Oltre lo specchio

specchio

Chi vedi quando sei davanti allo specchio?

Alterità

Mi piacciono gli specchi
perché osservo
l’altra
che si toglie la maschera e mi sfida.

°°°

Otredad

Me gustan los espejos
porque observo
a la otra
que se quita la máscara y me reta.

Claribel Alegría (Nicaragua, 1924-2018), da Alterità, traduzione di Daniela Ruggiu

*ascoltando Graham Nash – Be Yourself  https://www.youtube.com/watch?v=5rbGgcGaI6c

No, aspetta un attimo…

b a s t a

È meglio tentare di dissolvere i pensieri invadenti, prima di dissolvere se stessi.
Sarà difficile ma non impossibile.

Insonnia

Non smette la mia mente
di ammucchiare rifiuti
che invadono me
la mia poesia
il mio universo
e non mi lasciano
prendere sonno.
Come fare
per estinguerli
per lavare la mente
e tornare alla pace?
Non ce la fa il pianto
né la preghiera
neppure tu.
È ora di emigrare
confondermi con la terra
e dissolvermi.

°°°

Insomnio

Sigue mi mente
hacinando desechos
que me invaden
invaden mi poesía
mi universo
y no me dejan
conciliar el sueño.
¿Qué puedo hacer
para extinguirlos
para lavar mi mente
y que vuelva la paz?
No lo consigue el llanto
ni la oración
ni tú.
Es hora de emigrar
de confundirme con la tierra
de esfumarme.

Claribel Alegría, da Voci, Samuele Editore, 2015, traduzione di Zingonia Zingone e Marina Benedetto

*ascoltando Leonard Cohen – Lullaby https://www.youtube.com/watch?v=VlwVu9_IvjM

Il ponte?

abissi

Di quanti ponti avremmo bisogno?

Abissi

È odioso l’abisso
che separa
il mio io quotidiano
da quest’altro io
iridescente.
Solo in sogno
o in follie-istante
il vuoto è il ponte
e so di esistere.

Abismos

Es odioso el abismo
que separa
a mi yo cotidiano
de ese otro yo
iridescente.
Sólo en sueños
o en locuras-instante
el vacío es el puente
y sé que existo.

 Claribel Alegría, da Alterità, Incontri ed., 2012, traduzione di Daniela Ruggiu

*ascoltando Joe Satriani – Flying in a Blue Dream https://www.youtube.com/watch?v=SINl5JY7LhI

Un bacio

Gianni Berengo Gardin, Bacio, Parigi, 1954

Gianni Berengo Gardin, “Bacio”, Parigi, 1954

Senza parole (ovviamente: è un bacio!)

Mass media

Dei mezzi di comunicazione
in questo mondo così codificato
da internet e altre navigazioni
continuo a preferire
il vecchio bacio artigianale
che da sempre comunica tanto.

Mass media

De los medios de comunicación
en este mundo tan codificado
con internet y otras navegaciones
yo sigo prefiriendo
el viejo beso artesanal
que desde siempre comunica tanto.

Mario Benedetti (fonte: https://cctm.website/mario-benedetti-uruguay-2/#.W_nAzOLSLcc)

 

Il bacio di ieri

Il bacio di ieri
ha aperto la porta
e tutti i ricordi
che ho creduto fantasmi,
caparbi si sono alzati
a mordermi.

Ese beso de ayer

Ese beso de ayer
me abrió la puerta
y todos los recuerdos
que yo creí fantasmas,
se levantaron tercos
a morderme.

Claribel Alegría, da Y este poema-rio, 1989

*ascoltando Ben Harper – Steal My Kisses https://www.youtube.com/watch?v=BSTBs3IEVQs

(Ancora sul bacio:  https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/06/18/bacio-insomma-che-cose-mai-bacio/; https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/05/07/cose-dal-mondo-un-bacio-a-parigi).

Tecniche di volo

oberon

Sempre la solita vecchia ricerca delle ali…  (http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/02/22/v-di-volere-volare/). Per un primo volo, io  vorrei partire da un fitto sottobosco, profumato di resina e popolato da picchi rossi e caprioli in libertà. Come si può spiccare il volo da un fitto sottobosco? Chiedendo aiuto  alle fate… è ovvio!

Oberon

Fra le tue ali nere
nascondimi
Oberon
principe delle fate
re degli elfi
e delle ombre
voglio sentirmi uccello
e volare
e volare
senza bagaglio.
Fra boschi
e luna
portami nel tuo rifugio
aiutami a estirpare
coi tuoi unguenti
la pesantezza
del mio passato
voglio nascere di nuovo
voglio cambiare pelle
e che con la mia pelle
se ne vadano i miei ricordi
i miei abissi
le mie cime.
Aiutami
Oberon
a essere più leggera.

Claribel Alegría, da Alterità, traduzione di D. Ruggiu, Incontri Editrice, 2012

 

L’albero volante

Nei boschi ci sono alberi:
è una cosa naturale.
Sugli alberi ci sono foglie:
è una cosa evidente.
Ma se le foglie sono ali,
ecco, questa è una cosa
per lo meno sorprendente.
Volate volate, verdi alberi belli.
Per voi si apre il cielo.
Ma attenti all’autunno,
stagione fatale, quando a migliaia
le vostre ali
tornate ad esser foglie
cadranno.

Edmond Jabès, (Il Cairo, 1912- Parigi, 1991), Poesie per i giorni di pioggia e di sole e altri scritti, Manni, 2002, traduzione di C. Agostini

*ascoltando  Tom Petty – Learning To Fly https://www.youtube.com/watch?v=s5BJXwNeKsQ