Decluttering

decluttering

Fare decluttering è l’azione con cui si rimuovono gli oggetti, non (sentiti più) necessari, dai propri  cassetti, armadi, sgabuzzini, e, in generale, dalla propria vita; significa sgombrare, riordinare per guadagnare nuovo spazio. E non serve nessun manuale di nessun celebratissimo guru del riordino: ci si arriva da soli – prima o poi.

***

oggetti non necessari

poi arriva il momento
capisci
e ti liberi
di ciò che rubava spazio
                            e pesava
sui tuoi occhi stanchi
butti via – con stupore: perché ci ho messo tanto?
gli aggettivi che ti hanno definito
regali la tua infinita pazienza
insieme alle altre cose senza più un senso
e fai un respiro profondo
 
poi arriva il momento
in cui     lasci                  andare
gli oggetti non necessari e i pensieri
che ti bruciavano l’ossigeno

©irene.marchi.2024

°ascoltando Cat Stevens – Into White 

Vivere

 

Capire, cercare, imbastire, progettare, e mille altri verbi che parlano di ricerche e tentativi?
Intanto c’è da vivere.

***

Mi è capitata questa vita
cerco di capire cosa farne
come una sarta con la stoffa.
La sottile incrinatura
su una tazza.
Non mi è capitata nessuna vita
non cerco di capirne cosa farne
scucio e disfo, slego,
non confeziono.
Viene da gioiosa audacia
la guarigione delle parole.

Chandra Candiani, dalla sezione Estate, in Pane del bosco. 2020-2023, Einaudi, 2023

°ascoltando Pink Floyd – If – https://www.youtube.com/watch?v=e7t7aQLcik0

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tel cellulare

L’hanno già inventata l’app(licazione) “Capiamoci meglio”?

 

Una parola da capire

I n c o m u n i c a b i l i t à
è una parola buia, pesante,
ma io – e non lo vorrei –
la so guardare
te la so spiegare.
La leggo e mi ricorda
che siamo privi spesso
dell’abilità di comunicare.
Come l’erba di ieri:
era alta
voleva esserlo,
ma è stata falciata,
ha mandato il messaggio sbagliato
non si è spiegata bene
non ha sostenuto lo sguardo
è stata fraintesa

non sapeva comunicare.

Irene Marchi, da La parte in ombra, Ensemble Edizioni, 2018

Valli a capire…

calzinijpg

Valli a capire, i calzini (e non solo).

Due calzini
uno brutto e uno bello
li compero ogni autunno.
Due calzini,
uno brutto e uno bello
si perdono: ogni autunno.
C’è un luogo, signora,
dove si perdono i calzini,
c’è, signora,
in ogni casa.
La signora che vende i calzini
sorride
e ha quella certa comprensione
negli occhi:
è d’accordo con me.
Ci accaniamo
per un buon cinque minuti
io e la signora
sui calzini scomparsi
e su chi li faccia scomparire.
Dopo mi sento meglio,
ma non mi volto a guardare:
la voglio pensare assorta,
la signora dei calzini,
con una certa profondità negli occhi
con una certa comprensione per me.
Perché ciò che veramente volevo dirle
ciò che veramente mi infastidisce
è che ho perso qualcosa
che ieri sera avevo capito
e che ora non so più,
non me lo ricordo.
C’è un luogo, signora,
dove si perdono i pensieri,
c’è, signora,
in ogni corpo.
Perciò ho due calzini nuovi
in borsa,
uno bello e uno brutto,
due calzini perduti
in casa,
uno bello e uno brutto,
e ho il cuore terribilmente confuso

Alessandra Racca, da Nostra Signora dei calzini – Deluxe, Neo Edizioni,  2018

♠ ascoltando Vinicio Capossela – Il Paradiso dei calzini https://www.youtube.com/watch?v=aDFH1c53n_Y

E poi capiamo che…

pane e olio toschhanooooooo

Percorsi obbligati?

Dovevamo  sorvolare il mondo
verso le quattro,  cinque stelle
di plastica – tutto compreso –
e passeggiare sui tappeti
rossi dei nostri incubi di gloria

per scoprire che quello che volevamo
era mangiare in due
pane e olio.

©Irene Marchi 2019

*ascoltando Vinicio Capossela – Le semplici cose  https://www.youtube.com/watch?time_continue=3&v=X_azwK091WA

Regali

equindigrazie

(Non sottovalutare le utilità inaspettate di qualcosa a cui – da tempo – stai cercando di dare un senso)

L’utilità della sofferenza

(Mentre dormivo ho sognato questi versi)
Una persona che amavo mi ha dato una volta
una scatola piena di buio.
 
Ci sono voluti anni perché capissi
che anche quello era un dono.

°°°

The uses of sorrow

(In my sleep I dreamed this poem)
Someone I loved once gave me
a box full of darkness.
 
It took me years to understand
that this, too, was a gift.

Mary Oliver (1935, Ohio – 2019), da Thirst – Poems by Mary Oliver

*ascoltando Janis Joplin – Kozmic Blues https://www.youtube.com/watch?v=nLN72sR9w0M

(Ancora sui regali: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/07/03/regali/; https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/04/01/carta-e-fiocco-non-servono/).

Letture difficili

cosacosa

Che cosa hai letto?

Che cosa hai letto
nei suoi occhi?
Che il sole è sempre oggi
e che il domani non avrebbe bussato?
Tagliano
le lame di ogni illusione,
tagliano il respiro
che è di un bacio
e la forza per non restare.

Che cosa hai letto nei suoi occhi
e nelle parole
tra le sue mani?

© Irene Marchi

*ascoltando Stevie Ray Vaughan – Say What! https://www.youtube.com/watch?v=fHov57vgJgg