Uno scatto

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Uno scatto verso il verde (speranza).  Stop ai lamenti!

Cos’è che ho detto? Che cos’è che ho detto?
Oh cara vita santa, mi vergogno.
Viva di verde voglia senza oggetto,
risorga verde e vivo il mio bel sogno.

Patrizia Valduga, da Quartine. Seconda centuria, Einaudi, 2001

*ascoltando David Gilmour – Coming back to life https://www.youtube.com/watch?v=PCSFz_YycYA

Il verde e l’azzurro

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Il verde e l’azzurro di maggio: non si possono spiegare… guardiamoli.

 

Nel mese di maggio

Dal mio giardino si vedono così e non si possono spiegare
l’accordo dell’azzurro rarefatto e quello del verde
che sale e si fa spazio in certe mattine di maggio
quando il calore viene sulle braccia scoperte
e tocca il tendine d’azzurro e il tendine di verde
che credevamo spenti, nella nostra testa di oggi,
tanti anni fa. In mattine così, la terra si piega
e si anima in cose inanimate come i sassi
nel brulichìo nascosto dalle foglie, nel nostro
essere muti e felici di non avere un nome.

Forse daremo un nome a questa luce sugli occhi,
alla rondine scolpita dall’aria mentre passa,
all’ombra durata un battito sulle nostre mani;
forse saremo infanzia e chiuderemo il pericolo
nel nome del pericolo e allontaneremo le nostre spalle
dalla città abbagliata e splenderanno amate dal caso
e dal vento le nostre impronte quando qualcuno chiuderà
il cancello dietro a noi, e ci guarderà partire.

Pierluigi Cappello, da Mandate a dire all’imperatore, Crocetti, 2010

*ascoltando Peter Green – In the Skies https://www.youtube.com/watch?v=u9vBpnN9eJM

Qualcosa di verde

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Alla ricerca del colore nella poesia (comincio dal verde perché fa un po’ speranza…).

Scritto con inchiostro verde

L’inchiostro verde crea giardini, selve, prati,
fogliami dove cantano le lettere,
parole che son alberi,
frasi che son verdi costellazioni.

Lascia che le parole mie scendano e ti ricoprano
come una pioggia di foglie su un campo di neve,
come la statua l’edera,
come l’inchiostro questo foglio.
Braccia, cintura, collo, seno,
la fronte pura come il mare,
la nuca di bosco in autunno,
i denti che mordono un filo d’erba.

Segni verdi costellano il tuo corpo
come il corpo dell’albero le gemme.
Non t’importi di tante piccole cicatrici luminose:
guarda il cielo e il suo verde tatuaggio di stelle.

Octavio Paz, in Poeti ispano-americani del ‘900 di Francesco Tentori Montalto, Bombiani, 1987, traduzione di Francesco Tentori Montalto

Mattina

Acuto lampo di luce
in bottiglia verde

su mensola
lassù. Aria bella

bianca di luce,
onda,

è azzurra estate
qui.

Robert Creeley (1926-2005), da Later,  traduzione di F. Binni

* Qualcosa di verde tra le note? Tom Waits – Green Grass;  Elisa – In the Green.

(Per altri colori, qui: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/category/colori/)