Inesistenze

A ben guardare, la nostra testa  “pensante” è piena di cose che non sono mai esistite (anche se ci sembrava facessero un gran rumore).  Tu quali inesistenze vorresti farti scivolare via?

Ormai è sicuro, il mondo non esiste
la sua materia labile che si trasforma
in gioia o dannazione. Quella parete
quella parete, quella strada, quel muro,
quell’occasione infetta che è nella mia testa.
I pensierini. Il tempo.
Mi scivola via l’anima
e io non la trattengo.

Patrizia Cavalli, da Poesie (1974-1992), Einaudi, 1992

°ascoltando John Renbourn – The Lady And The Unicorn (a proposito di inesistenze…) – https://www.youtube.com/watch?v=xFrkrb2GwSI

Avanzare per strappi

 

Stacca (o strappa) il prima dal dopo, la causa dall’effetto, il vero dal falso, la pagina dal libro (…)

 

Verso le dieci, in ozio

Stacca dal colore della rosa
la prima volta che te ne portarono un mazzo
dal battere sui vetri della pioggia
il giorno in cui una finestra venne sfondata;

i sorsi bevuti
dal sapore di caffè;

strappa via dal colophon del libro appena richiuso
i mattini in cui studiavi, avevi cento anni,
andavi a scuola;

non sovrapporre l’ora di adesso
all’ora di buio e all’ora di consolazione,
il giorno senza connotati
al giorno senza connotati;

strappa dividi strappa ancora,
separa questo da quello,
la prima dall’ultima volta

e il suono dello strappo lasciato
chiamalo col mio nome.

Pierluigi Cappello, da Un prato in pendio. Tutte le poesie 1992-2017, Rizzoli, 2018

°ascoltando Yes – Mood for a Day https://www.youtube.com/watch?v=1HqlC8XMeoI&t=7s

Avvertimento

futuroQuello che è stato è stato, “scurdámmoce ‘o ppassato“. E va bene.
Ma almeno al futuro due paroline le voglio scrivere.

Lettera al futuro

A te,
che già adesso
– mentre vado a capo –
non sei più futuro
a te,
che ci imbrogli tutti
illuminandoci gli sguardi
mentre di nuovo cade
la notte
a te,
caro tempo che verrai,
se io non dovessi esserci
almeno dai l’acqua alle piante
lì, sul balcone, e una carezza
a chi gli serve.
Se invece
dovessi esserci anch’io,

sappi che ti romperò l’anima.

Irene Marchi, da Dimmi come stai, Cicorivolta Editore, 2022

* ascoltando John Frusciante – Before The Beginning  https://www.youtube.com/watch?v=J76MeYAGaH8

Lista delle cose da fare: 14 – pausa!

 

Ogni tanto (o anche più spesso) provare a mettere in pausa il caos del mondo.

Si smorzano le voci degli uccelli.
La luna si mette in posa per la foto.
Luccicano le umide guance delle vie.
Il vento porta il profumo di campi verdi.
Lontano, in alto, un piccolo aeroplano
gioca come un delfino.

Adam Zagajewski (Leopoli, 1945 – 2021), da Storia della solitudine, in Dalla vita degli oggetti, a cura di Krystyna Jaworska, Milano, Adelphi 2012

°ascoltando This Will Destroy – “Quiet” · https://www.youtube.com/watch?v=mWRa3-3UM0o&t=67s

(Eventualmente, per altre cose da fare: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/category/lista-delle-cose-da-fare/)

La traccia nascosta

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(Non togliere il disco: c’è ancora musica)

 

Tracce nascoste

aspetta
ascolta bene,
siamo come un vinile
sembriamo finiti – senza più voce –
e invece siamo solcati, tutti,
da una traccia nascosta – profonda –

servono solo pazienza e voglia
di aspettarci
di ascoltarci
fino in fondo al nostro silenzio

perciò ora non togliere quel disco

 

Irene Marchi (Firenze, 1970), da Dimmi come stai, Cicorivolta Edizioni, 2022 (uscito in questi giorni https://www.cicorivoltaedizioni.com/cicorivoltaedizioni_Dimmi_come_stai.htm?fbclid=IwAR3dskM6uhn90PuF0m6ZG1tjLQwtSnuzzg8Qj_q2lxIhgBV4AlLsmg4WdSI)

°ascoltando… beh, prima di tutto direi che ognuno dovrebbe ascoltare il proprio disco, cioè la propria musica interiore e poi, eventualmente e per rimanere in tema, si potrebbe ascoltare quella che forse è la prima traccia nascosta (o ghost track) nella storia della musica moderna: Her Majesty dei Beatles https://www.youtube.com/watch?v=Mh1hKt5kQ_4

Preghiera rock

Oggi una poesia-preghiera molto rock (universale e libera) della “sacerdotessa del rock Patti Smith:

 

preghiera

con le calze di nylon o scalza
stracolma d’orgoglio o curva come l’amore
ramoscello o ballerina al vento
lo stesso vento ma fetido di porci
polline che dà la tosse o rosa
fantastica crudele diversa da tutto

fare a meno dell’apparecchiatura
da sala operatoria
essere immune da ogni danno fisico
conoscere l’amore senza eccezione
essere santa in qualsiasi forma

***

prayer

stocking feet or barefoot
immensely proud or bent like love
twig scaffold
gravedigger or dancer in wind
the same wind yet stinking of pigs
roses or the pollen which makes one cough
cruel fantastic unlike anything else

to have no need for the apparatus
of the operating room
to be safe from bodily harm
to know love without exception
to be a saint in any form

 

Patti Smith, da Il sogno di Rimbaud, Einaudi, 1994, traduzione di Massimo Bocchiola

°ascoltando Patti Smith Group – Ghost Dance https://www.youtube.com/watch?v=MwRZV_zp314

La vita

La vita,

com’è.

 

Mangiare insieme

So che la mia amica se ne sta andando
anche se è ancora seduta lì
di fronte a me, al ristorante,
e si china sul tavolo a mangiare
il pane nell’olio nel mio piatto, so
che capelli fitti aveva una volta,
e cosa le costa liberarsi
del berretto del suo uomo a metà pranzo,
per guardare negli occhi il giovane cameriere
e sorridere quando ci chiede
se va tutto bene. Lei mangia
come un morto di fame – pollo, involtini di vite,
i fiocchi burrosi di sfoglia –
e ciò che la sta uccidendo
mangia, anch’esso.  La osservo che solleva
un’oliva nera, lustra, e ne stacca
la polpa dal nocciolo, osservo
le lunghe dita, fini, e il volto
gonfio di medicine. Abbassa
lo sguardo sul cibo, fingendo
di non sapere che so. Se ne sta andando.
E continuiamo a mangiare.

Kim Addonizio, da Nuova Poesia Americana, Vol.II, a cura di John Freeman e Damiano Abeni, Black Coffee edizioni, 2020

°ascoltando Adrian Berenguer – Midnight Vals https://www.youtube.com/watch?v=b71azegDGoA

I di ingenuità

Sì, ma di quale ingenuità?
L’ingenuità un po’ naīf di un disegno a tinte pastello, l’ingenuità dei bambini –richiamata con allegra tenerezza nella poesia che segue– o la nostra stupida ingenuità che solo a ricordarla ci prenderemmo a schiaffi ogni volta?

***

Mi viene in mente quando eri bambina
e per andare dalle zie passavi
in bici accanto alla rete che cinge
i vasti campi dietro il manicomio,
e ogni volta, aggrappato alla rete,
allegramente un pazzo ti gridava
“Bella bionda perché non vieni a letto
con me?”
e tu non ti fermavi,
non rispondevi,
non eri bionda e non avevi
nessuna voglia di andare a dormire.

Giorgio Orelli (Airolo, Canton Ticino, 1921-2013), da Il collo dell’anitra, Grazanti, 2001

 

°ascoltando Cat Stevens – Child for a Day  https://www.youtube.com/watch?v=lS0N0Rm7J6g&t=7s

(Per altre lettere dell’alfabeto: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/category/alfabeto/)

… “dove il tempo s’arresta”…

(Giugno è il mese dei gigli)

 

Il giglio della sabbia

il giglio della sabbia, lo conosci?
fragile più di ogni altro,
s’alza solo dove il tempo s’arresta,
lì, presso la scogliera immensa,
più d’un giorno non dura,
breve come il miraggio
della maga anche lei sola,
le bestie la cerchiano e le rupi,
brune ancelle nella sosta
tra il gioco della palla e i panni stesi
del fiore e di parole riempirono i canestri,
anche al naufrago appare
e lo consola

oggi che le nubi mi cerchiano
e i pensieri,
bloccato dentro l’auto
sull’Appennino
la grandine che scorre
contro i vetri,
donna a quel giglio
io ti vorrei accanto,
stenderci presso il fiore,
fissare il mare,
sull’acqua che ci fascia
il gabbiano non vola
non scorre il tempo

Umberto Piersanti (Urbino, 1941), da L’albero delle nebbie, Einaudi, 2008

°ascoltando Cat Stevens –  Lilywhite https://www.youtube.com/watch?v=qwp_8Rc0naM

Un comandamento

(Èun ordine!)

 

L’undicesimo comandamento

Undicesimo:
non morire,
ti prego

Michael Krüger (Germania, 1943), da Poco prima del temporale, in Il coro del mondo, Mondadori, 2010, traduzione di Anna Maria Carpi

 

°ascoltando Adrián Berenguer – Youthhttps://www.youtube.com/watch?v=zYVDXffXNVI