Metamorfosi interiori

a colori o in bianco e nero

Passare dal colore al bianco e nero (e più nero che bianco o comunque molto grigio)?
A volte basta solo un brevissimo pensiero: breve ma pesantissimo.

Che cos’è che ti appesantisce l’anima (ormai troppo spesso)?

 

Che cosa ti accade
anima nera come pece
e a volte leggera
sotto forma di farfalla,
che cosa ti sorprende
ti supera ti vince
all’imbrunire?
Cogli l’attimo
anima nera
conta i secondi
cerca di capire
l’attimo in cui scatta
la tua metamorfosi
esattamente.

Salvatore Toma (Maglie, 1951 –1987), da Canzoniere della morte, 1999

ascoltando The Rolling Stones – Paint It Black https://www.youtube.com/watch?v=O4irXQhgMqg

 

(Sor)ridi!

risata

Questa sera, comunque vada,  facciamoci una risata, ché quando si ride c’è più luce.

P.S. Buon nuovo inizio!

 

L’aria

L’aria l’e cla roba lizira
che sta dalonda la tu testa
e la dventa piò céra quand che t’roid

L’aria è quella cosa leggera,
che sta intorno alla tua testa
e diventa più chiara quando ridi.

Tonino Guerra (Santarcangelo di Romagna, 1920- 2012.), fonte: http://museotoninoguerra.com/it/tag/poesie/

 

P di parole (sincere)

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Pane? Arance? No: parole. Da conservare (possibilmente).

 

Non partire senza lasciare una
sporta di parole per chi resta.
Dire ‘questa è per la mattina
quest’altra invece per la sera’.
Lasciare una sporta a parte
per chi la notte nel buio si dispera.
 
 Andrea Bajani, da Promemoria, Einaudi, 2017

(per altre lettere dell’alfabeto, qui: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/category/alfabeto/)

La corsa (ad ostacoli)

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Corsa a ostacoli

Non è vero che il male è compatto
e tutto uguale, come darebbe
a intendere l’effetto di trascinamento
del roccolo mentale in cui
si azzera ogni differenza:
se la questione A, in apparenza,
non offre nessuna soluzione,
di conseguenza crollerà anche B
e C e D e tutto il resto. Quando
tracimano i fantasmi si fa presto
a colorare di un unico colore
(il nero), quello che invece
resta l’insondabile mistero
di un teatro che fa della mutevolezza
l’unica sua costante.
La vera fatica è proprio questa:
superato l’ostacolo che sembrava
insormontabile, eccone appresso
un altro e un altro e un altro ancora.
La pace, quella sì è un miraggio,
foss’anche soltanto per un’ora.

Franco Marcoaldi, da La trappola, Einaudi, 2012

*ascoltando John Frusciante – Falling https://www.youtube.com/watch?v=UjUYr5RN6cM

Rimedi più o meno efficaci

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N.B. Un barattolo di  bicarbonato non deve mai mancare in una casa

I corpi che hai amato
ti rimangono conficcati in quella parte di corpo
dove si radunano le cose che non possono essere più
stanno lì, pezzi di ginocchi, modi di sorridere
carichi di dolore potenziale
come il nervo del dente quell’estate
prima nulla e poi, all’improvviso
L’analgesico è il presente
questa schiena
questa carezza
questo respirarsi gli occhi
E non ditemi che comunque è bello ricordare
il corpo
vuole carne viva e capelli
e che sia morte o vitale allontanarsi, quel qualunque motivo
per cui è stato sottratto
quel corpo al mio corpo
di certo non interessa
I corpi che hai amato
ti rimangono conficcati in quella parte di corpo
dove scivolano le cose che a volte fanno male
ora, per esempio,
mi si è infiammato quel modo che avevi di camminare
ondeggiando
Un cucchiaio di citrosodina
non fa nulla
ma è buona
ne mangio ancora un po’.

Alessandra Racca, da L’amore non si cura con la citrosodina, Neo Edizioni, 2013

*ascoltando  C.C.C.P. Curami https://www.youtube.com/watch?v=RbI5CQ6X5rQ

Tutto e niente

 

shhhh

Siamo un po’ tutto
e più spesso… niente.
(Comunque sempre di passaggio).

Siamo atomi migranti,
siamo istanti, frantumati
nelle bocche dei giganti.
Siamo polvere di tempo,
lieve architettura,
nenie brevi e cantilene.
Unghie rudimentali,
vene d’ancestrali corpi,
sconosciuti e ricomposti.
Comprende un solo dito
moltitudini di popoli,
dèi meravigliosi
e provvisori niente.

Filippo Strumia (Roma, 1962), da Pozzanghere, Einaudi, 2011

*ascoltando Vangelis – Alpha  https://www.youtube.com/watch?v=svwqHhTQC5E

Vicini sì, ma di che tipo?

vicini

A meno che non si viva isolati, siamo tutti dei vicini di casa di qualcun altro e probabilmente rientriamo anche noi in qualche luogo comune… sul vicinato.
E tu, che vicino di casa sei?

Gli inquilini

Gli inquilini superbi
dai nasi inquilini,
termini dei tramezzi
navigatori di travi,
ogni giorno nel bel mezzo
ascoltano i Vicini tramare
i tarli dei calzari
i fruscii dei vestiari.
Gli inquilini scendono le scale
con piglio condominiale
annusano gli odori
le vite familiari
i bisbigli che fanno figli
l’intonaco che fa il monaco.
Per avvicinarsi al Vicino
sostano sugli zerbini.

Vito Riviello (Potenza 1933 – Roma 2009), da Tutte le poesie, Sapienza Università Editrice, 2019

*ascoltando Elvin Bishop – Neighbor Neighbor https://www.youtube.com/watch?v=VnJoAVBLZmQ

Uniamo i puntini

petali

In un mondo che sembra fatto solo di muri, di barriere – fisiche,  mentali, sociali o ideologiche – di distanze imposte o volontarie, siamo come tanti puntini isolati. E manca la matita per tracciare un segno e unirli, mancano i ponti…

Però c’è il pensiero, con cui si può fare ponte, con cui si può inviare idealmente e a un indirizzo indefinito un “Come stai? Andrà tutto bene … lo spero”.

La lettera che cerco
di non scriverti
scrivendo tante lettere
sulle lettere è una lettera
di infiniti indirizzi
da me a me
da te a te
da te a me
mai da me a te
non posso si trasformerebbe
comunque in un amo
che strappa le labbra

Chandra Livia Candiani, da Io con vestito leggero, Campanotto Editore, 2005

*ascoltando Bob Marley – Three Little Birds https://www.youtube.com/watch?v=9qqDuEP4okw

 

puntini

 

Se fossimo animali

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Che animale saresti (se non fossi già un umano animale)?

 

Il bell’animale selvatico
che siamo resta non nato nel petto.
Quella specie di vittoria
fallisce la presa di noi
e così ritorniamo
sempre da capo – nel corto
dell’anno e dell’ora.
Nell’ammassato mondo.

Mariangela Gualtieri, da Animali di silenzio, in Quando non morivo, Einaudi, 2019

*ascoltando The RSPB – Let Nature Sing
https://www.youtube.com/watch?time_continue=27&v=Ge-cYtK8QwI&feature=emb_title

 

Oltre il visibile

bye

Io non vi credo cose che vedo
perché chiudendo gli occhi
una vitalità di costellazioni
d’altro mondo
vi sopravanza
e la supremazia del visibile
s’incrina in felicità.
Non c’è spina
oltre le vostre sponde
niente confina o crolla
niente s’impolvera
in quella luce.

Mariangela Gualtieri, da Le giovani parole, Einaudi, 2015

*ascoltando Santana – El Farol https://www.youtube.com/watch?v=9tqkQVXJgMc