Se una canzone

Se una canzone ti fa solo male, perché continui ad ascoltarla?

Canzone per cantare una canzone

È musica… Persiste,
fa male all’anima.
Viene talora da un tempo remoto,
da un’epoca impossibile
persa per sempre.
Va oltre i confini della musica.
Ha corpo, profumo,
è come la polvere di una vicenda imprecisa,
di un ricordo che non si è mai vissuto,
di una vaga speranza irrealizzabile.
Si chiama semplicemente:
Canzone

Ma non è soltanto questo.

È anche la tristezza.

Ángel González (1925-2008), da Trattato di urbanistica, 1967 (testo dal web https://cantosirene.blogspot.it/search?q=musica)

* ascoltando Stevie Ray Vaughan  – Little Wing https://www.youtube.com/watch?v=An4uDegHB8s


 

Nostalgia?

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La nostalgia è come un paio di guanti che non riusciamo mai a perdere. Li appoggiamo con falsa distrazione da qualche parte, sperando di non ritrovarli, ma le situazioni ce li riportano sempre indietro.

Nostalgia

Da cent’anni non vedo il suo volto,
non stringo i suoi fianchi,
non mi fermo incantato ai suoi occhi,
non pongo domande alla sua mente chiara,
non tocco la calda sua pancia.
Da cent’anni una donna mi aspetta
là in una città.

Sul medesimo ramo posati, un unico ramo.
Caduti dal ramo, il distacco.
Cento gli anni di tempo tra noi,
e di strada cent’anni.

Da cent’anni ogni sera al tramonto
la inseguo.

(6 luglio 1959)

Tratta da Nâzim Hikmet, Poesie d’amore e di lotta (Poesie sparse), Mondadori, traduzioni di G. Bellingeri, F. Beltrami, F. Boraldo.

 

Tu non ricordi
ma in un tempo
così lontano che non sembra stato
ci siamo dondolati su un’altalena sola
Che non finisse mai quel dondolio
fu l’unica preghiera in senso stretto
che in tutta la mia vita
io abbia levato al cielo

Tratta da Michele Mari, Cento poesie d’amore a Ladyhawke, 2007, Einaudi.