L’amore è…?

telaio

Ognuno ha (o forse sarebbe più esatto dire non ha) la propria definizione, la propria idea di amore. Qui sotto un punto di vista, un’idea: l’amore necessita anche di operosità.
Sei d’accordo?

L’amore è diverso
da quello che credevo,
più vicino a un’ape operaia
a un tessitore
che a un acrobata ubriaco,
più simile a un mestiere
che a un sentire.
Io amavo
un po’ con la memoria astrale
e un po’ con giustizia poetica,
ma l’amore
è più vicino a una scienza
che a una poesia,
ha delle sue regole di risonanza
e altre di respingenza,
ha angoli di incidenza
per profili alari e luce,
ma non ha regole per il buio
e l’assenza di ali.
L’amore è molto simile
all’insonnia,
non devi soffrirla
solo ospitarla,
lasciare che ti squassi
faccia di te un sistema nervoso
senza isolamento,
una corda tesa
di strumento musicale ignoto.
Essere temi musicali
non è una vocazione
ma una disciplina di spoliazione,
è farsi ossi
limati
dalle onde
goccia che si disfa
nel galoppante mare.

Chandra Livia Candiani, da Fatti vivo, Einaudi 2017

*ascoltando Ivano Fossati – La costruzione di un amore
https://www.youtube.com/watch?v=o6PgXkjWGzk

(Di amore se ne parla moltissime volte in questo spazio, ma qui https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/04/05/che-cosa-penserebbe-un-alieno/ ci sono alcune idee di amore abbastanza definite).

La cura

nonarrendertiQuesti versi sono meglio di una medicina, meglio di un calmante, meglio di un qualsiasi ricostituente.

 

Non ti arrendere, c’è ancora tempo
per arrivare e ricominciare
accettare le tue ombre
seppellire le tue paure
liberarti del fardello
riprendere il volo.

Non ti arrendere perché questo è la vita
continuare il viaggio
perseguire i sogni
sciogliere il tempo
togliere le macerie
e scoperchiare il cielo.

Non ti arrendere, per favore non cedere
malgrado il freddo bruci
malgrado la paura morda
malgrado il sole si nasconda
e taccia il vento
c’è ancora fuoco nella tua anima
c’è ancora vita nei tuoi sogni.

Perché la vita è tua e tuo anche il desiderio
perché l’hai amato e perché ti amo
perché esiste il vino e l’amore, è certo
perché non vi sono ferite che non curi il tempo.

Aprire le porte
togliere i catenacci
abbandonare le muraglie che ti protessero
vivere la vita e accettare la sfida
recuperare il sorriso
provare un canto
abbassare la guardia e stendere le mani
aprire le ali
e tentare di nuovo
celebrare la vita e riprendere i cieli.

Non ti arrendere, per favore non cedere
malgrado il freddo bruci
malgrado la paura morda
malgrado il sole si nasconda e taccia il vento
c’è ancora fuoco nella tua anima
c’è ancora vita nei tuoi sogni.

Perché ogni giorno è un nuovo inizio
perché questa è l’ora e il momento migliore
perché non sei sola, perché ti amo.

_____________________________

No te rindas, aún estás a tiempo
De alcanzar y comenzar de nuevo,
Aceptar tus sombras,
Enterrar tus miedos,
Liberar el lastre,
Retomar el vuelo.

No te rindas que la vida es eso,
Continuar el viaje,
Perseguir tus sueños,
Destrabar el tiempo,
Correr los escombros,
Y destapar el cielo.

No te rindas, por favor no cedas,
Aunque el frío queme,
Aunque el miedo muerda,
Aunque el sol se esconda,
Y se calle el viento,
Aún hay fuego en tu alma
Aún hay vida en tus sueños.

Porque la vida es tuya y tuyo también el deseo
Porque lo has querido y porque te quiero
Porque existe el vino y el amor, es cierto.
Porque no hay heridas que no cure el tiempo.

Abrir las puertas,
Quitar los cerrojos,
Abandonar las murallas que te protegieron,
Vivir la vida y aceptar el reto,
Recuperar la risa,
Ensayar un canto,
Bajar la guardia y extender las manos
Desplegar las alas
E intentar de nuevo,
Celebrar la vida y retomar los cielos.

No te rindas, por favor no cedas,
Aunque el frío queme, 
Aunque el miedo muerda,
Aunque el sol se ponga y se calle el viento,
Aún hay fuego en tu alma,
Aún hay vida en tus sueños.

Porque cada día es un comienzo nuevo,
Porque esta es la hora y el mejor momento.
Porque no estás sola, porque yo te quiero.

Mario Benedetti (Mario Orlando Hamlet Hardy Brenno Benedetti-Farugia, Paso de los Toros, 1920 – Montevideo, 2009), testo dal web

*ascoltando Franco Battiato – La Cura https://www.youtube.com/watch?v=cLJp-YJeuzc

Due parole

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Due parole “così vecchie da esser nuove”, due parole così…

 

Due parole

Questa notte all’orecchio m’hai detto due parole.
Due parole stanche
d’esser dette. Parole
così vecchie da esser nuove.

Parole così dolci che la luna che andava
trapelando dai rami
mi si fermò alla bocca. Così dolci parole
che una formica passa sul mio collo
e non oso muovermi per cacciarla.

Così dolci parole
che, senza voler, dico: “Com’è bella la vita!”
Così dolci e miti
che il mio corpo è asperso di oli profumati.

Così dolci e belle
che, nervose, le dita
si levano al cielo sforbiciando.

Oh, le dita vorrebbero
recidere stelle.

________________________________

Dos palabras

Esta noche al oído me has dicho dos palabras
comunes. Dos palabras cansadas
de ser dichas. Palabras
que de viejas son nuevas.

Dos palabras tan dulces, que la luna que andaba
filtrando entre las ramas
se detuvo en mi boca. Tan dulces dos palabras
que una hormiga pasea por mi cuello y no intento
moverme para echarla.

Tan dulces dos palabras
que digo sin quererlo -¡oh, qué bella, la vida!-
Tan dulces y tan mansas
que aceites olorosos sobre el cuerpo derraman.

Tan dulces y tan bellas
que nerviosos, mis dedos,
se mueven hacia el cielo imitando tijeras.

Oh, mis dedos quisieran
cortar estrellas.

Alfonsina Storni (1892, Sala Capriasca – Canton Ticino, 1938, Mar del Plata – Argentina), da Il dolce danno, 1918

* ascoltando Eric Clapton – Wonderful Tonight
https://www.youtube.com/watch?reload=9&v=vUSzL2leaFM

Se tu fossi un albero

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Se tu fossi un albero, che albero saresti? E a chi parleresti?

Un tempo gli alberi avevano occhi

Un tempo gli alberi avevano occhi,
posso giurarlo,
so di certo
che vedevo quando ero albero,
ricordo che mi stupivano
le strane ali degli uccelli
che mi sfrecciavano davanti,
ma se gli uccelli sospettassero
i miei occhi,
questo non lo ricordo più.
Invano ora cerco gli occhi degli alberi.
Forse non li vedo
perché albero non sono più,
o forse sono scivolati lungo le radici
nella terra,
o forse,
chissà,
solo a me m’era parso
e gli alberi sono ciechi da sempre…
Ma allora perché
quando mi avvicino
sento che
mi seguono con gli sguardi,
in un modo che conosco,
perché, quando stormiscono e occhieggiano
con le loro mille palpebre,
ho voglia di gridare –
Cosa avete visto?…

Ana Blandiana (Timisoara 1942), da Un tempo gli alberi avevano occhi (in  Ottobre, Novembre, Dicembre, 1972), Donzelli, 2004, traduzione di Biancamaria Frabotta e Bruno Mazzoni

*ascoltando  Tiziano Terzani – L’albero (video) https://www.youtube.com/watch?v=Q8jOTIiHUjc; Jethro Tull – Songs From The Wood https://www.youtube.com/watch?v=ZAkSIwaUaNc

(Parlo ancora di alberi qui https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/04/14/lista-delle-cose-9-alzare-lo-sguardo-guardare-gli-alberi/)

Ordine o disordine?

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Sei un tipo ordinato o un po’ disordinato?
E qual è il tuo disordine più riuscito?

 

“Ø”  di ordine

Quale ordine insegui
o quale disordine ti culla?

L’accumulo delle foglie
sulla polvere di ogni ottobre,
l’assetto degli uccelli sui fili della luce
al margine dei nuovi voli,
il saluto scomposto
dell’erba alta nel mio giardino,
questo
è il tipo di ordine che mi posso permettere.
Per  cuore, mente, obiettivi, …
intravedo soltanto  l’iniziale
̶  un po’ storta  ̶   della parola Ordine:
uno zero vuoto
                        il caos primordiale.
(Ma perdonatemi   ̶  questo sì  ̶ 
il disordine ribelle dei capelli).

©Irene Marchi 2018

 

*ascoltando  Joy Division – Disorder https://www.youtube.com/watch?time_continue=3&v=9ryJB-FF_Jg

Nonostante tutto

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Per chi sta vivendo una notte troppo lunga.
Nonostante tutto, tu sei, io sono, …

 

Verbo essere (comunque)

Nonostante tutto
io sono
tu sei
noi siamo
oltre lʼinvisibile notte
che ci è caduta addosso
oltre la voglia
stanca
di non essere più
oltre il silenzio che ci soffia contro.
Io sono tu sei noi siamo.
Parole che respirano
̶  e possono urlare  ̶
punti fissi ma liberi
di ogni invisibile notte
che ci attraverserà.

Irene Marchi, da La parte in ombra, Edizioni Ensemble, 2018 (ne parlo qui https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/06/19/la-parte-in-ombra/)

*ascoltando Linkin Park – One More Light  https://www.youtube.com/watch?v=Tm8LGxTLtQk

A quale piano vai?

ascensore1

Dove arrivi con la tua fantasia? Ti fermi al quarto piano o sali di nuvola in nuvola oltre a ciò che riesci a raggiungere con lo sguardo?
Allora?… a quale piano vai?

L’ascensore

Io so che un giorno l’ascensore
al quarto piano non si fermerà,
continuando la sua corsa
il soffitto bucherà,

salirà tra due comignoli
più su delle nuvole e del vento
e prima di tornare a casa
farà il giro del firmamento.

Gianni  Rodari, da Filastrocche in cielo e in terra, 1960

*ascoltando Traffic – Dear Mr. Fantasy https://www.youtube.com/watch?v=y4xkHRgoBaU

(A quale piano stai lo chiedo invece qui:https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/09/09/quale-piano-stai/).

Non solo anime

BFW9WE The Kiss, marble, 1888-89, detail

Auguste Rodin, particolare de “Il bacio”

Non solo anime che amano, ma anime che rendono vivi dei corpi (che amano),  in tre frammenti poetici di Octavio Paz (poeta e saggista messicano, premio Nobel per la letteratura nel 1990).

 

Il mio giorno
                       nella tua notte
scoppia
              Il tuo grido
salta a pezzi
                     La notte
sparge
           il tuo corpo
Risacca
              i tuoi corpi
s’annodano
Ancora il tuo corpo

______________

I miei occhi ti scoprono
nuda
          e ti coprono
d’una calda pioggia
di sguardi

______________                                           

Ieri notte
                 nel tuo letto
eravamo in tre:
tu          io            la luna

Octavio Paz (Città del Messico 1914-1998), da Verso l’inizio, in Octavio Paz, Vento Cardinale e altre poesie, Mondadori, 1984, traduzione di Franco Mogni

*ascoltando Gary Moore – Need Your Love So Bad https://www.youtube.com/watch?v=hVN9ckrREWY

(Ancora su anima e non solo anima: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/02/16/anche-il-corpo/ https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2016/01/06/anima-corpo/)

Desidèri?

cielodistelle2

Esprimi comunque un desiderio in più (e non solo il 10 agosto).
Potrebbe anche avverarsi (se non lo esprimi non lo saprai mai).

 

“I desideri stavano strappandomi l’anima. Potevo viverli, ma non ci son riuscito.
Allora li ho incantati. E a uno a uno li ho lasciati dietro di me. Geometria. Un lavoro perfetto. […] Ho disarmato l’infelicità. Ho sfilato via la mia vita dai miei desideri. Se tu potessi risalire il mio cammino, li troveresti uno dopo l’altro, incantati, immobili, fermati lì per sempre a segnare la rotta di questo viaggio strano che a nessuno mai ho raccontato se non a te”.

Alessandro Baricco, da Novecento – Un monologo, Feltrinelli, Milano, 1994

 

Belli come dèi morti che non sono assolutamente invecchiati,
rinchiusi in mezzo alle lacrime in un mausoleo splendido,
la fronte cinta di rose e gelsomini ai piedi —
così sono i desideri che ci hanno lasciato
senza essere soddisfatti; senza che nessuno raggiunga
una notte di voluttà o il suo luminoso mattino.

Kostantinos Kavafis, da Kavafis – Poesie, Edizioni Acquaviva, traduzione di A. Di Gregorio

(ancora sui desideri: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/04/13/lista-delle-priorita/)

*ascoltando  U2- The Miracle https://www.youtube.com/watch?v=LF0rKW1DEMo