Esercizi di stile

bottoni tanti bei bottoni

Lo scrittore francese Raymond Queneau, in Exercices de style (Esercizi di stile,  pubblicati in prima edizione nel 1947),  scrisse novantanove versioni stilistiche differenti di uno stesso semplice episodio di vita quotidiana. Uno stesso fatto viene quindi rivisitato in novantanove modi differenti, ma l’episodio raccontato è comunque sempre lo stesso.

E questo, in fondo, non succede anche a noi, qualche volta? Non ti capita mai, infatti, di raccontarti  in modo diverso – va bene, sì, non proprio in novantanove modi diversi!– un fatto che ti riguarda e che proprio non ti piace ma, comunque tu lo rigiri e te lo racconti, quel fatto rimane sempre tale e quale? A me sì, è capitato: nonostante l’esercizio di stile, determinati fatti non sono cambiati per nulla…

Notazioni

      Sulla S, in un’ora di traffico. Un tipo di circa ventisei anni, cappello floscio con una cordicella al posto del nastro, collo troppo lungo, come se glielo avessero tirato. La gente scende. Il tizio in questione si arrabbia con un vicino. Gli rimprovera di spingerlo ogni volta che passa qualcuno. Tono lamentoso, con pretese di cattiveria. Non appena vede un posto libero, vi si butta. Due ore più tardi lo incontro alla Cour de Rome, davanti alla Gare Saint-Lazare. È con un amico che gli dice: «Dovresti far mettere un bottone in più al soprabito». Gli fa vedere dove (alla sciancratura) e perché.

Metaforicamente

  Nel cuore del giorno, gettato in un mucchio di sardine passeggere d’un coleottero dalla grossa corazza biancastra, un pollastro dal gran collo spiumato, di colpo arringò la più placida di quelle, e il suo linguaggio si librò nell’aria, umido di protesta. Poi, attirato da un vuoto, il volatile vi si precipitò. In un triste deserto urbano lo rividi il giorno stesso, che si faceva smoccicar l’arroganza da un qualunque bottone.

      

Modern Style

     Okey baby, se vuoi proprio saperlo. Mezzogiorno, autobus, in mezzo a una banda di rammolliti. Il più rammollito, una specie di suonato con un collo da strangolare con la cordicella che aveva intorno alla berretta. Un floscio incapace anche di fare il palo, che nel pigia-pigia, invece di dar di gomito e di tacco come un duro, piagnucola sul muso a un altro duro che dava di acceleratore sui suoi scarpini – tipi da colpire subito sotto la cintura e poi via, nel bidone della spazzatura. Baby, ti ho abituata male, ma ci sono anche ometti di questo tipo, beata te che non lo sai.
      Okey, il nostro fiuta l’uppercut e si butta a sbavare su un posto per mutilati, perché un altro rammollito se l’era filata come se arrivasse la Madama.
      Finis. Lo rivedo due ore dopo, mentre io tenevo duro sulla bagnarola, e che ti fa il paraplegico? Si fa mettere le mani addosso da un floscio della sua razza, che gli fiata sulla balconata una storia di bottoni su e giù che sembrava Novella Duemila.

 

Versi liberi

      L’autobus
      pieno
      il cuore
      vuoto
      il collo
      lungo
      il nastro
      a treccia
      i piedi
      piatti
      piatti e appiattiti
      il posto
      vuoto
      e l’inatteso incontro alla stazione dai mille fuochi spenti
      di quel cuore, di quel collo, di quel nastro, di quei piedi,
      di quel posto vuoto
      e di quel
      bottone.

Raymond Queneau (Le Havre, 1903-1976), da Esercizi di stile, traduzione di Umberto Eco, Einaudi

ascoltando  Led Zeppelin – The Song Remains the Same https://www.youtube.com/watch?v=dRnKvXqti6M

Giuste o sbagliate?

ombrajpg

Ti fidi delle tue percezioni?

Il giardino

Noi andavamo leggeri
in una notte d’estate
per un fresco giardino?
La tua mano
ho sfiorato o una foglia?
La tua bocca ho baciato
o un frutto umido e dolce?
La tua mano mi salutò tra le piante
o era falce di luna
che tramontava lontano?

Lalla Romano (Demonte [Cuneo], 1906-2001), da Fiore, in Lalla Romano – Opere, vol. 1 (I Meridiani, Mondadori)

♥ ascoltando Kaki King – Doing the Wrong Thing https://www.youtube.com/watch?v=4PaWKB1ubqc

A spasso tra le nuvole

la testa tra le nuvole watercolors

Tu propendi per la scuola “testatralenuvole” o “tuttigiùperterra”?

Rassicurazione

avere la testa tra le nuvole
mi ha salvato tante, tante volte
dal cadere male nella realtà
mi ha insegnato a respirare
a parlare e ora riconosco 
chi ha fili leggeri di nuvola
tra i capelli. A chi riderella
o ci dà per spacciati dico – seria –
su, state tranquilli, a modo nostro
sappiamo camminare sulla terra
perché siamo in mezzo alla nebbia,
ma ci vediamo benissimo

©IreneMarchi2021

§ ascoltando Camel – Lady Fantasy https://www.youtube.com/watch?v=El9GSoOvcD4

L’evidenza dell’invisibile

René Magritte La firma in bianco (Le blanc-seing), 1965, (olio su tela, 81x65 cm, Washington, National Gallery of Art)

René Magritte
La firma in bianco (Le blanc-seing), 1965, (olio su tela, 81×65 cm, Washington, National Gallery of Art)

Può succedere  che  l’immaginazione ci veda meglio dell’evidenza dei fatti?

Erano così chiare, evidenti le cose
non per la loro autenticità,
ma per eccesso di immaginazione.

Cesare Viviani, da Credere all’invisibile, Einaudi, 2009

*ascoltando  Fleetwood Mac – The Vaudeville Years https://www.youtube.com/watch?v=bv0nEvy3Pok

Come si calcola…

01

… come si calcola la superficie di un’area irreale?
(Sogni x Fantasia) : numero iperreale ?

(In ogni caso è un calcolo inutile: qualunque sia la superficie, di solito ci entriamo da soli)

 

Trasgressioni

Mi espando e vivo
illegalmente
in aree che gli altri
non riconoscono reali.
Là mi fermo ed espongo
il mio mondo perseguitato,
là lo riproduco
con amarezza ribelle,
là lo affido
a un sole
senza forma, senza luce,
immobile,
personale.
Là accado.

A volte però
tutto questo s’arresta.
E mi restringo,
a forza rientro
(rassicurante)
nell’area ammessa
e legale,
nell’amarezza terrena.

E mi smentisco.

Kikí Dimulà (Atene, 1931-2020 ), da L’adolescenza dell’oblio, Crocetti, 2000, traduzione di Paola Maria Minucci

*ascoltando Vangelis – Blade Runner Blues https://www.youtube.com/watch?v=ECYLHiXvrBQ

Visioni

perchèdovreipuntodidomanda

Leggere (bene) la realtà non è sempre facilissimo: qualche volta capita che non si riesca a vedere in modo nitido, anzi, a volte rischiamo addirittura di sembrare “visionari”: meglio seguire il suggerimento del poeta, qui sotto…

 

Sto rifacendo la punta al pensiero,
come se il filo fosse logoro
e il segno divenuto opaco.
Gli occhi si consumano come matite
e la sera disegnano sul cervello
figure appena sgrossate e confuse.
Le immagini oscillano e il tratto si fa incerto,
gli oggetti si nascondono:
è come se parlassero per enigmi continui
ed ogni sguardo obbligasse
la mente a tradurre.
La miopia si fa quindi poesia,
dovendosi avvicinare al mondo
per separarlo dalla luce.
Anche il tempo subisce questo rallentamento:
i gesti si perdono, i saluti non vengono colti.
L’unica cosa che si profila nitida
è la prodigiosa difficoltà della visione.

Valerio Magrelli, da Ora serrata retinae, Feltrinelli, 1980

*ascoltando Deep Purple – Blind https://www.youtube.com/watch?v=ePLkI-pPCLo