Abracadabra?

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L’amore è sicuramente (anche) magia.
Ma ha per forza bisogno di trucchi, formule e incantesimi?

 

Valse brillante

Una danza di Chopin irrompe nella sala,
una frenetica, scatenata danza,
Le finestre riflettono aria di tempesta,
una corona appassita orna il pianoforte.

Il pianoforte tu, il violino io,
così suoniamo e non finiamo mai
ed aspettiamo ansiosi, tu ed io,
chi romperà per primo l’incantesimo.

Chi si fermerà per primo in mezzo al ritmo
e spingerà via da sé i lumi,
e chi per primo farà la domanda
alla quale risposta non c’è.

Hermann Hesse (1877, Calw, Germania 1962), da Sämtliche Werke

*ascoltando Steve Miller Band – Abracadabra https://www.youtube.com/watch?v=rnqV3syGMU8

Evasioni

Quando ti senti soffocare e hai la sensazione di essere in una prigione,
che cosa riesce a liberare il tuo pensiero?

Benvenuta, donna mia, benvenuta!

certo sei stanca
come potrò lavarti i piedi
non ho acqua di rose né catino d’argento

certo avrai sete
non ho una bevanda fresca da offrirti

certo avrai fame
e io non posso apparecchiare
una tavola con lino candido

la mia stanza è povera e prigioniera
come il nostro paese.

Benvenuta, donna mia, benvenuta!

hai posato il piede nella mia cella
e il cemento è divenuto prato
hai riso
e rose hanno fiorito le sbarre

hai pianto
e le perle sono rotolate sulle mie palme

ricca come il mio cuore
cara come la libertà
è adesso questa prigione.

Benvenuta, donna mia, benvenuta!

Nazim Hikmet (Salonicco, 1902– Mosca, 1963),
da Poesie d’amore, Mondadori, 2002, traduzione di J. Lussu, V. Mucci

*ascoltando Iggy Pop – Free https://www.youtube.com/watch?v=IcJx_oLbWqo

Il disamore

blablablabla

Se l’alchimia dell’amore è incomprensibile,
quella del disamore lo è altrettanto.
Ma è molto meno simpatica.

Il disamore non è mai reciproco.
Uno dice che l’amore è finito,
l’altro è sempre un po’ stupito.

Franco Arminio, da L’infinito senza farci caso – Poesie d’amore, Bompiani, 2019

°°°

Bolero

Che vanità immaginare
che posso darti tutto, l’amore e la felicità,
viaggi, musica, giocattoli.
Certo è così:
tutto quel che ho te lo do, certo,
ma tutto quel che ho non ti basta
come a me non basta
tutto il tuo.
Per questo non saremo mai
la coppia perfetta, la cartolina,
se non siamo in grado di accettare
che solo in aritmetica
il due nasce da uno più uno.
Perciò ecco un bigliettino
che dice solo:
Sei sempre stata il mio specchio,
Voglio dire che per vedermi devo guardare te.

E questo frammento:
La lenta macchina del disamore
gli ingranaggi del riflusso
i corpi che abbandonano i cuscini
le lenzuola i baci
e in piedi davanti allo specchio si domandano
ognuno a se stesso
e senza guardarsi
non nudi l’uno per l’altra
io non ti amo,
amore mio.

Julio Cortázar, da Salvo el crepúsculo, 1985

*ascoltando Manu Chao – Je ne t’aime plus https://www.youtube.com/watch?v=Qn6IBCYVQAY

Stiamo luccicando?

candeleaccese

La poesia
ci assicura un grado intenso
dell’essere vivi,
ci distrae dalla vita
come intrattenimento,
ci porta alla vita come amoroso
corteggiamento
col tempo che passa.
Si tratta di un’operazione fallimentare,
non c’è poesia senza fallimento,
ma nel fallimento fiammeggia l’amore.
La poesia è l’esercizio migliore
per restare sensuali:
nessun corpo è inerte,
ogni abbraccio porta doni,
ogni sguardo porta lontano.
La poesia e l’amore
sono il nostro cadere più vero
nel mondo:
stiamo luccicando prima di spegnerci.

Franco Arminio, da L’infinito senza farci caso – Poesie d’amore, Bompiani, 2019

*ascoltando Miles Davis – Concierto de Aranjuez  https://www.youtube.com/watch?v=CsWidlDldVk

Definizione non pervenuta

melograna

Definizione di Amore: l’amore è…? L’amore non esiste è il titolo di una canzone (di Fabi, Gazzè, Silvestri), però nella canzone si parla dell’eccezione che confermerebbe la regola (?); L’amore dura tre anni è invece il titolo di un libro (L’amour dure trois ans di Frédéric Beigbeder, 1997), poi però nel libro…; l’amore è dolce, l’amore è aspro… anzi, spesso è dolce e aspro allo stesso tempo (sì, proprio come i chicchi di una melagrana!).
Insomma, tutto e il contrario di tutto: con l’amore credo vada proprio così. Quindi è forse impossibile definirlo, un po’ come la poesia. Voi che dite?

Cos’è l’amore?

Cos’è l’amore?
Amicizia incendiata?
Una partita a scacchi senza torri – una regina
riottosa,
un re raggelato, a studiare le mosse?
Facile da cominciare – come la guerra –
Ma difficile da finire?

Amore regge senza legge,
dicono gli italiani.
Luce del sole sulla nudità?
Sodalizio con un pizzico di pepe?
Una commedia? Una tragedia?
Un melodramma?
Una satira sull’umana follia?

Sogno, bisogno, fiducia, gioco?
Due persone che prendono fuoco?
Collisione di stelle?
Fusione di pianeti a un calore feroce?
L’amore è tutte queste cose.

L’amore conta.
L’amore canta.

Erica Jong, da Il mondo è cominciato con un sì, Bompiani, 2019

*ascoltando John Lennon  – Love https://www.youtube.com/watch?v=HybcK892uBY

Fate l’amore!

sonetto

 Ha ragione il poeta  qui sotto: l’amore va vissuto.
Scritto, va anche bene sì… ma non troppo! O no?

Sonetto

Abbiamo bisogno di quattordici versi, tredici ora,
e dopo questo appena una dozzina
per varare una barchetta sui mari colpiti dalla tempesta d’amore,
poi ne rimangono ancora solo dieci come file di fagioli.
È facile, se non vuoi fare come gli Elisabettiani
e insistere che si vedono i bonghi giambici
e mettere le rime alla fine dei sei versi,
una per ciascuna stazione della croce.
Ma resta qui mentre svoltiamo
negli ultimi sei dove tutto sarà risolto,
dove i desistere e i mal di cuore troveranno fine,
dove Laura dirà a Petrarca di deporre la penna,
di togliersi quelle strambe braghe medievali,
di soffiare sulla candela, e di venire finalmente a letto.

°°°

Sonnet

All we need is fourteen lines, well, thirteen now,
and after this one just a dozen
to launch a little ship on love’s storm-tossed seas,
then only ten more left like rows of beans.
How easily it goes unless you get Elizabethan
and insist the iambic bongos must be played
and rhymes positioned at the ends of lines,
one for every station of the cross.
But hang on here wile we make the turn
into the final six where all will be resolved,
where longing and heartache will find an end,
where Laura will tell Petrarch to put down his pen,
take off those crazy medieval tights,
blow out the lights, and come at last to bed.

Billy Collins (New York, 1941), traduzione di Franco Nasi

*ascoltando Elmore James – Make A Little Love https://www.youtube.com/watch?v=KsfOpdp4r6Q

Un po’ d’autunno

natureheart

Nel cuore dell’autunno
o con l’autunno nel cuore?

Crudele, amore
percorri l’autunno;
nei cui capelli l’ultimo fiore,
le labbra fredde e canti

per prime appassiranno, passeranno?
un sole a fiordipelle
cade e, crudele,
sull’erba
viene la luna

amore, percorri
l’autunno
amore, perché l’ultimo
fiore tra i capelli sfiorisce;
i capelli freddi a
sogni,
amore tu sei fragile

– percorri l’intero autunno
sorridi cinereo alla gente,
che per l’inverno
sghemba s’affanna.

°°°

Cruelly, love
walk the autumn long;
the last flower in whose hair,
they lips are cold with songs

for which is
first to wither, to pass?
shallowness of sunlight
falls, and cruelly,
across the grass
comes the
moon

love, walk the
autumn
love, for the last
flower in the hair withers;
thy hair is acold with
dreams,
love thou art frail

—walk the longness of autumn
smile dustily to the people,
for winter
who crookedly care.

Edward Estlin Cummings (Cambridge, 1894- 1962), da Tulip & Chimneys, 1923

*ascoltando Michael Nyman  – The Heart Asks Pleasure First / The Promise https://www.youtube.com/watch?v=8Wt8qgUo4kI

Dire, fare… giocare?

buongiorno

 

Scacchi

Perché eravamo amici e, a volte, ci amavamo;
o forse per aggiungere un altro interesse
ai tanti che già ci impegnavano
decidemmo di giocare a giochi di strategia.

Collocammo un tavolo davanti a noi
con equità di pezzi e di valori
con possibilità di mosse.

Imparammo le regole, ne giurammo il rispetto
e cominciò la partita.

Siamo rimasti qui per un secolo, seduti, meditando
ferocemente
come sferrare il colpo finale che debelli
in modo inappellabile, e per sempre, l’altro.

°°°

Ajedrez

Porque éramos amigos y a ratos, nos
amábamos;
quizá para añadir otro interés
a los muchos que ya nos obligaban
decidimos jugar juegos de inteligencia.

Pusimos un tablero enfrente
equitativo en piezas, en valores,
en posibilidad de movimientos.

Aprendimos las reglas, les juramos respeto
y empezó la partida.

Henos aquí hace un siglo, sentados,
meditando encarnizadamente
como dar el zarpazo último que aniquile
de modo inapelable y, para siempre, al otros

Rosario Castellanos (Città del Messico, 1925 Tel Aviv, 1974), da Giochi di strategia – Antologia poetica, 1989

*ascoltando Amy Winehouse – Love Is A Losing Game https://www.youtube.com/watch?v=nMO5Ko_77Hk

Vecchi vestiti

nocomment

Ci sono abiti, sciarpe, maglioni… che proprio non si possono buttare via o fare a pezzi.

Sul tavolo

Ci terrei a precisare che ho comprato
questa tovaglia
con il suo semplice disegno ripetitivo
di fiori viola scuro non menzionati
da alcun botanico
perché mi ricorda quel vestito stampato
che indossavi
l’estate che ci siamo conosciuti (un vestito
– hai sempre sostenuto –
che non ti ho mai detto che mi piaceva).
Be’, mi piaceva, sai. Mi piaceva.
Mi piaceva un sacco, che ci fossi tu dentro
oppure no.

Come è potuto uscirsene così in silenzio
dalla nostra vita?
Detesto (proprio detesto) l’idea di qualche
altro sedere
che faccia svolazzare a sinistra e a destra
quelle pesanti corolle.
Detesto ancor più immaginarmelo sgretolarsi
in una discarica
o fatto a brandelli – un pezzo qui che pulisce
un’astina dell’olio
un pezzo là intorno a una crepa in un tubo
di piombo.

È passato tanto tempo ormai, amore mio,
tanto tempo,
ma stanotte proprio come la nostra prima
notte sono qua,
la testa leggera tra le mani e il bicchiere
pieno,
che fisso i grossi petali sonnolenti fino
a quando si mettono in moto,
amandoli ma con il desiderio di sollevarli,
di schiuderli,
persino di farli a pezzi, se questo è quanto
ci vuole per arrivare
alla tua bellissima pelle, desiderosa,
calda, candida come la luna.

Andrew Motion (Londra, 1952), da AA. VV., Nuove poesie d’amore,  a cura di Angela Urbano, Crocetti Editore, 2010, traduzione di Helena Sanson

*ascoltando U2- If You Wear That Velvet Dress https://www.youtube.com/watch?v=llQEwkKUDbY