Interruttori

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Ognuno ha modi diversi per accendere i propri ricordi.
Quali sono i tuoi interruttori della memoria (quelli di cui sei consapevole, perché moltri altri sanno decisamente sorprenderci)?

La tua promessa è il petalo di rosa che sul davanzale
ricorda il giardino.

Lo faccio girare come un interruttore
e colgo qualcos’altro:
una finestra appannata, chiara tristezza.
Una lacrima, umida sul tuo labbro.

È inverno e il tuo cappotto scricchiola.
Ti incontro sotto i sedimenti,
rigida come una suora, calda.

Ora ti parlerò della mia promessa,
come conservo i petali
con precisione filatelica.

Achy Obejas (L’Avana, 1956), da
This Is What Happened in Our Other Life, New York, 2007

 

♣ ascoltando Avishai Cohen – Remembering https://www.youtube.com/watch?v=o6vptqMYk3g
.

L’uomo è un animale (a)sociale?

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Da uno a dieci, qual è il grado di spontaneità  (e verità) che percepisci vivendo e osservando i rapporti interpersonali?

(A volte ci troviamo più a nostro agio con i fiori!?)

 

Ci presentiamo
A Pianeti e a Fiori
Ma tra di noi
Abbiamo etichette
Imbarazzi
E soggezioni

***

We introduce ourselves
To Planets and to Flowers
But with ourselves
Have etiquettes
Embarrassments
And awes                          

Emily Dickinson (Amherst, 1830-1886), da Emily Dickinson – The Complete Poems – Tutte le poesie, traduzione e note di Giuseppe Ierolli

ascoltando The Doors – People are Strange https://www.youtube.com/watch?v=K3CHi_9sxj0

Leggere attentamente (le avvertenze)

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Qual è l’ultimo libro “un po’ bugiardo” che hai letto?

Avvertenze

Tra le pagine dell’ultimo libro
che ho letto, vagava l’idea
birbante e ottimista che sempre
ogni cosa sia legata al filo
rosso del proprio senso. Certi libri
son pericolosi, ché poi magari
qualcuno ci crede. Sulla fascetta
dovrebbero avvertire: vietato
ai sensibili alle illusioni.

©IreneMarchi2021

 

ascoltando Vasco Rossi – Un Senso https://www.youtube.com/watch?v=StRtFh01XUo

Quanti piani hai?

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Illustrazione tratta da “Venezia”, David Pintor, Kalandraka Edizioni, 2017

Ti ho già chiesto (qui  e  qui) come dovrebbe essere la tua casa ideale. Ora ti chiedo invece che tipo di casa saresti tu: grande o piccola? una casa al mare, in campagna o un appartamento di un grattacielo? con tanti oggetti o minimalista? bianca o colorata? …

Home

Dammi una casa
che non sia mia,
dove possa entrare e uscire dalle stanze
senza lasciar traccia,
senza mai preoccuparmi dell’idraulico,
del colore delle tende,
della cacofonia dei libri vicino al letto.

Una casa leggera da indossare,
in cui le stanze non siano intasate
delle conversazioni di ieri,
dove l’ego non si gonfia
a riempire gli interstizi.

Una casa come questo corpo,
così aliena quando provo a farne parte,
così ospitale
quando decido che sono solo in visita.

***
Home

Give me a home
that isn’t mine,
where I can sleep in and out of the rooms
without a trace,
never worrying about the plumbing,
the colour of the curtains,
the cacophony of books by the bedside.

A home that I can wear lightly,
where the rooms aren’t clogged
with yesterday’s conversations,
where the self doesen’t bloat
to fill in the crevices.

A home, like this body,
so alien when I try to belong,
so hospitable
when I decide I’m just visiting.

Arundhati Subramaniam, da A una poesia non ancora nata, traduzione di Andrea Sirotti, Interno Poesia

  ♣ascoltando Dente – Casa mia https://www.youtube.com/watch?v=wmX2PxAjlwY&t=108s

(Pre)visioni

vedo che

Ti è mai capitato che qualcuno facesse una “previsione” sul tuo futuro, che poi si è (piacevolmente) avverata?

Oche

Epstein, l’insegnante di matematica,
amava interrogarmi alla lavagna.
Diceva che la mia testa era adatta solo ai cappelli.
Diceva che un uccello con un cervello come il mio
avrebbe volato a ritroso.
Mi spediva a far razzolare le oche. 

Ora, passati molti anni da quella frase,
seduta sotto la palma
con le mie tre belle oche,
penso che forse fosse lungimirante,
il mio insegnante di matematica,
e che avesse ragione, 

giacché nulla mi dà più gioia
che vederle ora mentre
piombano sul pane sbriciolato,
agitando la gaia coda,
raggelandosi immobili per un attimo
sotto le goccioline d’acqua
che spruzzo loro addosso
dal tubo,
rizzando il capo mentre il loro corpo
si protende come ricordando
laghi lontani.

Ormai il mio insegnante di matematica è morto
e morti anche i suoi problemi che non riuscii mai
a risolvere.
Amo i cappelli,
e sempre a sera
quando gli uccelli tornano nell’albero,
cerco quello che vola a ritroso.

Agi Mishol (1946), da Ricami su ferro, Giuntina Editore, 2017, a cura di A.L. Callow e C.Nicolini Coen

♠ ascoltando The Kinks – This Time Tomorrow
https://www.youtube.com/watch?v=qwVJ7FWc4rQ

Giochi di poesia

oi oi oi
Hai mai “giocato” con la poesia?
Come dici? Non si gioca con la poesia?!
E dove sta scritto? L’importante è non barare, come in ogni gioco.

Opzioni per un poeta

Con parole diverse
dire la stessa cosa
sempre la stessa.
Sempre con le stesse parole
dire una cosa del tutto diversa
o la stessa in modo diverso.
Molte cose non dirle
o dire molto
con parole che non dicono niente.
Oppure tacere in modo eloquente.

***

Nel caso dato

Scegli tra gli errori
che ti son dati,
ma scegli bene.
Forse è sbagliato
fare la cosa giusta
nel momento sbagliato,
o giusto
fare la cosa sbagliata
nel momento giusto?
Un passo falso  non si corregge.
Il giusto errore,
una volta sfuggito,
non tornerà così presto.

Hans Magnus Enzensberger, da Più leggeri dell’aria, traduzione di Anna Maria Carpi, Einaudi, 2001

 

♦ ascoltando Syd Barrett – Clowns and Jugglers https://www.youtube.com/watch?v=uBjaB8HfoxQ&t=1s

Parole aromatiche

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Non sarebbe bello avere sul balcone una piantina che regala parole aromatiche (sottolineo “aromatiche” e non “aromatizzate”: le prime sono profumate dentro, le seconde solo  in superficie)? Certo, bisogna averne cura, ma credo che ne valga la pena.

“(…) Proprio nell’appartamento sopra il nostro sta il signor Basilico.

Lui si chiama Basilio, ma io gli ho cambiato il nome perché Basilico mi sembra perfetto.

Il signor Basilico coltiva parole belle nel suo balcone. Sono parole aromatiche, quelle che danno il buon profumo alle frasi.

Ha una pianta di sciabordio con le foglie ondulate e i fiori blu oltremare.

Un alberello di nevischio con aghi freddi che pungono le dita.

In un angolino, ben protetto, c’è un piccolo arbusto di albeggiare con bacche rosa e brillanti.

Tralci di pepita che si arrampicano sulla ringhiera e fanno minuscoli frutti dalla pelle d’oro.

C’è anche un ceppo di socchiudere, coi germogli che si spalancano piano.

Una siepe di cangiante, ha i boccioli che cambiano colore se ti sposti di un passo.

Un rovo di sussurri, non l’avevo mai visto, pieno di spine che accarezzano invece di fare male.

Il balcone del signor Basilico è un giardino stupendo.

Spesso le piante si mettono d’accordo e fioriscono tutte insieme: che allegria!

Quando il signor Basilico annaffia il suo giardino, gocciola sul nostro terrazzino di cemento qualche lettera in corsivo, e qualche sillaba in stampatello, e perfino piccole parole intere. (…)

Cristina Bellemo (testo) e Gioia Marchigiani (illustrazioni), da Tipi, Edizioni Gruppo Abele, 2019

 ascoltando Giovanni  Allevi,  Scent of You  – Vhttps://www.youtube.com/watch?v=TGzGa86BCko

Il tempo del prima

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La prima fetta d’anguria della stagione ce la immaginiamo sempre dolcissima.
E tante volte lo è.

Amo
il tempo del quasi del forse
e non ancora
delle corse i magari
preparare le borse
il tempo dell’attesa pazienza
l’essere senza qualcosa
il margine molo confine
soglia argine prova di volo
l’interrotto incompleto
il tempo dell’alfabeto
da imparare del
mancare il tempo
della domanda l’esitazione
il dubbio l’intenzione
la timidezza che trattiene
il tempo prima del conviene
prima del viaggio
dell’esame del miraggio
il tempo che precede
il debutto la dichiarazione
la pubblicazione dei risultati
il perdono il concerto
il suono della campanella
il trasloco il taglio dei capelli
l’accendersi del fuoco la fatica
prima del riposo della vacanza
della festa dell’abboccare alla lenza
il qui prima dell’altrove
il tempo dove sta
l’eterno nostro nascere
crescere continuare a non capire
il prima del morire
l’avvenire il futuro sempre
presente questa stagione
il mistero l’infinito dell’imperfezione

Cristina Bellemo, da Casa Toracica, AnimaMundi Edizioni, 2020

♣ ascoltando Stereophonics – Maybe Tomorrow https://www.youtube.com/watch?v=2q9_ZEtuTR8

La strada del vento

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Illustrazione di Marta Carraro da C’era una volta il silenzio e altre favole per innamorati, di Davide Boosta Dileo, Mondadori

(Buon viaggio a tutti i granelli di polline e a tutte le foglie.)

C’era una volta un granello di polline.
Un giorno, una foglia vicino a lui gli chiese perché passasse tutto il tempo a sorridere.
“Perché aspetto il vento.”
“E che cosa vuoi dal vento?”
“Aspetto che venga a prendermi e mi faccia viaggiare.”
“Io no, io ho paura che mi faccia perdere l’orientamento.”
“Non devi” disse il granello. “Il vento è solo una strada. E alla fine di ogni strada c’è sempre un posto in cui posarsi. Quella sarà la mia casa. Aspetto il vento per partire e tornare a casa.”
Proprio in quel momento una lieve brezza si alzò e il minuscolo granello si levò in volo senza smettere di sorridere.

Davide Boosta Dileo, da C’era una volta il silenzio e altre favole per innamorati, Mondadori, 2018

♣ ascoltando Vashti Bunyan – Come Wind Come Rain https://www.youtube.com/watch?v=Po8OTXXDwi0

Una scienza esatta?

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Consigli su come farsi notare, consigli (anzi, di più: strategie!) su come conquistare, come farsi desiderare, come non farsi ingannare, come capire se, capire quando e per quanto.  Tra giornali e internet è possibile accedere a un’infinità di articoli, video e indicazioni riguardanti  la sfera dell’amore. Pare che questo amore non abbia nulla di misterioso, ma sia totalmente frutto della chimica e dei nostri bisogni inconsci (più o meno da correggere): le due persone interessate sembrerebbero addirittura  la variabile meno importante. In pratica ci viene spiegato che l’amore non ha nulla di “magico” (e i romantici se ne faranno una ragione…).

Tu propendi per la scuola di pensiero della strategia o, come la poetessa, per quella della schiettezza?

Per conquistare e conservare l’amore

Per conquistare e conservare l’amore
gli esperti astute tattiche consigliano:
rivelare ai tuoi occhi d’improvviso
l’ago che punta diritto al tuo nord;

se voglio te, celare la paura
che tu mi lasci, o farti sospettare
la mia bussola volta ad altre rotte,
un po’ arrendermi, e accettare assai.

Ma essendo come la mia madre terra
sincera, generosa e poco scaltra,
preferisco che mi ami per il mio

schietto valore, magari anche per poco,
non per filtri e magie, per quanto possano
legarti a me, come vorrei, per sempre.

***

No lack of counsel from the shrewd and wise

No lack of counsel from the shrewd and wise
How love may be acquired and how conserved
Warrants this laying bare before your eyes
My needle to your north abruptly swerved;

If I would hold you, I must hide my fears
Lest you be wanton, lead you to believe
My compass to another quarter veers,
Little surrender, lavishly receive.

But being like my mother the brown earth
Fervent and full of gifts and free from guile,
Liefer would I you loved me for my worth,

Though you should love me but a little while,
Than for a philtre any doll can brew, —
Though thus I bound you as I long to do.

Edna St. Vincent Millay (Rockland, 1892-1950), da Poesie, a cura di Silvio Raffo, Crocetti Editore, 2020

⇒ascoltando Queen – Crazy Little Thing Called Love https://www.youtube.com/watch?v=zO6D_BAuYCI