Torneremo

takecareofyourself

… prima o poi, ad ascoltare la musica dal vivo.
Nell’attesa, la musica resta comunque un’ottima cura per (quasi) tutto, proprio come si legge  nella poesia qui sotto.

(Per questo le inserisco – musica e poesia –  nello spazio “Rimedi e cure – farmacia alternativa”, qui  https://lapoesianonsimangia.myblog.it/category/rimedi-e-cure-farmacia-alternativa/)

 “(…) La musica non si può toccare – esiste solo nell’istante in cui viene percepita – e tuttavia è in grado di mutare profondamente il modo in cui vediamo il mondo e il nostro posto al suo interno. La musica può aiutarci a superare i momenti difficili della vita trasformando la percezione di noi stessi e di ciò che ci circonda. È roba forte”.

David Byrne, da Come funziona la musica

***

Canzone d’amore

Le montagne sono spietate
la pioggia sta sciogliendo la neve
gelerà di nuovo.

Nel caffè due forestieri
suonano la fisarmonica
e una sala piena di uomini canta.

I motivi riempiono
i sacchi del cuore
il cavo degli occhi.

Le parole riempiono
gli stalli
che mugghiano tra le orecchie.

La musica rade le guance
scioglie le giunture
unica cura per i reumatismi.

La musica pulisce le unghie
ammorbidisce le mani
strofina i calli.

Una stanza piena di uomini,
venuti dal bestiame fradicio
dalla nafta, dall’eterno badile,

accarezza
l’aria di una canzone d’amore
con mani addolcite.

Le mie hanno lasciato i polsi
e stanno oltrepassando le montagne
per ritrovare il tuo seno.

Nel caffè due forestieri
suonano la fisarmonica
la pioggia sta sciogliendo la neve.

John Berger (Londra, 1926 – 2017), da E i nostri volti, amore mio, leggeri come foto, traduzione di Maria Nadotti, Il Saggiatore, 2020

  • ascoltando Listen to the Music – Playing For Change feat. Tom Johnston (The Doobie Brothers) https://www.youtube.com/watch?v=t4sK8d48Exs
  • Senti anche tu?

    v

     

    Note dolci

    L’uva fragola mi sta cantando
    una canzone più dolce di ogni paura
    la musica io non la so scrivere
    ma so ascoltare –  senti il ritornello…
    ci accarezza il controcanto
    del vento – e lei canta, piano,  le sue note
    profumate: anch’io  –  mi sussurra  –
    ho creduto di non meritare il sole
    ma ora sono matura tra le tue mani

    ©IreneMarchi2020

    non infierire

    Che cosa fai lì?

     

    canta

    Dov’è la tua (bella) voce?

     

    Perché non canti?

    Vorrei chiederti perché
    non liberi il suono delle nuvole
    tra i tuoi pensieri cadute:
    dove hai chiuso le note
    che ti sfiorano da sempre?
    Perché non canti?
    Ricordati dell’albero
    che dà voce al vento,
    e della neve che è musica
    nei suoi cristalli di silenzio.
    Non nasconderti,
    dov’è la tua voce?

    Irene Marchi, da L’uso delle parole e delle nuvole, Cicorivolta Editore, 2020

    *ascoltando Cat Stevens –  If You Want To Sing Out, Sing Out https://www.youtube.com/watch?v=1UbyQ2aoZAo

    Soundtrack

    hpyrhpp

    Quanti brani comprende la colonna sonora della tua vita (fino ad oggi)?

    Colonna sonora

    Bach giardini di Versailles
    Mingus la mattina a Venezia
    I Beatles la finestra del liceo
    Lou Reed le botte con la polizia
    I King Crimson una donna
    È necessario che spieghi?

    Vivaldi un campeggio in Spagna
    Archie Sheep i miei amici arrabbiati
    Rolling Stones voglia di scopare
    Dalla i colli in macchina
    Joe Cocker il mio ospedale
    A voi non è mai capitato?

    Ciajkovskij gioventù e pugnette
    Coltrane la pioggia a Reggio
    Verdi mio zio cacciatore
    Brel la mia stanza a Parigi
    e Mama Bea un’altra donna
    E mentre scrivo ascolto
    Brahms. E voi? Avete
    una colonna musicale
    per la vostra vita
    a colori?

    Stefano Benni, da Prima o poi l’amore arriva, 1981

    *ascoltando (una canzone che di sicuro starebbe nella colonna sonora che scriverei per me) John Lennon – Imagine https://www.youtube.com/watch?v=YkgkThdzX-8

    Qualcosa da ascoltare

     

    foglie

     

    La musica nuova

    La stagione delle foglie che cantano
    può regalarti una musica nuova
     
    quale sia il  suo colore non lo so
    e non so dove ti porterà,
    ma se resti in silenzio
    puoi sentirne anche il profumo
     
    profumo  di foglie
    cantate dal vento

    ©Irene Marchi 2019

    *ascoltando Autumn leaves (instrumental) – suonata da Eva Cassidy
    https://www.youtube.com/watch?v=6AdArlLdpNc

    Che cosa ascolti?

    checosascolti2

    Che musica ascolti appena puoi? Che cosa stai ascoltando in questo momento?

    Amica ti contemplo mentre suona

    Amica ti contemplo mentre suona
    lusi indescai uiz daiamons
    le tue due trecce nostalgiche
    del collegio di suore una grande casa
    dove l’amore tendeva le sue imboscate
    nei libri di messa i segni
    che ti lasciò in fronte la varicella
    ti vedo la bocca amore di scogliere
    dove frange la tua voce…
    e ugualmente vedo
    i segni del tempo consumato al mio fianco
    – la musica è finita – raccolgo lo sguardo
    e torno a farlo passare sul tuo braccio
    sulla tua manica dove sono
    le sette di sera
    e lo alzo fino al cielo inanimato
    che oggi minacciava pioggia.

    Marzo 1970

    Aníbal Núñez (1944-1987), da Fábulas domésticas, 1972 (traduzione dal web: https://cantosirene.blogspot.it/search?q=An%C3%ADbal+N%C3%BA%C3%B1ez+)

     

    Agli dèi della mattinata

    Il vento scuote allori e pini. Ai vetri, giù acqua.
    Tra fumi e luci la costa la vedi a tratti, poi nulla.
    La mattinata si affina nella stanza tranquilla.
    Un filo di musica rock, le matite, le carte.
    Sono felice della pioggia. O dèi inesistenti,
    proteggete I’idillio, vi prego. E che altro potete,
    o dèi dell’autunno indulgenti dormenti,
    meste di frasche le tempie? Come maestosi quei vostri
    luminosi cumuli! Quante ansiose formiche nell’ombra!

    Franco Fortini, da Questo muro, Mondadori, 1973

    *ascoltando (in auto) la canzone in foto  – https://www.youtube.com/watch?v=Ww-qVcLm97c

    (parlando ancora di musica, qui http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/01/28/la-musica/; http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2017/09/05/che-musica-sei/; http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/06/08/1721/)

    Se una canzone

    Se una canzone ti fa solo male, perché continui ad ascoltarla?

    Canzone per cantare una canzone

    È musica… Persiste,
    fa male all’anima.
    Viene talora da un tempo remoto,
    da un’epoca impossibile
    persa per sempre.
    Va oltre i confini della musica.
    Ha corpo, profumo,
    è come la polvere di una vicenda imprecisa,
    di un ricordo che non si è mai vissuto,
    di una vaga speranza irrealizzabile.
    Si chiama semplicemente:
    Canzone

    Ma non è soltanto questo.

    È anche la tristezza.

    Ángel González (1925-2008), da Trattato di urbanistica, 1967 (testo dal web https://cantosirene.blogspot.it/search?q=musica)

    * ascoltando Stevie Ray Vaughan  – Little Wing https://www.youtube.com/watch?v=An4uDegHB8s


     

    Fortunatamente

    ascolta

    C’è uno spazio tra la pioggia e il silenzio, tra  i nostri passi e un sorriso, tra la notte e i sogni che vorremmo; c’è uno spazio tra i nostri mondi e il loro limite: uno spazio fatto di musica. È già molto.

    Esiste la musica.
    Esiste proprio,
    come lenzuolo lampada
    orologio e casa,
    come nuvola,
    quel suo disumano orto
    d’intenzione
    di ascoltare l’anima
    esiste. Come domino
    di note che si crollano addosso e fanno
    insieme. Insieme si fanno, e sono fatte
    musica. Qualcosa che abbiamo
    perduto o dimenticato
    o rotto forse
    per mani troppo grevi, qualcosa
    di spezzato. Un silenzio eseguito
    un’anima di ghiaccio
    conservata sotto sale.
    Ma cosa cosa ho perduto
    io, mentre ti ascolto
    cara faccia del nulla
    caro amore senza direzione
    care ossa: grazie grazie
    c’è stato qualcuno
    prima di me. È ora
    di affrontare la musica.

    Chandra Livia Candiani, da La bambina pugile, Einaudi, 2014

    * ascoltando Angelo Branduardi – Musica
    https://www.youtube.com/watch?v=4z_3kWAKWLM

    (testo: Forse è soltanto un po’ più in là/la strada giusta per andare/dammi la mano per trovare/la terra dove non è freddo mai/e musica/e sempre musica/e ovunque musica/larghi campi di fragole/ed il tempo di ridere./Ed è soltanto un po’ più in là/dammi la mano, voglio andare/e poi fermarmi a respirare/quel vento caldo che c’è là/e musica/e sempre musica/e ovunque musica/e su di noi le nuvole/non si fermano mai…/è forse un po’ più in là/soltanto un po’ più in là/la terra da trovare/e solo un po’ più in là/è il tempo di guardare/le nuvole passare/e là non è freddo mai.)

    Riaccendi la musica (e la luce)

    nonspegnerelaluce

    Da piccoli avrebbero dovuto insegnarci a riconoscere la musica, la luce e il colore che avevamo dentro di noi. Poi sarebbero servite indicazioni su come non far soffocare dal tempo quella musica, quella luce e quel colore.

    Ma che festa è questa? Qualcuno riaccenda la luce e la musica!

    Ho la musica dentro.
    Lei mi abita
    quando mi alzo
    lei già mi aspetta
    quando cammino
    lei mi cammina davanti
    io sto sempre danzando nella mia carne
    sto sempre sentendo un suono
    che la mia anima sa che esiste
    malgrado la dissonanza
    della mia vita.

    Vera Lùcia de Oliveira, da Il denso delle cose: antologia poetica, Lecce, Besa Editrice, 2007

    * ascoltando Pink Floyd – Shine On You Crazy Diamond
     https://www.youtube.com/watch?v=R0sw2CgysWY; Litfiba – La musica fahttps://www.youtube.com/watch?v=YCW80Bp5NMM

     

    “Finché l’ottava corre”

    organohammond

    Morire alla mia musica!
    Ribolli! Ribolli!
    Tienimi finché l’Ottava corre!
    Presto! Irrompi dalle Finestre!
    Ritardando!
    La Fiala è rimasta, e il Sole!

    Emily Dickinson, traduzione di  Giuseppe Ierolli

    Lasciate che la poesia ribolla in me! Che ribolla sempre, senza interruzione! Chiede Emily Dickinson. Voglio vivere finché le ottave della mia ispirazione continuano a correre veloci, fino a quando la musica corre nella mia mente e irrompe fuori da quelle finestre che mi tengono avvinta. Voglio vivere fino a quando  arriverà il momento del “ritardando”, quando risuoneranno lente le ultime note e resterà soltanto la fiala, il fragile contenitore che teneva dentro di sé le note che sono ormai sparse per il mondo. Questo chiede la poetessa: chiede di morire suonando la propria musica, che per lei era la sua poesia. Come non essere d’accordo con lei?

    * ascoltando  John Miles – Music
    https://www.youtube.com/watch?v=3Nz7gtCArOw