Rimedi più o meno efficaci

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N.B. Un barattolo di  bicarbonato non deve mai mancare in una casa

I corpi che hai amato
ti rimangono conficcati in quella parte di corpo
dove si radunano le cose che non possono essere più
stanno lì, pezzi di ginocchi, modi di sorridere
carichi di dolore potenziale
come il nervo del dente quell’estate
prima nulla e poi, all’improvviso
L’analgesico è il presente
questa schiena
questa carezza
questo respirarsi gli occhi
E non ditemi che comunque è bello ricordare
il corpo
vuole carne viva e capelli
e che sia morte o vitale allontanarsi, quel qualunque motivo
per cui è stato sottratto
quel corpo al mio corpo
di certo non interessa
I corpi che hai amato
ti rimangono conficcati in quella parte di corpo
dove scivolano le cose che a volte fanno male
ora, per esempio,
mi si è infiammato quel modo che avevi di camminare
ondeggiando
Un cucchiaio di citrosodina
non fa nulla
ma è buona
ne mangio ancora un po’.

Alessandra Racca, da L’amore non si cura con la citrosodina, Neo Edizioni, 2013

*ascoltando  C.C.C.P. Curami https://www.youtube.com/watch?v=RbI5CQ6X5rQ

Tutto e niente

 

shhhh

Siamo un po’ tutto
e più spesso… niente.
(Comunque sempre di passaggio).

Siamo atomi migranti,
siamo istanti, frantumati
nelle bocche dei giganti.
Siamo polvere di tempo,
lieve architettura,
nenie brevi e cantilene.
Unghie rudimentali,
vene d’ancestrali corpi,
sconosciuti e ricomposti.
Comprende un solo dito
moltitudini di popoli,
dèi meravigliosi
e provvisori niente.

Filippo Strumia (Roma, 1962), da Pozzanghere, Einaudi, 2011

*ascoltando Vangelis – Alpha  https://www.youtube.com/watch?v=svwqHhTQC5E

Vicini sì, ma di che tipo?

vicini

A meno che non si viva isolati, siamo tutti dei vicini di casa di qualcun altro e probabilmente rientriamo anche noi in qualche luogo comune… sul vicinato.
E tu, che vicino di casa sei?

Gli inquilini

Gli inquilini superbi
dai nasi inquilini,
termini dei tramezzi
navigatori di travi,
ogni giorno nel bel mezzo
ascoltano i Vicini tramare
i tarli dei calzari
i fruscii dei vestiari.
Gli inquilini scendono le scale
con piglio condominiale
annusano gli odori
le vite familiari
i bisbigli che fanno figli
l’intonaco che fa il monaco.
Per avvicinarsi al Vicino
sostano sugli zerbini.

Vito Riviello (Potenza 1933 – Roma 2009), da Tutte le poesie, Sapienza Università Editrice, 2019

*ascoltando Elvin Bishop – Neighbor Neighbor https://www.youtube.com/watch?v=VnJoAVBLZmQ

Uniamo i puntini

petali

In un mondo che sembra fatto solo di muri, di barriere – fisiche,  mentali, sociali o ideologiche – di distanze imposte o volontarie, siamo come tanti puntini isolati. E manca la matita per tracciare un segno e unirli, mancano i ponti…

Però c’è il pensiero, con cui si può fare ponte, con cui si può inviare idealmente e a un indirizzo indefinito un “Come stai? Andrà tutto bene … lo spero”.

La lettera che cerco
di non scriverti
scrivendo tante lettere
sulle lettere è una lettera
di infiniti indirizzi
da me a me
da te a te
da te a me
mai da me a te
non posso si trasformerebbe
comunque in un amo
che strappa le labbra

Chandra Livia Candiani, da Io con vestito leggero, Campanotto Editore, 2005

*ascoltando Bob Marley – Three Little Birds https://www.youtube.com/watch?v=9qqDuEP4okw

 

puntini

 

Se fossimo animali

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Che animale saresti (se non fossi già un umano animale)?

 

Il bell’animale selvatico
che siamo resta non nato nel petto.
Quella specie di vittoria
fallisce la presa di noi
e così ritorniamo
sempre da capo – nel corto
dell’anno e dell’ora.
Nell’ammassato mondo.

Mariangela Gualtieri, da Animali di silenzio, in Quando non morivo, Einaudi, 2019

*ascoltando The RSPB – Let Nature Sing
https://www.youtube.com/watch?time_continue=27&v=Ge-cYtK8QwI&feature=emb_title

 

Oltre il visibile

bye

Io non vi credo cose che vedo
perché chiudendo gli occhi
una vitalità di costellazioni
d’altro mondo
vi sopravanza
e la supremazia del visibile
s’incrina in felicità.
Non c’è spina
oltre le vostre sponde
niente confina o crolla
niente s’impolvera
in quella luce.

Mariangela Gualtieri, da Le giovani parole, Einaudi, 2015

*ascoltando Santana – El Farol https://www.youtube.com/watch?v=9tqkQVXJgMc

… vvvvvvento…

vento

Che cosa ti ha raccontato il vento oggi?

Il vento

Il  vento nasce dove nasce tutto il resto
non si vede
non sai dov’è
ma se ti metti a correre ci vai addosso
È come quando soffi sulle candeline
e senza accorgertene hai compiuto gli anni
Sembra fatto di niente
e dentro ci sono tutti i pensieri della gente
A volte si nasconde
e aspetta che le cose passino
si siede sui tetti e ci guarda
Se una cosa non gli va
la sposta
ma se una cosa gli piace
le gira intorno fino a farla innamorare
forse è una scusa per non stare fermi
forse è un abbraccio che non si ferma mai

Vasco Mirandola, da E se fosse lieve – Poesia un po’ tue un po’ mie, Cleup, 2016

*ascoltando Santana – Song Of The Wind https://www.youtube.com/watch?v=XdmevPWZTRg

Visioni

perchèdovreipuntodidomanda

Leggere (bene) la realtà non è sempre facilissimo: qualche volta capita che non si riesca a vedere in modo nitido, anzi, a volte rischiamo addirittura di sembrare “visionari”: meglio seguire il suggerimento del poeta, qui sotto…

 

Sto rifacendo la punta al pensiero,
come se il filo fosse logoro
e il segno divenuto opaco.
Gli occhi si consumano come matite
e la sera disegnano sul cervello
figure appena sgrossate e confuse.
Le immagini oscillano e il tratto si fa incerto,
gli oggetti si nascondono:
è come se parlassero per enigmi continui
ed ogni sguardo obbligasse
la mente a tradurre.
La miopia si fa quindi poesia,
dovendosi avvicinare al mondo
per separarlo dalla luce.
Anche il tempo subisce questo rallentamento:
i gesti si perdono, i saluti non vengono colti.
L’unica cosa che si profila nitida
è la prodigiosa difficoltà della visione.

Valerio Magrelli, da Ora serrata retinae, Feltrinelli, 1980

*ascoltando Deep Purple – Blind https://www.youtube.com/watch?v=ePLkI-pPCLo

Proprio così

come

Sono rimasta folgorata da questi pochi versi perché  la poesia io la vedo esattamente così: deve scottare, deve creare uno scatto nei pensieri.
E tu, che cosa chiedi a una poesia?

cuocio le mie parole al forno di una cucina
che dà su di una valle chiusa
da un cielo sempre aperto
perché voglio
che scottino
a sbucciarle

Antonella Bukovaz, da Tatuaggi, in Nuovi poeti italiani, a cura di Giovanna Rosadini, Einaudi, 2012

*ascoltando Peter Gabriel – The rhythm of the heat https://www.youtube.com/watch?v=rzwMe-3XVn4

Sbilanciamenti

quell'altrafoglia

Una foglia che cade può sbilanciare l’universo per un istante?
Chissà se anche i pensieri (belli) sbilanciano un poco l’universo.

Una foglia cadendo
fa il piccolo tonfo
scuote un poco la stella
e una geometria d’universo
si sbilancia negli assi.

Tutto un tratteggio di rette infinite
un pulsare di gradi angolari
nessuna ala distesa fa a meno
e la caduta non è che un’
algebra infinita che va giù
nella cifra, nel rigo.

Mariangela Gualtieri, da Naturale sconosciuto, in Bestia di gioia, Einaudi, 2010

*ascoltando (di nuovo) Autumn Leaves: questa volta la versione di Chet Baker https://www.youtube.com/watch?v=sgn7VfXH2GY