Giorno e notte

fila di pioppi autunno stradajpg

Tu che cosa vorresti chiedere?

Preghiera

Per i miei giorni chiedo,
Signore dei naufragi,
non acqua per la sete, bensì la sete,
non sogni
bensì la voglia di sognare.
Per le notti,
tutta l’oscurità necessaria
per affogare la mia oscurità.

 
***

Oracíon

Para mis días pido,
Señor de los naufragios,
no agua para la sed, sino la sed,
no sueños
sino ganas de soñar.
Para las noches,
toda la oscuridad que sea necesaria
para ahogar mi propia oscuridad.

Piedad Bonnett (Colombia, 1951), da Tretas del débil (Stratagemmi del debole),Valparaíso Ediciones, Spagna 2013, traduzione di Alessio Brandolini

ascoltando John Renbourn – The Black Balloon  https://www.youtube.com/watch?v=tpzGkpH9ZZU

Oggetti parlanti

stella e mele rosse

Che cos’è, tra gli oggetti che “vivono” in casa con te, che ti fa tornare indietro nel tempo? Sì che c’è qualcosa, non dire di no…

Bambina

Ho cinquant’anni  – e ne sono certa –
ho vissuto più GiorniDiNatale
di quelli che vivrò,  eppure una
piccola stella di legno, rossa e bianca
– mentre la appendo, qui in cucina –
mi dice dai, sogna ancora, che sei
bambina. Tu, dimmi, le crederesti?

©IreneMarchi2020

S di sogni

Illustrazione tratta dal libro “Incontri-Disincontri”, Jimmy Liao, traduzione di Silvia Torchio, Terre di Mezzo editore, 2017

Illustrazione tratta dal libro “Incontri-Disincontri”, Jimmy Liao, traduzione di Silvia Torchio, Terre di Mezzo editore, 2017

Sognare o non sognare: è questo il dilemma?
No,  conviene sognare, sempre e comunque.

 

Tieniti stretti i sogni

Tieniti stretti i sogni
perché se i sogni muoiono
la vita è un uccello dalle ali spezzate
che non può volare.

Tieniti stretti i sogni
perché quando i sogni se ne vanno
la vita è un campo arido
gelato dalla neve.

°°°

Hold fast to dreams

Hold fast to dreams
For if dreams die
Life is a broken-winged bird
That cannot fly

Hold fast to dreams
For when dreams go
Life is a barren field
Frozen with snow.

Langston Hughes (Joplin, Missouri, 1902 – New York, 1967)

*ascoltando Vangelis – Dream in an Open Place https://www.youtube.com/watch?v=1vGEtow5S7I

(per altre lettere dell’alfabeto qui)

A che gioco giochiamo?

eh?

A che cosa giochiamo?  (Una bella domanda per tutti…)

Chi si ferma sogna

Si torna all’infanzia
dall’infanzia all’ombra
dall’ombra all’ombra di un fiore
dall’ombra di un fiore al profumo
dal profumo al cuore

°°°

Si fa solo per amore

Uno fa il ladro di sogni
quando tutti dormono
avvolto in un mantello nero
con passo felpato
ruba i sogni a un innamorato
e li porta in forma di rosa
alla persona che ama

°°°

Si gioca a prendersi…

un tempo per le ferite e i tacchi
un tempo per spaccare in due la notte
un tempo per perdere il controllo
un tempo per cancellare il tuo nome
un tempo per alzare tutta la polvere che c’è
un tempo per non lasciarti andar via
il tempo per chiudere gli occhi
il tempo per un piccolo svago
il tempo di un vestito leggero
il tempo rimasto nella tasca del cappotto
il tempo che quando se ne va non è per sempre

Poesie di Vasco Mirandola, da 20 giochi, in E se fosse lieve, Cleup, 2016

*ascoltando Gianmaria Testa – La Giostra https://www.youtube.com/watch?v=nXsrcX1jdZY

Andiamo a dormire

dormiamoScrivi i sogni che vuoi fare e metti il foglio sotto al cuscino. Chissà se funziona.

Cosí schiava. Che roba!
Cosí barbaramente schiava. E dai!
Cosí ridicolmente schiava. Ma insomma!
Che cosa sono io?
Meccanica, legata, ubbidiente,
in schiavitú biologica e credente. Basta,
scivolo nel sonno, qui comincia
il mio libero arbitrio, qui tocca a me
decidere che cosa mi accadrà,
come sarò, quali parole dire
nel sogno che mi assegno.

Patrizia Cavalli, da Datura, Einaudi

*ascoltando Funkadelic – Maggot Brain
https://www.youtube.com/watch?v=elCC5JKmh54

No al disincanto

lettere biblio

Se perdi la voglia di sognare, cosa ti rimane?

L’utopia è là, all’orizzonte.
Mi avvicino di due passi, lei si allontana di due passi.
Faccio dieci passi e l’orizzonte si sposta di dieci passi.
Per quanto cammini, mai la raggiungerò.
A cosa serve l’utopia?
Serve a questo: a camminare.

Eduardo Galeano (1940 – 2015), da Parole in cammino

Noi
abbiamo l’allegria delle nostre allegrie
e abbiamo pure
l’allegria dei nostri dolori.
Perché non ci interessa la vita indolore
che la civiltà del consumo
vende nei supermercati.
E siamo orgogliosi
del prezzo di tanto dolore
che per tanto amore abbiamo pagato.
Noi
abbiamo l’allegria dei nostri errori
dei ruzzoloni che provano la passione
dell’andare e l’amore verso il cammino.
Abbiamo l’allegria delle nostre sconfitte
perché la lotta
per la giustizia e la bellezza
vale la pena persino quando si perde.
E abbiamo sopra tutte le cose
l’allegria delle nostre speranze
mentre impazza la moda del disincanto
ora che il disincanto è diventato
un articolo di consumo massivo e universale.
Noi.

Eduardo Galeano (1940 – 2015), traduzione di M. Fernàndez

*ascoltando (leggendo) Eduardo Galeano: “Vivere senza paura” https://www.youtube.com/watch?v=6oU-3VKnZSw
e Aerosmith –  Dream On  https://www.youtube.com/watch?v=54BCLYNkFKg

Balliamo?

ballo

Quando è stata l’ultima volta che hai ballato (o hai immaginato di ballare)?

 

Il minuetto

Splendide mattinate.
Giorni in cui mi manca tanto che non mi manca niente.
Mi basta questa vita e non voglio altro. Immobile,
spero che nessuno arrivi.
Ma se arriva qualcuno, spero sia lei.
Quella con le stelline di brillanti
sulla punta delle scarpe.
La ragazza che ho visto danzare il minuetto.
Quell’antica danza.
Il minuetto. Lo danzava
come doveva essere danzato.
E a modo suo.

Raymond Carver, da Orientarsi con le stelle – Tutte le poesie, Minimum Fax, traduzione di Riccardo Duranti e Francesco Durante.

* ascoltando Take this Waltz – Leonard Cohen; Dance, Dance, Dance – Neil Young.