Uno smartphone? No, un caleidoscopio

caleidoscopio

… e per una volta non ti sentirai dire: “… il cliente da lei chiamato non è al momento raggiungibile”.

 

Libertà allo specchio

Basta telefoni!
Un caleidoscopio
dovremmo comprare
̶  non servirà neppure fare la fila  ̶
per essere padroni almeno
di pochi movimenti
e finalmente dagli specchi
non distogliere lo sguardo:
niente è giusto
niente è sbagliato
solo             fiori         pazzi
senza  un                comando.
 

©IreneMarchi2014

*ascoltando Dick Dale – Misirlou https://www.youtube.com/watch?v=-y3h9p_c5-M

Nessuno se ne accorge

campana]

Un rumore inascoltato

 

 

Una media di quattrocentottanta
miliardi di battiti al minuto.
E non ci metto gli animali
che non so contarli. E lascio stare gli anni,
e lascio stare i giorni e anche le ore.
Quattrocentottanta miliardi
di battiti mi bastano. Messi insieme
fanno un gran rumore, un rumore
infernale e nessuno se ne accorge.

 
Patrizia Cavalli, da Datura

*ascoltando Oasis – Stop Crying Your Heart Out https://www.youtube.com/watch?v=dhZUsNJ-LQU

(ancora sui battiti più o meno impazziti, qui: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2017/12/26/elettrocardiogrammi-poetici/; https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2017/06/22/dove-il-cuore/)

Lista delle priorità

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Lancia una moneta: che cosa chiedi urgentemente al pozzo dei desideri? Che cosa scrivi nella lista?

Urgentemente

È urgente l’amore.
È urgente una barca in mare.

È urgente distruggere certe parole,
odio, solitudine e crudeltà,
alcuni lamenti,
molte spade.

È urgente inventare allegria,
moltiplicare i baci, i raccolti,
è urgente scoprire rose e fiumi
e mattine limpide.

Cade il silenzio sulle spalle e la luce
impura, fino a dolere.
È urgente l’amore, è urgente
Restare.

 

Urgentemente

É urgente o amor.
É urgente um barco no mar.

É urgente destruir certas palavras,
ódio, solidão e crueldade,
alguns lamentos,
muitas espadas.

É urgente inventar alegria,
multiplicar os beijos, as searas,
é urgente descobrir rosas e rios
e manhãs claras.

Cai o silêncio nos ombros e a luz
impura, até doer.
É urgente o amor, é urgente
permanecer.

Eugénio de Andrade (1923,  Póvoa da Atalaia, Portogallo), traduzione di Mariangela Semprevivo

*ascoltando Joe Satriani – Flying In a Blue Dream https://www.youtube.com/watch?v=SINl5JY7LhI

Chi è che cosa?

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Esistiamo o non esistiamo?  Questa è la domanda.

Come se non fossi

In tutto e per tutto esistito,
e al tempo stesso è come se non fossi
ciò che sono realmente:
come il monte, immagine della pietra
che si riveste di boschi
e diventa esso stesso bosco;
come il chicco divenuto maturo nella durezza
spaccato dal tenero germoglio
ed è sempre ancora seme,
che sono, chi sono?
amante o amato?
chi genera o chi è generato?
sono padre o figlio,
appena un caso
inserito nel mezzo fra entrambi?
l’uno e l’altro insieme
solo in un segreto pensiero,
ma certamente intero nel dolore:
sono al tempo stesso indivisibile
eppure mi sgretolo, crollo,
mi sbriciolo, mi dissolvo
e scorro fra le dita.

Cirl Zlobec, (1925, Ponikve,  Slovenia), traduzione di Grytzko Mascioni (fonte http://www.casadellapoesia.org/poeti/zlobec-ciril-62/come-se-non-fossi)

 

*ascoltando Cat Stevens – I Wish, I Wish https://www.youtube.com/watch?v=2jrYwbYXc2o

Guarda bene a sinistra e a destra

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A chi non è mai capitato (almeno una volta nella vita) di essere investito malamente da questo signore?

Omissione di soccorso

Ci hai investito
– ci siamo distratti solo un attimo –
ci hai visto a terra

e te ne sei andato

come il più vigliacco dei codardi
– e pensare che ti chiamano Amore.

©IreneMarchi 2018

*ascoltando Stevie Ray Vaughan & Double Trouble – Rude Mood https://www.youtube.com/watch?v=p2q0NXIL6m0

Senza nome

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Basterà cambiare nome per sentirsi meno sbagliati? No, certo che no.  Ma se fosse possibile (e se mai ti è capitato di sentirti  sbagliata o sbagliato), che nome vorresti?

Il mio nome

Puoi tenerlo tu
                  il mio nome,
non lo voglio più: ogni lettera ride
    di me
            delle mie parole
                      dei miei giorni.

 
Raccoglierò dal fiume
una manciata di sassi
e ricostruirò
– impermeabile a tutto –
il gioco di vocali e consonanti
che mi firmerà.

 
©IreneMarchi- marzo2018

 

*ascoltando  The Sound – I Can’t Escape Myself https://www.youtube.com/watch?v=L7ytwnWess0

(Ancora sui nomi, qui http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/03/16/limportanza-di-chiamarsi-per-nome/; http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2017/09/07/solo-un-nome/)

Che cosa ascolti?

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Che musica ascolti appena puoi? Che cosa stai ascoltando in questo momento?

Amica ti contemplo mentre suona

Amica ti contemplo mentre suona
lusi indescai uiz daiamons
le tue due trecce nostalgiche
del collegio di suore una grande casa
dove l’amore tendeva le sue imboscate
nei libri di messa i segni
che ti lasciò in fronte la varicella
ti vedo la bocca amore di scogliere
dove frange la tua voce…
e ugualmente vedo
i segni del tempo consumato al mio fianco
– la musica è finita – raccolgo lo sguardo
e torno a farlo passare sul tuo braccio
sulla tua manica dove sono
le sette di sera
e lo alzo fino al cielo inanimato
che oggi minacciava pioggia.

Marzo 1970

Aníbal Núñez (1944-1987), da Fábulas domésticas, 1972 (traduzione dal web: https://cantosirene.blogspot.it/search?q=An%C3%ADbal+N%C3%BA%C3%B1ez+)

 

Agli dèi della mattinata

Il vento scuote allori e pini. Ai vetri, giù acqua.
Tra fumi e luci la costa la vedi a tratti, poi nulla.
La mattinata si affina nella stanza tranquilla.
Un filo di musica rock, le matite, le carte.
Sono felice della pioggia. O dèi inesistenti,
proteggete I’idillio, vi prego. E che altro potete,
o dèi dell’autunno indulgenti dormenti,
meste di frasche le tempie? Come maestosi quei vostri
luminosi cumuli! Quante ansiose formiche nell’ombra!

Franco Fortini, da Questo muro, Mondadori, 1973

*ascoltando (in auto) la canzone in foto  – https://www.youtube.com/watch?v=Ww-qVcLm97c

(parlando ancora di musica, qui http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/01/28/la-musica/; http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2017/09/05/che-musica-sei/; http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/06/08/1721/)

Ripartire da un fiore

lily

La bellezza silenziosa di un fiore non è mai da sottovalutare: può aiutare moltissimo…
chiedi aiuto a un fiore.

 

Aprile è arrivato

Aprile è arrivato. E come dire che non è crudele?
Ci sono fiori (anche se non lilla), come per spezzare il cuore.
Quell’altro papavero di carne e sangue che è il cuore.
Ci sono fiori di mille colori alle finestre,
nelle aiole,
corolle sulle acque fluenti e sulle acque stagnanti,
e corolle sui mulinelli delle acque.

Brucia il rosso dei gerani contro il muro,
e quel rosso acceso mi fa male, invecchio.
Non sono più l’uomo di una volta,
eppure ugualmente mi chino per annusare le viole.

Mario Rivero (Envigado, Colombia, 1935-2009), da Dell’amore e la sua traccia, 1992, traduzione di Martha Canfield

 

Lectio Magistralis

Se mi vedessero stare in piedi
immobile, in mezzo
ai miei fiori, come
in questo istante,
penserebbero che
sto tenendo loro una lezione. Invece
sono io che ascolto
e loro che parlano.

Lì, in mezzo a loro,
mi insegnano la luce.

Nikifòros Vrettàkos (1912-1991), da La filosofia dei fiori, 1988 – traduzione di Gilda Tentorio, dal n. 289 della rivista “Poesia”, gennaio 2014

Ancora  di fiori e fiori, qui:
http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/04/12/comunque-ci-i-fiori/   http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2017/09/11/imparare-dai-fiori/  http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2017/02/09/la-strada-dei-fiori/

*ascoltando  Queen – Lily Of The Valley  https://www.youtube.com/watch?time_continue=17&v=o7K1_g31H0s

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Che cosa penserebbe un alieno?

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Nell’ordine di apparizione (delle poesie) incontriamo: amore come dolore, amore come rischio e perdita di ogni difesa, amore come un vento che scompiglia ogni cosa, amore da evitare con una strategia mirata. Se un alieno le leggesse, immaginerebbe questo Amore come un qualcosa di veramente terribile, una sciagura come poche, ma, tutto sommato… ci importa davvero cosa penserebbe un alieno (ché già con i nostri pensieri umani abbiamo qualche problema)?

Indizi

Come spostando pietre:
geme ogni giuntura! Riconosco
l’amore dal dolore
lungo tutto il corpo.

Come un immenso campo aperto
alle bufere. Riconosco
l’amore dal lontano
di chi mi è accanto.

Come se mi avessero scavato
dentro fino al midollo. Riconosco
l’amore dal pianto delle vene
lungo tutto il corpo.

Vandalo in un’aureola
di vento! Riconosco
l’amore dallo strappo
delle più fedeli corde
vocali: ruggine, crudo sale
nella strettoia della gola.

Riconosco l’amore dal boato
– dal trillo beato –
lungo tutto il corpo!

Marina Cvetaeva, da Poesie, traduzione di Pietro Antonio Zveteremich

 

Trincee

Sì, ho detto di sì.
Ho lasciato entrare
il cavallo di Troia.
Con lui il tormento,
il forestiero assetato.
Anonimo lui, apparizione.
La mia mano racchiudeva
gli oracoli,
la voragine.
La mia mano di linee,
millenaria e piccina
aperta a ospitare
l’odio e l’amore.

ho detto di sì.
Ho esposto la mia tenda
sotto il sole.
Le mie orecchie sopportavano
le bombe e le ingiurie.
E la mia mano racchiudeva
una città morta
da non dimenticare.
Da allora,
un cervo attento al pericolo
mi abita.

Carmen Yáñez (Santiago del Cile, 1952), traduzione di Raffaella Marzano

 

L’amore

Come il vento che trova
una fessura
e si infila nella casa
e scompiglia tutto
libri
bollette
poesie
così entra
nella vita
l’amore.

Niente è uguale a partire da allora,
quel caos
è la felicità.

Ma un giorno bisognerà riordinare.

Sei fortunato se non tocca a te.

Karmelo C. Iribarren (San Sebastián, 1959), da Ondata di gelo, 2007

 

Amore

La regola è questa:
dare solo l’essenziale,
ottenere il massimo,
non abbassare la guardia,
mettere i colpi a tempo,
non arrendersi,
e non combattere corpo a corpo,
non scoprirsi in alcuna circostanza
né scambiare colpi con il sopracciglio ferito;
non dire mai “ti amo”, sul serio,
all’avversario.
È la migliore strategia
per essere eternamente infelice
e vincitore
senza rischi apparenti.

Eduardo Lizalde (Città del Messico, 1929)

*ascoltando Vangelis – Love Theme from BladeRunner https://www.youtube.com/watch?v=Q6GAH4nzKTk

Una calma azzurra

azzurrocalmojpg

Azzurro calmo è un colore che mette pace anche solo a pronunciarlo

… a z z u r r o c à  l m o…

ma a guardarlo viene  proprio voglia di perdercisi, di tuffarsi tra mare e cielo (come sicuramente avrà fatto più di qualche nuvola…  quella laggiù per esempio, quella, sì! hai fatto in tempo a vederla?).

Calma
                 A Luis Buñuel

Dove finisce il mare?
Dove comincia il cielo?
Le barche galleggiano.
o prendono il volo?

Si è perso l’orizzonte,
nel gioco mimetico
del cielo e dell’acqua.

Si è fuso il movimento,
in un solo colore
azzurro, un azzurro calmo.

Si fondono i colori;
si ferma il movimento.

Un solo colore resta;
non c’è sopravvento.

Dove finisce il mare?
Dove comincia il cielo?

¿Dónde se acaba el mar?
¿Dónde comien za el cielo?
¿Los barcos van flotando,
o remontan el vuelo?

Se perdió el horizonte,
en el juego mimético
del cielo y de las aguas.

Se fundió el movimiento,
en un solo color
azul, el azul quieto.

Se funden los colores;
se apaga el movimiento.

Un solo color queda;
no existe barlovento.

¿Dónde se acaba el mar?
¿Dónde comienza el cielo?

José María Hinojosa (Campillos, Spagna, 1904-1936)

*ascoltando Nick Drake- Way To Blue https://www.youtube.com/watch?v=S40DdlD9JxIRon Carter – Light Blue https://www.youtube.com/watch?v=QvsLoQiSqKI

(Ancora sfumature azzurre, qui http://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/06/15/qualcosa-azzurro/)