Che cosa ascolti?

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Che musica ascolti appena puoi? Che cosa stai ascoltando in questo momento?

Amica ti contemplo mentre suona

Amica ti contemplo mentre suona
lusi indescai uiz daiamons
le tue due trecce nostalgiche
del collegio di suore una grande casa
dove l’amore tendeva le sue imboscate
nei libri di messa i segni
che ti lasciò in fronte la varicella
ti vedo la bocca amore di scogliere
dove frange la tua voce…
e ugualmente vedo
i segni del tempo consumato al mio fianco
– la musica è finita – raccolgo lo sguardo
e torno a farlo passare sul tuo braccio
sulla tua manica dove sono
le sette di sera
e lo alzo fino al cielo inanimato
che oggi minacciava pioggia.

Marzo 1970

Aníbal Núñez (1944-1987), da Fábulas domésticas, 1972 (traduzione dal web: https://cantosirene.blogspot.it/search?q=An%C3%ADbal+N%C3%BA%C3%B1ez+)

 

Agli dèi della mattinata

Il vento scuote allori e pini. Ai vetri, giù acqua.
Tra fumi e luci la costa la vedi a tratti, poi nulla.
La mattinata si affina nella stanza tranquilla.
Un filo di musica rock, le matite, le carte.
Sono felice della pioggia. O dèi inesistenti,
proteggete I’idillio, vi prego. E che altro potete,
o dèi dell’autunno indulgenti dormenti,
meste di frasche le tempie? Come maestosi quei vostri
luminosi cumuli! Quante ansiose formiche nell’ombra!

Franco Fortini, da Questo muro, Mondadori, 1973

*ascoltando (in auto) la canzone in foto  – https://www.youtube.com/watch?v=Ww-qVcLm97c

(parlando ancora di musica, qui http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/01/28/la-musica/; http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2017/09/05/che-musica-sei/; http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/06/08/1721/)

Se una canzone

Se una canzone ti fa solo male, perché continui ad ascoltarla?

Canzone per cantare una canzone

È musica… Persiste,
fa male all’anima.
Viene talora da un tempo remoto,
da un’epoca impossibile
persa per sempre.
Va oltre i confini della musica.
Ha corpo, profumo,
è come la polvere di una vicenda imprecisa,
di un ricordo che non si è mai vissuto,
di una vaga speranza irrealizzabile.
Si chiama semplicemente:
Canzone

Ma non è soltanto questo.

È anche la tristezza.

Ángel González (1925-2008), da Trattato di urbanistica, 1967 (testo dal web https://cantosirene.blogspot.it/search?q=musica)

* ascoltando Stevie Ray Vaughan  – Little Wing https://www.youtube.com/watch?v=An4uDegHB8s


 

Fortunatamente

ascolta

C’è uno spazio tra la pioggia e il silenzio, tra  i nostri passi e un sorriso, tra la notte e i sogni che vorremmo; c’è uno spazio tra i nostri mondi e il loro limite: uno spazio fatto di musica. È già molto.

Esiste la musica.
Esiste proprio,
come lenzuolo lampada
orologio e casa,
come nuvola,
quel suo disumano orto
d’intenzione
di ascoltare l’anima
esiste. Come domino
di note che si crollano addosso e fanno
insieme. Insieme si fanno, e sono fatte
musica. Qualcosa che abbiamo
perduto o dimenticato
o rotto forse
per mani troppo grevi, qualcosa
di spezzato. Un silenzio eseguito
un’anima di ghiaccio
conservata sotto sale.
Ma cosa cosa ho perduto
io, mentre ti ascolto
cara faccia del nulla
caro amore senza direzione
care ossa: grazie grazie
c’è stato qualcuno
prima di me. È ora
di affrontare la musica.

Chandra Livia Candiani, da La bambina pugile, Einaudi, 2014

* ascoltando Angelo Branduardi – Musica
https://www.youtube.com/watch?v=4z_3kWAKWLM

(testo: Forse è soltanto un po’ più in là/la strada giusta per andare/dammi la mano per trovare/la terra dove non è freddo mai/e musica/e sempre musica/e ovunque musica/larghi campi di fragole/ed il tempo di ridere./Ed è soltanto un po’ più in là/dammi la mano, voglio andare/e poi fermarmi a respirare/quel vento caldo che c’è là/e musica/e sempre musica/e ovunque musica/e su di noi le nuvole/non si fermano mai…/è forse un po’ più in là/soltanto un po’ più in là/la terra da trovare/e solo un po’ più in là/è il tempo di guardare/le nuvole passare/e là non è freddo mai.)

Riaccendi la musica (e la luce)

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Da piccoli dovrebbero (avrebbero dovuto) insegnarci a riconoscere la musica, la luce e il colore che abbiamo dentro di noi, da qualche parte. Poi servirebbero (sarebbero servite) indicazioni su come non farli soffocare dal tempo (e dalle altre parti di noi stessi).

Ho la musica dentro.
Lei mi abita
quando mi alzo
lei già mi aspetta
quando cammino
lei mi cammina davanti
io sto sempre danzando nella mia carne
sto sempre sentendo un suono
che la mia anima sa che esiste
malgrado la dissonanza
della mia vita.

Vera Lùcia de Oliveira, da Il denso delle cose: antologia poetica, Lecce, Besa Editrice, 2007

* ascoltando Pink Floyd – Shine On You Crazy Diamond
 https://www.youtube.com/watch?v=R0sw2CgysWY; Litfiba – La musica fahttps://www.youtube.com/watch?v=YCW80Bp5NMM

 

“Finché l’ottava corre”

organohammond

Morire alla mia musica!
Ribolli! Ribolli!
Tienimi finché l’Ottava corre!
Presto! Irrompi dalle Finestre!
Ritardando!
La Fiala è rimasta, e il Sole!

Emily Dickinson, traduzione di  Giuseppe Ierolli

Lasciate che la poesia ribolla in me! Che ribolla sempre, senza interruzione! Chiede Emily Dickinson. Voglio vivere finché le ottave della mia ispirazione continuano a correre veloci, fino a quando la musica corre nella mia mente e irrompe fuori da quelle finestre che mi tengono avvinta. Voglio vivere fino a quando  arriverà il momento del “ritardando”, quando risuoneranno lente le ultime note e resterà soltanto la fiala, il fragile contenitore che teneva dentro di sé le note che sono ormai sparse per il mondo. Questo chiede la poetessa: chiede di morire suonando la propria musica, che per lei era la sua poesia. Come non essere d’accordo con lei?

* ascoltando  John Miles – Music
https://www.youtube.com/watch?v=3Nz7gtCArOw

La musica

«La terra ha musica per coloro che ascoltano.» W. Shakespeare

chagall violinista

Musica.
Che rapisce e sa unire,  chi è vicino e chi è(ra) lontano. La musica come la poesia:  note o parole, ritmo lento o veloce, se “arriva” non te la togli dalla testa. A volte risveglia, a volte culla, spesso ti fa ballare.

La musica

Quante volte la musica m’afferra come un mare!
Alla mia bianca stella
sotto un arco di bruma o nell’etere immenso
volgo la vela;

proteso il petto in avanti, come tela
gonfi i polmoni,
scalo dei flutti l’ispida catena
che la notte mi vela.

E sento le stesse  passioni in me vibrare
d’una nave che soffre;
il vento propizio, la convulsa tempesta

sul precipizio enorme
mi cullano. Altre volte bonaccia, vasto specchio
del mio tormento…

Charles Baudelaire,  da Spleen e Ideale, tratta da I fiori del male  e altre poesie, Einaudi, traduzione di Giovanni Raboni

 

 

Esiste la musica.
Esiste proprio,
come lenzuolo lampada
orologio e casa,
come nuvola,
quel suo disumano orto
d’intenzione
di ascoltare l’anima
esiste. Come domino
di note che si crollano addosso e fanno
insieme. Insieme si fanno, e sono fatte
musica. Qualcosa che abbiamo
perduto o dimenticato
o rotto forse
per mani troppo grevi, qualcosa
di spezzato. Un silenzio eseguito
un’anima di ghiaccio
conservata sotto sale.
Ma cosa cosa ho perduto
io, mentre ti ascolto
cara faccia del nulla
caro amore senza direzione
care ossa: grazie grazie
c’è stato qualcuno
prima di me; è ora
di affrontare la musica.

Chandra Livia Candiani,  da La bambina pugile, Einaudi, 2014

 

Musica ribelle

(…) Ma da qualche tempo è difficile scappare,
c’è qualcosa nell’aria che non si può ignorare
è dolce, ma forte e non ti molla mai
è un’onda che cresce e ti segue ovunque vai

È la musica, la musica ribelle
che ti vibra nelle ossa
che ti entra nella pelle
che ti dice di uscire
che ti urla di cambiare
di mollare le menate
e di metterti a lottare (…)

da  Musica ribelle – Eugenio Finardi (1976)