Disattenzioni

albero autunnale foglie gialle e rosse

C’è stato qualcosa di bello (come l’autunno di questa poesia) della cui esistenza ti sei accort* (molto o addirittura troppo) in ritardo?

L’autunno

E intanto fuori c’era l’autunno.
Non lo sapevo prima. C’era.
In ogni foglia, nell’aria, nella
luce. C’era. E io l’avevo lasciato solo
non lo avevo sorretto, non ammirato
non ero stata sbalordita dai gialli e
dai rossi che infiammava.
O dall’albero quando sta come nudo, con veste
di foglie garbata caduta ai suoi piedi.
Incredulo, l’albero – attonito
pudico. Non lo avevo guardato.
E adesso dalla finestra chiamava –
l’autunno – col suo mesto sorriso e
di nuovo io sorprendevo, adoravo.
Benvenuto a te che fai del morire
un’epopea di colori.

Mariangela Gualtieri, da
Riassunto della creazione, in Quando non morivo, Einaudi, 2019

Senti chi parla

 solounafoglia

 

Novembre, una foglia

con la mia voce di bosco
calpestato, ti sorrido:
le mie vene diverranno
cielo e carezza viva
per ogni tuo fiore nuovo,
perciò  sorridi anche tu
perché – sempre – tutto passa

©IreneMarchi2020

 

La parola

la parola

Riusciremo mai a ricordarci la parola di cui si parla in questa poesia?

 

Mentre cade l’autunno

Aspettiamo
avvolti dalle foglie dorate.
Il mondo non finisce nel tramonto,
e soltanto i sogni
hanno come limite le cose.
Il tempo ci conduce
nel suo labirinto di fogli bianchi
mentre cade l’autunno
sul cortile della nostra casa.
Avvolti dalla nebbia incessante
continuiamo ad aspettare:
la nostalgia è vivere senza ricordare
da quale parola siamo stati inventati.

***

Mientras cae el otoño

Nosotros esperamos
envueltos por las hojas doradas.
El mundo no acaba en el atardecer,
y solamente los sueños
tienen su límite en las cosas.
El tiempo nos conduce
por su laberinto de hojas en blanco
mientras cae el otoño
al patio de nuestra casa.
Envueltos por la niebla incesante
seguimos esperando:
La nostalgia es vivir sin recordar
de qué palabra fuimos inventados.

Giovanni Quessep (San Onofre, Colombia,1939), da El ser no es una fábula, 1968

 

Senti anche tu?

v

 

Note dolci

L’uva fragola mi sta cantando
una canzone più dolce di ogni paura
la musica io non la so scrivere
ma so ascoltare –  senti il ritornello…
ci accarezza il controcanto
del vento – e lei canta, piano,  le sue note
profumate: anch’io  –  mi sussurra  –
ho creduto di non meritare il sole
ma ora sono matura tra le tue mani

©IreneMarchi2020

non infierire

Flower Power

flowers

Le fantasie floreali o si amano o si odiano. Tu, da che parte stai?

 

“Strase” a fiori

L’autunno – avvolgente e necessario –
non addormenterà i miei vestiti a fiori

ho l’anima – e i capelli – freak
lo ammetto, ma i fiori addosso
non sono una bandiera,
sono mia nonna che mi tiene per mano
a cinque anni come a venti:
io e i miei fiori sbiaditi, fuori tempo
e lei, autunno dolcissimo,
che sorridendo diceva:
Te si bea anca co’ ‘na strasa.

©IreneMarchi2020

(P.S. il dialetto è veneto: strasa  vuol dire straccio)

*ascoltando Jeff Buckley & Elizabeth Fraser – All Flowers In Time Bend Towards The Sun https://www.youtube.com/watch?v=JnPvnIKCJYA

Un po’ d’autunno

natureheart

Nel cuore dell’autunno
o con l’autunno nel cuore?

Crudele, amore
percorri l’autunno;
nei cui capelli l’ultimo fiore,
le labbra fredde e canti

per prime appassiranno, passeranno?
un sole a fiordipelle
cade e, crudele,
sull’erba
viene la luna

amore, percorri
l’autunno
amore, perché l’ultimo
fiore tra i capelli sfiorisce;
i capelli freddi a
sogni,
amore tu sei fragile

– percorri l’intero autunno
sorridi cinereo alla gente,
che per l’inverno
sghemba s’affanna.

°°°

Cruelly, love
walk the autumn long;
the last flower in whose hair,
they lips are cold with songs

for which is
first to wither, to pass?
shallowness of sunlight
falls, and cruelly,
across the grass
comes the
moon

love, walk the
autumn
love, for the last
flower in the hair withers;
thy hair is acold with
dreams,
love thou art frail

—walk the longness of autumn
smile dustily to the people,
for winter
who crookedly care.

Edward Estlin Cummings (Cambridge, 1894- 1962), da Tulip & Chimneys, 1923

*ascoltando Michael Nyman  – The Heart Asks Pleasure First / The Promise https://www.youtube.com/watch?v=8Wt8qgUo4kI

La voce di ottobre

che cosa succede

Ascolta

se le foglie di ottobre
fossero parole,
pensa a quante poesie

ballerebbero

nel

vento

prima

di

sfiorarci

volando

a  terra

 

(senti come bisbiglia l’aria, oggi)

©Irene Marchi 2019

*ascoltando Van Morrison – Autumn Song https://www.youtube.com/watch?v=lX9UTWh4VDw

 

Qualcosa da ascoltare

 

foglie

 

La musica nuova

La stagione delle foglie che cantano
può regalarti una musica nuova
 
quale sia il  suo colore non lo so
e non so dove ti porterà,
ma se resti in silenzio
puoi sentirne anche il profumo
 
profumo  di foglie
cantate dal vento

©Irene Marchi 2019

*ascoltando Autumn leaves (instrumental) – suonata da Eva Cassidy
https://www.youtube.com/watch?v=6AdArlLdpNc

Due passi tra le foglie

fogliecadute

Uno dei piaceri della vita: camminare affondando le scarpe tre le foglie cadute,  ammucchiate ai lati di un viale (perché a guardare bene non ci sono solo le auto parcheggiate!), e ascoltare la voce  (sincera) di quel mucchio frusciante sotto i piedi. Il tempo dell’estate è finito, e anche molto altro, ma questi passi sulle foglie sono una vera consolazione (nonostante la loro malinconia). Che dici, andiamo?

Foglie morte

Veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali
soprattutto se sono ippocastani
soprattutto se passano dei bimbi
soprattutto se il cielo è sereno
soprattutto se ho avuto, quel giorno, una buona notizia
soprattutto se il cuore, quel giorno, non mi fa male
soprattutto se credo, quel giorno, che quella che amo mi ami
soprattutto se quel giorno mi sento d’accordo con gli uomini e con me stesso
veder cadere le foglie mi lacera dentro
soprattutto le foglie dei viali dei viali d’ippocastani.

Lipsia, settembre 1961

Nazim Hikmet, traduzione di Joyce Lussu

 

Autunno malato

Autunno malato e adorato
Morirai quando l’uragano soffierà sui roseti
Quando avrà nevicato
Sui frutteti

Povero autunno
Muori in biancore e ricchezza
Di neve e di frutti maturi
In fondo al cielo
Planano sparvieri
Sulle nixi graziose dai capelli verdi e nane
Che non hanno mai amato

Sui confini lontani
I cervi hanno bramito

E quanto amo stagione quanto amo i tuoi suoni
I frutti che cadono e che nessuno raccoglie
Il vento e la foresta che piangono
Tutte le loro lacrime d’autunno foglia a foglia
Le foglie
Pestate
Un treno
Che passa
La vita
Che va.

Guillaume Apollinaire, da Alcools, 1913.

* con poca originalità ascolterei Autumn Leaves (ne ho parlato qui http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/06/23/note-poesia/), ancora e ancora in tutte le sue infinite versioni.