Fortunatamente

ascolta

C’è uno spazio tra la pioggia e il silenzio, tra  i nostri passi e un sorriso, tra la notte e i sogni che vorremmo; c’è uno spazio tra i nostri mondi e il loro limite: uno spazio fatto di musica. È già molto.

Esiste la musica.
Esiste proprio,
come lenzuolo lampada
orologio e casa,
come nuvola,
quel suo disumano orto
d’intenzione
di ascoltare l’anima
esiste. Come domino
di note che si crollano addosso e fanno
insieme. Insieme si fanno, e sono fatte
musica. Qualcosa che abbiamo
perduto o dimenticato
o rotto forse
per mani troppo grevi, qualcosa
di spezzato. Un silenzio eseguito
un’anima di ghiaccio
conservata sotto sale.
Ma cosa cosa ho perduto
io, mentre ti ascolto
cara faccia del nulla
caro amore senza direzione
care ossa: grazie grazie
c’è stato qualcuno
prima di me. È ora
di affrontare la musica.

Chandra Livia Candiani, da La bambina pugile, Einaudi, 2014

* ascoltando Angelo Branduardi – Musica
https://www.youtube.com/watch?v=4z_3kWAKWLM

(testo: Forse è soltanto un po’ più in là/la strada giusta per andare/dammi la mano per trovare/la terra dove non è freddo mai/e musica/e sempre musica/e ovunque musica/larghi campi di fragole/ed il tempo di ridere./Ed è soltanto un po’ più in là/dammi la mano, voglio andare/e poi fermarmi a respirare/quel vento caldo che c’è là/e musica/e sempre musica/e ovunque musica/e su di noi le nuvole/non si fermano mai…/è forse un po’ più in là/soltanto un po’ più in là/la terra da trovare/e solo un po’ più in là/è il tempo di guardare/le nuvole passare/e là non è freddo mai.)

C’è(ra) posta per te

c'è posta

Tanto tempo fa c’erano le lettere di carta, con la loro anima da toccare: chi se le ricorda più? Ma, tutto sommato, le parole di queste tre poesie-lettere si leggerebbero volentieri ovunque.

 

Ti scrivo per dirti
qualcosa che non so,
un tocco,
qui nevica
la neve è evidente
nevica e te lo dico
neve sottile.
Ti regalo città bianca
di mollica
la neve vede tutti
ogni filo d’erba
contro i muri
ha un piccolo berretto
ghiaccioli al collo dei semafori
la neve vede tutti
ed è evidente
non so dirti nulla
quello che conta è il filo
questo filo di voce,
di scrittura
per dirti quello che non so,
ti voglio un bene
evidente.

Chandra Livia Candiani, La bambina pugile o la precisione dell’amore, Torino, Einaudi, 2014

 

La tua lettera sul lenzuolo, sotto la lampada odorosa
Azzurra come la camicia nuova che il giovanotto si liscia
Canticchiando, come il cielo e il mare e il mio sogno
La tua lettera. Il mare ha il suo sale, e l’aria il latte il pane il riso, dico il suo sale
La vita ha la sua linfa, e la terra il suo senso
Il senso di Dio e il suo moto.
La tua lettera. Senza di lei la vita non sarebbe vita
Le tue labbra mio sale e mio sole, aria mia fresca e mia neve.

Léopold Sédar Senghor (1906-2001, è stato tra i più importanti poeti africani del ‘900 e il primo Presidente Della Repubblica Senegalese dal 1960 al 1980), tratta da Poesie d’amore nel Novecento, Crocetti Editore, 2007, traduzione di Marcella Glisenti

Se (Lettera al figlio)

Se riesci a non perdere la testa quando tutti
Intorno a te la perdono, dandone la colpa a te.
Se riesci ad avere fiducia in te stesso, quando tutti dubitano di te,
Ma anche a tenere nel giusto conto il loro dubitare.
Se riesci ad aspettare senza stancarti dell’attesa,
O essendo calunniato, a non rispondere con calunnie,
O essendo odiato, a non abbandonarti all’odio
Pur non mostrandoti troppo buono, né parlando troppo da saggio.

Se riesci a sognare senza fare dei sogni i tuoi padroni,
Se riesci a pensare, senza fare dei pensieri il tuo fine;
Se riesci, incontrando il Trionfo e la Sconfitta
A trattare questi due impostori allo stesso modo.
Se riesci a sopportare il sentire le verità che hai detto
Travisate da furfanti che ne fanno trappole per sciocchi,
O vedere le cose per le quali hai dato la vita, distrutte,
E chinarti e ricostruirle con i tuoi strumenti logori.

Se riesci a fare un cumulo di tutte le tue vincite
E a rischiarlo tutto in un solo colpo a testa o croce,
E perdere, e ricominciare dall’inizio
Senza dire mai una parola su ciò che hai perso.
Se riesci a costringere il tuo cuore, i tuoi nervi, i tuoi tendini
A sorreggerti anche dopo molto tempo che non te li senti più
E di conseguenza resistere quando in te non c’è niente
Tranne la tua Volontà che dice loro: “Resistete!”

Se riesci a parlare con le folle mantenendo la tua virtù
O a passeggiare con i re senza perdere il senso comune,
Se né nemici, né affettuosi amici possono ferirti;
Se tutti gli uomini per te contano, ma nessuno troppo,
Se riesci a riempire l’inesorabile minuto
Con un momento del valore di sessanta secondi,
Tua è la Terra e tutto ciò che è in essa,
E, quel che più conta, sarai un Uomo, figlio mio!

Rudyard Kipling, da Ricompense e Fate – Rewards and Fairies, traduzione di G. Carro

 
* Ascoltando: Nat King Cole – I’m Gonna Sit Right Down and Write Myself a Letter https://www.youtube.com/watch?v=UDF9Fmn4-dE
The Cure – A Letter To Elise https://www.youtube.com/watch?v=-AUCSkHCrwY
Enzo Jannacci – Lettera da lontano https://www.youtube.com/watch?v=zAWKuoTc3zs

Come le nuvole

siamonuvoleCome le nuvole non possiamo fermarci. Andiamo e corriamo, all’improvviso piangiamo, poi ci trasformiamo e (mai uguali) ripartiamo. Andiamo e corriamo, piangiamo, andiamo…

Siamo nuvole
i nomi complicano la tessitura
ma siamo nuvole,
notturne mattiniere
dipende,
oltraggiose spaurite
candide sprezzanti,
cavalieri e cavalcature
bastimenti e animali
siamo pronte
a dissolverci con fierezza
in quel tutto pacatissimo
del cielo ultimo
che ci affida il mondo.
Siamo nuvole
cambiamo vita di frequente
lì, sopra il disordine della realtà
il fondo
sereno delle cose,
la pioggia
la sete.

Chandra Livia Candiani, da Fatti vivo, Einaudi, 2017

*ascoltando Sheryl Crow, Run Baby Run