
a quanto chiedevi. Sì, forse
questo dono è la tua risposta.

Denise Levertov, in Oltre la fine e altre poesie, traduzione di Liliana Casati, Le lettere.

 

Epitaffio

Non abusare delle parole
non prestar loro
troppa attenzione.
Succede semplicemente che
tutto è finito
sono finita anch’io?
Una forza
una onesta passione e una voglia
una voglia volgare di proseguire.

Nient’altro che questo.

Idea Vilariño, testo e traduzione dal web

testo in lingua originale:

No abusar de palabras
no prestarle
demasiada atención.

Fue simplemente que
la cosa se acabó.
¿Yo me acabé?
Una fuerza
una pasión honesta y unas ganas
unas vulgares ganas
de seguir.

Fue simplemente eso.

*Cosa ascoltare?  Senza grande fantasia, propongo i Beatles con  Let it Be.

 

Il tutto o il niente? Qualcuno, qualcosa o nessuno?

“Non sono niente.
Non sarò mai niente.
Non posso voler essere niente.
A parte questo, ho dentro me tutti i sogni del mondo (…)”.  

Fernando Pessoa, da Tabaccheria, in Poesie di Alvaro de Campos.

nulla

Ti senti più spesso parte di un tutto, parte di un niente o disperso tra questo e quello? Ti senti un qualcosa, un qualcuno o un nessuno?
(Le mie certezze sono quasi pari a zero, ma con una insolita sicurezza posso dire di sentirmi molto vicina alla condizione descritta nelle ultime due poesie qui sotto).

Tutto

Tutto –
una parola sfrontata e gonfia di boria.
Andrebbe scritta fra virgolette.
Finge di non tralasciare nulla,
di concentrare, includere, contenere e avere.
E invece è soltanto
un brandello di bufera.

Wislawa  Szymborska, da  Attimo (2002), in La gioia di scrivere – Tutte le poesie (1945-2009), traduzione di Pietro Marchesani.

 

Non sto pensando a niente,
e questa cosa centrale, che è niente,
mi è gradita come l’aria della notte,
fresca in rapporto al calore estivo del dì.

Non sto pensando a niente, che bello!

Non pensare a niente
è aver l’anima propria e intera.
Pensare a niente
è vivere intimamente
il flusso e riflusso della vita…

Non sto pensando a niente.
Solo come se mi fossi appoggiato male:
un dolore alle spalle, o in un fianco,
c’è un sapore amaro nell’anima mia:
é, che, in fin dei conti,
non sto pensando a niente,
ma davvero a niente,
a niente.

Fernando Pessoa da Un’affollata solitudine – Poesie eteronime, traduzione di Pietro Ceccucci, Bur.

 

La metamorfosi

Allora sono i pini
sono la sabbia calda
sono una brezza soave
un uccello leggero che delira nell’aria
o sono il mare che batte di notte
sono la notte.
Allora non sono nessuno.

Idea Vilariño, da Pobre mundo, (Povero mondo), 1966

 

Io sono Nessuno! Tu chi sei?
Sei Nessuno anche tu?
Allora siamo in due!
Non dirlo! Potrebbero spargere la voce!

Che grande peso essere Qualcuno!
Così volgare — come una rana
che gracida il tuo nome — tutto giugno —
ad un pantano in estasi di lei!

Emily Dickinson, n. 288, da Tutte le poesie, traduzione di Marisa Bulgheroni, Mondadori.

*Io ascolterei: Dave Gahan  & Soulsavers – All of This and Nothing; Franco Battiato – Io chi sono.

Le Sirene cantano?

 

sire

 Illustrazione di Gennady Spirin, tratta da Sirenette e brutti anatroccoli, Hans Christian Andersen, Edizione EL, p.79

Cosa sono e perché cantano (anche in silenzio) le Sirene? Ma cantano davvero o siamo noi che vogliamo sentire il loro canto?

La sirena

Dire no
dire no
legarmi all’albero maestro
ma
desiderando che il vento lo rovesci
che la sirena salga e con i denti
tagli le corde e mi trascini in fondo
dicendo no no no
ma inseguendola.

Idea Vilariño, (Montevideo, 1920 – 2009) da No, 1980,Traduzione di Martha Canfield.

 

Sirene

Funesto spirito
Che accendi e turbi amore,
Affine io torni senza requie all’alto
Con impazienza le apparenze muti,
E già, prima ch’io giunga a qualche meta,
Non ancora deluso
M’avvinci ad altro sogno.
Uguale a un mare che irrequieto e blando
Da lungi porga e celi
Un’isola fatale,
Con varietà d’inganni
Accompagni chi non dispera, a morte.

           Giuseppe Ungaretti (1923), in Prime, da Sentimento del tempo.

*Io ascolterei: Song to the Siren di  Tim Buckley e  Francesco De Gregori con Il canto delle sirene (e le sierene?).