I nodi di ogni giorno

nodi tessuto

Com’è il tessuto delle tue giornate?

Anche a te capita spesso di dover rifare la trama?

Dove

Davvero non so dirti
dov’è che il niente disfa
la trama di ogni giorno,
dove, non visto, scioglie
i nodi, ad uno ad uno.

Francesco Scarabicchi (Ancona, 1951), da Il prato bianco, Einaudi, 2017

Adesso, adesso, adesso…

timeaftertime

Può  passare a riprenderlo tra dieci giorni… da quando abbiamo riaperto ne abbiamo accumulati tantissimi, per questo ci serve qualche giorno in più.

Così mi hanno detto in oreficeria quando, a maggio,  alla fine del primo lockdown, ho portato il mio orologio per far cambiare la batteria.  Mi sono allora immaginata tutti questi orologi che durante la quarantena, in una sorta di sciopero, si sono messi d’accordo e si sono bloccati. Riesci a immaginarlo? Gli orologi che fermano il tempo  per ripicca, perché si sentono meno considerati, dato che la maggioranza delle persone ha smesso (temporaneamente!) di correre dietro alle lancette?  Peccato che il tempo si possa fermare soltanto dentro a un quadrante…. ma in fondo cos’è il tempo se non una serie infinita di adesso?

Buona fortuna a noi per ogni nostro adesso.

A volte, vorrei scrivere un libro,
un libro tutto sul tempo,
su come esso non esiste,
su come il passato e il futuro
sono un solo continuo presente.
Penso che tutti – chi è vivo,
chi è vissuto,
e chi ancora ha da vivere – siano vivi adesso.
Vorrei scomporre questo argomento
come un soldato smonta il fucile.

Evgenij Michajlovič Vinokurov (Brjansk, Russia 1925-1993), poesia citata da John Berger in E i nostri volti, amore mio, leggeri come foto, (Il Saggiatore, traduzione di Maria Nadotti, p. 35), testo originale in Post-War Russian Poetry, Penguin, New York 1974

 

Senti chi parla

 solounafoglia

 

Novembre, una foglia

con la mia voce di bosco
calpestato, ti sorrido:
le mie vene diverranno
cielo e carezza viva
per ogni tuo fiore nuovo,
perciò  sorridi anche tu
perché – sempre – tutto passa

©IreneMarchi2020

 

Hai presente la grandine…?

grandine

 

Colpiti

Succede all’improvviso:
ci ghiacciano le spalle
– nel tempo di un respiro –
gli anni cuciti
tra sbadati errori

            e interrotti sorrisi.

E restiamo
come i fili d’erba nella poltiglia
sotto il peso
freddo
della grandine appena caduta.

Irene Marchi, da La parte in ombra, Ensemble Edizioni, 2018

*ascoltando Creedence Clearwater Revival – Have You Ever Seen The Rain https://www.youtube.com/watch?v=g4flAZEgtjs&feature=emb_title

La macchina del tempo è nel garage di Mickey Mouse

what's happening

Nella vita di (quasi) tutti c’è qualcosa che sembra essere arrivato troppo tardi.
(E l’orologio non ci obbedisce mai).

Devo sbrigarmi a nascere;
devo conoscere
Michela
sulla pista da sci;
devo prima imparare a camminare,
così per potere,
magari,
scappare;
devo imparare a parlare,
(anche se,
soprattutto,

devo imparare
a stare zitta); devo andare in bicicletta
senza mani;
devo al più presto
usare le mani,
per accarezzare;

vedere i pesci, con la testa sott’acqua;
devo chiedere a mia nonna
di insegnarmi tutte
le ricette
e come smacchiare le macchie
sulle camicie
preferite;

devo dare il primo bacio,
al parco…
Se potessi
di nuovo
rinascere –
presto, a rivivere,
presto –
direi,
così non tardiamo ad amarci noi.

Beatrice Zerbini, da In comode rate – Poesie d’amore, Interno Poesia Editore, 2020

*ascoltando Dream Theater – This Is the Life https://www.youtube.com/watch?v=jTXTGCTrYv8

La dimensione del silenzio

stanchezzatremenda

Anche il silenzio  (inteso come assenza di “rumore”)
ha bisogno di un suo spazio nel nostro tempo.
Se ben coltivato, potrebbe anche trasformarsi in uno spazio fiorito (?)

E poi c’è quella cosa meravigliosa
che è il silenzio. C’è quello spazio
tempo vuoto e denso che lascia
tutto com’è, impregiudicato:
prima del prima e dopo del dopo,
grembo dell’infinito nulla
e del creato.

Franco Marcoaldi, da La trappola, Einaudi, 2012

*ascoltando Noir Désir – Le Vent Nous Portera https://www.youtube.com/watch?v=yA3vx6a4uqM

Quali ingredienti?

 

nocomment

L’impasto

Zucchero, farina,
un pizzico dei tuoi pensieri
– quando non ti accorgi di pensare –
burro, lievito
e poi  le tue parole
a pezzetti, sillabe sottili
come la tua voce
– abbonda con la voce, se l’impasto non risponde.

 
Lascia riposare
per  tutto il tempo che non hai
per quello che hai perso
per quello che vorresti.
Assaggia la tua vita:
che sapore ha?

Solo tu hai la ricetta,
non perderla.

Irene Marchi, da L’uso delle parole e delle nuvole, Cicorivolta Editore, 2020

*ascoltando Sting-Soul Cake https://www.youtube.com/watch?v=k1gRK8hwqkY

C’era una volta…

 

  … e ci sarà ancora.

Il ciliegio

C’era un uomo
coi capelli bianchi
innamorato di un ciliegio.
E quando veniva
la primavera si
metteva sotto i rami
e aspettava che i fiori
gli cadessero nelle mani
e lui li faceva arrivare
a terra piano piano.

Tonino Guerra (Santarcangelo di Romagna, 1920-12012), da L’infanzia del mondo. Opere 1946-2012

 

*ascoltando  Angelo Branduardi  Il ciliegio https://www.youtube.com/watch?v=L4LmIT6HbIo

Il giorno rubato

senza parole

30 febbraio

Senza contare le periodiche misteriose scomparse del 29 febbraio
ogni anno in amore
ci depredano di un giorno.

Quand’ero giovane non ne tenevo conto,
anche senza quello
c’erano abbastanza sabati e mercoledí.

Oggi per me è importante ogni giorno
in cui ti posso guardare.

Il nostro feudo
che si estendeva per cinquant’anni di futuro
si è ridotto ad un piccolo podere contadino.

[1976]

 Izet Sarajlić, da Chi ha fatto il turno di notte, Einaudi, 2012

*ascoltando Sigur Rós – Untitled 3 https://www.youtube.com/watch?v=UeuvegBZFuM

Un filo per ogni ferita

adieu

Anche se può sembrare impossibile, prima o poi ogni ferita si cicatrizza.

 

Le cicatrici

Non c’è cicatrice, per quanto brutale paia,
che non racchiuda bellezza.
Una precisa storia si narra in essa,
un qualche dolore. Ma anche la sua fine.
Le cicatrici, allora, sono le cuciture
della memoria,
una finitura imperfetta che sana
danneggiandoci. La forma
che il tempo trova
di non dimenticare mai le ferite.

°°°

Las cicatrices

No hay cicatriz, por brutal que parezca,
que no encierre belleza.
Una historia puntual se cuenta en ella,
algún dolor. Pero también su fin.
Las cicatrices, pues, son las costuras
de la memoria,
un remate imperfecto que nos sana
dañándonos. La forma
que el tiempo encuentra
de que nunca olvidemos las heridas.

Piedad Bonnett (Colombia, 1951),  da Explicaciones no pedidas, Visor, 2011

 

*ascoltando Leonard Cohen – Come Healing https://www.youtube.com/watch?time_continue=3&v=AA9VExCEV_k