Ti riconosci?

Ti riconosci quando guardi una vecchia fotografia che ti ritrae?
E ti ricordi  come ti sentivi in quel periodo?

***

 

L’uomo che rideva

La prima impressione. Una stampa perfetta:
carta Kodak originale, colori vivaci,
esatti l’angolo visuale e la luminosità.
Non c’è dubbio, riconosco me stesso
nella persona raffigurata. Nondimeno
la tenebra che stabilmente alberga negli occhi
è venuta color marrone, il turbine della bocca
è rimasto circoscritto in due labbra rosse, quei
capelli ben pettinati in nessun modo
riflettono il disordine nella mia testa
e questo volto in permanenza sorridente
– come posso dire? – mentisce spudoratamente,
cari amici miei.

Sotirios Pastakas,  (Larissa, 1954), da L’apprendimento del respiro, traduzione di Crescenzio Sangiglio

°ascoltando  Jim Capaldi – Old Photographs https://www.youtube.com/watch?v=ArnPSjYu1kQ

L’altalena

altalena

Sembra un racconto brevissimo. Invece è una poesia che racconta (o dipinge) una piccola storia. Quale immagine di questa storia-poesia-dipinto ti rimane negli occhi, subito dopo averla letta?

***

Ginocchi

Ma tu che sol per cancellare scrivi
Dante, Par. XVIII 130

Io sono uno studente e studio su una terrazza contro prati in pendio
dove errano galline su cui possono piombare falchetti detti sciss.
Il fucile è qui, accanto a me.
Da un pezzo una ragazza bruna di fuorivia va in altalena, ogni poco
mi vengono incontro i suoi ginocchi lucenti.
Fingo di scrivere qualcosa e ad un tratto, nell’attimo che giunge alla mia altezza,
le chiedo una gomma per cancellare.
Lei subito salta giù, corre in casa, torna fuori e mi dà sorridendo una gomma biancicante.
Cancello il bianco e poi col lapis scrivo sulla gomma, in stampatello: T’AMO.
La dichiarazione è così netta che arrossisco, l’attenuo fregandovi il pollice.
Adesso forse va bene, posso restituire la gomma.
La ragazza scappa in casa, non si fa più vedere.

Giorgio Orelli (Airolo, 1921-2013), da Sinopie, Mondadori, 1977

°ascoltando Bert Jansch – Bett’s Dance https://www.youtube.com/watch?v=87sVF8RnAmg

È ancora tempo di souvenir?

Souvenir. Questa parola mi ha sempre suscitato un po’ di malinconia, o meglio, un senso di pesante nostalgia. Nostalgia di persone lasciate a casa (a cui portare il souvenir, appunto) oppure lasciate e basta (cioè mai più riviste); e così per i luoghi: quelli mai visitati (da cui arrivava il souvenir) oppure vissuti e rimasti per sempre nel cuore (anche senza bisogno di souvenir). E poi, quella “caccia al souvenir” tipica degli ultimi giorni di una vacanza mi ha sempre infastidito (per la sua vaga somiglianza con lo shopping prenatalizio).

Invece tu, che rapporto hai con l’oggetto-souvenir?

***

Souvenir

Partiamo, riportiamo a casa cose
da quella riva di luna aliena
dove non trovi le stesse pillole di qui,
né il dentifricio o la birra locale.
Queste cose straniere,
comprate ai mercatini, le daremo via:
uncinetti folk, buffi attrezzi da cucina,
troll di legno. Conchiglie, pezzi di roccia.

Stratificano nel nostro bagaglio.
Sono i souvenir  per i nostri amici,
ricordi.

Ma chi deve ricordare cosa?
Carino quel cappellino da gatto, ma non siete mai stati
in quel posto.

Io posso ricordarmi di averlo comprato
e voi ricorderete che io un tempo
ho ricordato: mi ricordai
di qualcosa per voi.
Era un giorno di sole,
anche se afoso. Le bambine con le testoline
e i capelli biondi.

Appaio nei sogni delle altre persone
più spesso di quanto accadeva un tempo.
Qualche volta nuda, mi dicono,
o mentre cucino: pare che io cucini un sacco.
Qualche volta con le sembianze di un vecchio cane
che porta una lettera arrotolata
tra i denti storti, indirizzata a: Presto.
Qualche volta in forma di scheletro
in abito di seta verde.
Sono sempre lì per qualche motivo,
così mi dicono i sognatori;
io non saprei dirlo.

Questo è ciò che ti ho portato
dalla vita dei sogni, dalla riva di luna aliena,
dal luogo senza orologi.
Non è colorato ma possiede dei poteri,
anche se non so quali siano.
O come attivarli.

Eccolo, adesso è tuo.
Ricordami.

Margaret Atwood, da Moltissimo (sezione I), traduzione di Renata Morresi, Ponte alle Grazie, 2021

°ascoltando Hans Zimmer – Time https://www.youtube.com/watch?v=aeVebDUGhis

I di ingenuità

Sì, ma di quale ingenuità?
L’ingenuità un po’ naīf di un disegno a tinte pastello, l’ingenuità dei bambini –richiamata con allegra tenerezza nella poesia che segue– o la nostra stupida ingenuità che solo a ricordarla ci prenderemmo a schiaffi ogni volta?

***

Mi viene in mente quando eri bambina
e per andare dalle zie passavi
in bici accanto alla rete che cinge
i vasti campi dietro il manicomio,
e ogni volta, aggrappato alla rete,
allegramente un pazzo ti gridava
“Bella bionda perché non vieni a letto
con me?”
e tu non ti fermavi,
non rispondevi,
non eri bionda e non avevi
nessuna voglia di andare a dormire.

Giorgio Orelli (Airolo, Canton Ticino, 1921-2013), da Il collo dell’anitra, Grazanti, 2001

 

°ascoltando Cat Stevens – Child for a Day  https://www.youtube.com/watch?v=lS0N0Rm7J6g&t=7s

(Per altre lettere dell’alfabeto: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/category/alfabeto/)

“Se la memoria non m’inganna…”

Vediamo che cosa consiglia la poesia qui sotto per non farci “ingannare” troppo dalla memoria (sempre così selettiva!).

Memoria

Non prendere troppo sul serio
quello che ti dice la memoria.

Potrebbe non essere stato quel pomeriggio.
Forse tutto fu illusione.
La grande passione
è esistita solo nel tuo desiderio.

Chi ti dice che non ti stia raccontando balle
per prolungare la fine
e suggerire che tutto ciò
almeno ha avuto un senso.

***

Memoria

No tomes muy en serio
lo que te dice la memoria.

A lo mejor no hubo esa tarde.
Quizá todo fue autoengaño.
La gran pasión
sólo existió en tu deseo.

Quién te dice que no te está contando ficciones
para alargar la prórroga del fin
y sugerir que todo esto
tuvo al menos algún sentido.

José Emilio Pacheco (Città del Messico, 1939-2014), da La arena errante, 1999

Sotto la pioggia

pioggia

(Non servono ombrelli)

 

Il segreto degli abbracci
Sotto la pioggia
È una promessa
Per i giorni
Dove i ricordi sbagliano porta.

Edna St. Vincent Millay, (Rockland – Maine, 1892 -1950), da Edna St.Vincent Millay – Poesie, traduzione di Silvio Raffo, Crocetti Editore

♣ ascoltando Yann Tiersen – Le Matin https://www.youtube.com/watch?v=6Q71FZzZ61o&t=16s

Stranezze

vista dall'alto

L’attrazione (è solo chimica?) fa un po’ come le pare.

 

A scoppio ritardato

Vedi dall’alto l’uomo della porta accanto,
da una finestra al piano di sopra, e ti ricorda
il tuo ex: anche lui ha la chierica,
questo lo avevi dimenticato. Visti dal basso
non si somigliano affatto. La prossima volta che parli
con l’uomo della porta accanto, sarà un sollievo
scoprire che non sei attratta da lui.

Dopo una settimana incontri il tuo ex
a una festa, dopo più di un anno che non lo vedi.
Ti fa venire in mente (ma solo un poco)
l’uomo della porta accanto. Ha la stessa pancetta
del tuo vicino prima che facesse quella dieta.
Ti ricordi di quanto lo detesti.

Si comporta come se gli facesse piacere vederti.
Quando vai via (un po’ prima
di quanto avessi pensato, per scappare)
ti dà un tipo di bacio che non è d’uso tra vicini
e dice che ti chiamerà. E sembra deciso a farlo.
Che strano! Ma è un vero sollievo
scoprire che non sei attratta da lui.

O forse lo sei? Altrimenti perché
quel nonsoché improvviso, una volta fuori
all’aria? Perché mai le tue gambe saltellano
allegre lungo il marciapiedi?
Cosa ti sarà mai venuto in mente?
Torni a casa maledicendo la chimica.

Fleur Adcock (Nuova Zelanda, 1934), da Poems 1960-2000

***

Double-Take

You see your next-door neighbour from above,
from an upstairs window, and he reminds you
of your ex-lover, who is bald on top,
which you had forgotten. At ground level
there is no resemblance. Next time you chat
with your next-door neighbour, you are relieved
to find that you don’t fancy him.

A week later you meet your ex-lover
at a party, after more than a year.
He reminds you of (although only slightly)
of your next-door neighbour. He has a paunch
like your neighbour’s before he went on that diet.
You remember how much you despise him.

He behaves as if he’s pleased to see you.
When you leave (a little earlier
than you’d intended, to get away)
he gives you a kiss which is more than neighbourly
and says he’ll ring you. He seems to mean it.
How odd! But you are quite relieved
to find that you don’t fancy him.

Unless you do? Or why that sudden
something, once you get outside
in the air? Why are your legs prancing
so cheerfully along the pavement?
And what exactly have you just remembered?
You go home cursing chemistry.

♣ ascoltando  Devo – Girl U Want https://www.youtube.com/watch?v=g4-2onb62y8

Un’ottima annata?

                                      Acidulo? aromatico? etereo? pungente? …

Degustazione di vini

Mi pare di sentire cuoio screpolato.
Sono quasi sicura del profumo di ciliegia
di uno Shirley Temple offertomi da mio padre
nel 1959, in un bar a Orlando, in Florida,
insieme al cloro
della cuffia a fiori per la doccia di mia madre.
E i baci dell’inverno scorso, come sale su ghiaccio nero,
come una luna fiondata lontano dalla Terra.
Quando Li Po beveva vino, la luna si tuffava
nel fiume e lui la seguiva barcollante.
Probabilmente sentiva il sapore delle risate.
Quando la mia amica Susan beve
piange perché è irlandese
e non ha figli. A me piace assaporare,
ancora una volta, la pioggia cominciata
un pomeriggio che cadeva appena più in là
di dove stavo io, così che piegandomi vi ho immerso
la faccia, io viva in entrambi i mondi contemporaneamente,
sapendo che sarebbe finita, senza che me ne importasse niente.

Kim Addonizio, da Nuova poesia americana, Vol. II, a cura di John Freeman e Damiano Abeni, Edizioni Black Coffee, 2020

♣ ascoltando Bandabardò – Venti bottiglie di vino https://www.youtube.com/watch?v=9zDz5iwktfQ

“Amarcord” (fuori tema n.20)


Qual è il sapore, o il profumo, che più di ogni altro ti rimanda piacevolmente indietro nel (tuo) tempo?

 

***

“(…) E poco dopo, sentendomi triste per la giornata cupa e la prospettiva di un domani doloroso, portai macchinalmente alle labbra un cucchiaino del tè nel quale avevo lasciato inzuppare un pezzetto di madeleine. Ma appena la sorsata mescolata alle briciole del pasticcino toccò il mio palato, trasalii, attento al fenomeno straordinario che si svolgeva in me. Un delizioso piacere m’aveva invaso, isolato, senza nozione di causa. E subito, m’aveva reso indifferenti le vicessitudini, inoffensivi i rovesci, illusoria la brevità della vita…non mi sentivo più mediocre, contingente, mortale. Da dove m’era potuta venire quella gioia violenta? Sentivo che era connessa col gusto del tè e della madeleine. Ma lo superava infinitamente, non doveva essere della stessa natura. Da dove veniva? Che senso aveva? Dove fermarla? Bevo una seconda sorsata, non ci trovo più nulla della prima, una terza che mi porta ancor meno della seconda. E tempo di smettere, la virtù della bevanda sembra diminuire. È chiaro che la verità che cerco non è in essa, ma in me. È stata lei a risvegliarla (…)”

Marcel Proust (Parigi, 1871-1922), da Dalla parte di Swann, in Alla ricerca del tempo perduto

 

♣ ascoltando Gino Paoli – Sapore di Sale (live) https://www.youtube.com/watch?v=jzpOTjXGG6A

(altri fuori tema si trovano  qui: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/category/fuori-tema/)

Piccole frane

azz

I ricordi che “rotolano giù” inaspettati:

Ti liberò dal passato
una discussione davvero irrilevante
sul vento e l’avarizia.
Giorni fa qualcuno parlava
di uomini, di come farsi una vita,
di versi, di Afriche,
e di tifoni.
E là in mezzo, da qualche parte
cadde il tuo nome assente
– da anni in balia dell’oblio –
nell’attimo incustodito.
Cadde, e scegliendo
la più ripida tra tutte le strade
– quella del ricordo – rotolò giù
da Afriche, piantagioni,
da soverchianti soli,
e contro la tua volontà, ti portò,
minuziosamente bello
e meticolosamente immutato
veramente insidioso.
Ti portò davanti al complice autunno
che istiga un Giudizio Universale
nei sogni smarriti.

Kikí Dimulà (Atene, 1931-2020), da L’adolescenza dell’oblio, Crocetti, 2002, traduzione di Paola Maria Minucci

∞ ascoltando Peter Green – Bottoms Up https://www.youtube.com/watch?v=GkHnnEoWY0o&list=PL8a8cutYP7fr_-3h_3npIjvnTnXlxl9T9&index=1