Scusi, un’informazione…

In primo piano

 

ssu1

Quello che proprio invidio è l’ottimismo del navigatore satellitare che mai si scoraggia e ricalcola imperturbato il percorso, anche dopo la quinta svolta sbagliata (e io lo conosco bene l’ottimismo del navigatore di Google, anche se temo che, prima o poi, possa mandarmi a quel paese).

 

Senza uscita

cerco l’uscita del labirinto
ma sempre torno a sbattere contro
quello specchio della brava bambina
quei vecchi carichi pesanti
le cose veramente importanti

tu per caso la conosci la strada?
O anche tu hai la mia stessa paura:
che prima o poi, girando l’angolo
ci toccherà leggere il cartello
attenzione strada senza uscita?

Irene Marchi, da Mancano le indicazioni, Officine Editoriali, 2023

°ascoltando J.J. Cale, Eric Clapton – Dead End Road – https://www.youtube.com/watch?v=JwJH5LUNdH4

Oggi

 

oggi

(Oggi, poi domani, dopodomani…)

 

Tregua

Oggi sono vecchia così come voglio essere,
senza alcun imbarazzo.
Ho scambiato tutti i desideri con i ricordi 
e una tazza di tè. 
 

***

Trégua

Hoje estou velha como quero ficar,
Sem nenhuma estridência.
Dei os desejos todos por memória
e rasa xícara de chá.

Adélia Prado,  (Brasile, 1935), da Poesia reunida, Editora Record, 2015

°ascoltando The Beatles – When I’m Sixty Four https://www.youtube.com/watch?v=f7TANPFMf1k

Regali alternativi

agrodolce

(… e agrodolci)

A San Valentino

Non una rosa rossa o un cuore di raso.
Ti do una cipolla.
È una luna avvolta in ruvida carta scura.
Promette luce
come il lento spogliarsi dell’amore.
Eccola.
Ti accecherà di lacrime
come un amante.
Renderà il tuo riflesso
un traballante ritratto di dolore.
Sto cercando di essere onesta.
Non un biglietto lezioso o baci per interposta persona.
Ti do una cipolla.
Il suo bacio pungente resterà sulle tue labbra,
possessivo e fedele
come noi,
finché lo saremo noi.
Prendila.
I suoi cerchi di platino si riducono a un anello nuziale,
se vuoi.
Letale.
Il suo odore si appiccicherà alle tue dita,
al tuo coltello.

Karol Ann Duffy, da La donna sulla luna, Le Lettere, 2011, traduzione di Giorgia Sensi e Andrea Sirotti

***

Valentine

Not a red rose or a satin heart.
I give you an onion.
It is a moon wrapped in brown paper.
It promises light
like the careful undressing of love.
Here.
It will blind you with tears
like a lover.
It will make your reflection
a wobbling photo of grief.
I am trying to be truthful.
Not a cute card or a kissogram.
I give you an onion.
Its fierce kiss will stay on your lips,
possessive and faithful
as we are,
for as long as we are.
Take it.
Its platinum loops shrink to a wedding-ring,
if you like.
Lethal.
Its scent will cling to your fingers,
cling to your knife.

 

°ascoltando Vince Guaraldi Trio – Sweet And Lovelyhttps://www.youtube.com/watch?v=FTaG55VJ4kM&t=6s

(per altri regali alternativi, puoi leggere qui)

“Il verso giusto”

strada blog di poesia

In poesia (e nella vita) solo parole terse, vere.

***

in cielo i nuvoli son grandi vele
bianche, velieri. Io voglio per mare
un fondo di bottiglia e davvero
esitare a scrivere, non vere
le parole han bisogno di severe
prigioni dove snebbiare; più terse
allora seguiranno il verso giusto,
più vere eviteranno le maldestre
oasi d’ambiguità che son rare
ai deserti e frequentissime dove
il deserto è la folla degli errori,
e degli uomini incerti qui nei mari
d’assenza e di dolore. Come fiori
di mandorlo e di pesco le parole.

Beppe Salvia (Potenza, 1954-1985), da Sillabe, in Cuore, Interno Poesia, 2021

°ascoltando Ben Harper – Heart And Crown –  https://www.youtube.com/watch?v=PRkug7CVi9Y

Inaccettabile?

gnegnegne

Di recente sono stata all’ufficio postale per spedire un pacco: l’oggetto da spedire era di vetro quindi ho cercato di imballare al meglio, ma sulla scatola ho comunque scritto il classico FRAGILE. Appena l’impiegata ha visto la scritta sulla scatola mi ha detto con decisa enfasi che no, FRAGILE non esiste proprio!, che il pacco deve essere imballato e protetto e che la parola FRAGILE non serve a nulla perché in ogni caso il pacco verrà trattato come tutti gli altri. Certamente, ho risposto, il pacco è bene imballato, ma sa…. ho scritto FRAGILE – un po’ ingenuamente – pensando che magari potesse essere maneggiato con maggiore cura… 

Adesso è in viaggio (e speriamo bene), ma la reazione dell’impiegata mi ha fatto pensare che in fondo anche noi siamo un po’ come i pacchi da spedire: dobbiamo essere  sempre  “forti”, perché così ci viene insegnato, imposto, inculcato, guai ad essere fragili e peggio ancora se ci mostriamo tali, se ammettiamo di esserlo. La fragilità non è ammessa: una volta di più mi sono resa conto che la parola FRAGILE è inaccettabile, anche se scritta sui pacchi da spedire.

(Qual è il tuo grado di – umana – fragilità? A te stess* puoi dirlo.)

 

fragili tutti

come fossimo di vetro tutti
guardiamoci negli occhi, ma piano
pianissimo e senza scure finzioni

foglie nei capelli e piedi nudi,
ché tutto il resto sono battaglie
sciocche, camuffate da relazioni

Irene Marchi, da Mancano le indicazioni, Officine Editoriali, 2023

°ascoltando Sting – Fragile – https://www.youtube.com/watch?v=lB6a-iD6ZOY

 

Che incubo!

letto sulle mura treviso

“Che incubo la poesia!”
Chi non l’ha mai pensato almeno una volta? 
Eppure…

***

 

Niente poesiole

E poi la peggior cosa è la poesia,
che non piace a nessuno e infatti leggerla
è un incubo, perché non si sa mai
cosa il poeta abbia davvero in mente.

Anziché scrivere quello che ha in mente,
sta lì a pensare, e a inventare, per scrivere
proprio di tutto, infine, ad eccezione
di ciò che aveva in mente per davvero

e con l’aria furbetta scribacchia
lettere a un Ciottolo, ad Amleto, a un Gatto
nell’appartamento vuoto, ai Cannibali
o alla Povera Lingua, ma non vuole

parlar chiaro agli Umani, come noi,
cui i versi appaiono nei brutti sogni.

Tomasz Różycki (Polonia, 1970), in “Poesia”, Crocetti Editore, vol. 25, maggio/giugno 2024, traduzione di Andrea Ceccherelli

°ascoltando Neutral Milk Hotel – The Fool https://www.youtube.com/watch?v=JsjqxU1Jg88

“… benché tu la creda perduta”

taglia e cuci blog di poesia

(Forse poesia è anche raccogliere i pezzi, cucirli assieme: alcuni lasciarli andare, con gli altri inventarsi un nuovo senso)

***

Per prima cosa non devi dire
“Vorrei scrivere una poesia”: di’
che hai voglia di dare al giorno
un altro po’ di luce: di’
che temi che il soffio del vento
possa nuocere a un’ape e ferire una rosa.

Poesia è quando ti si riempiono gli occhi
di lacrime davanti a un giovane ruscello
e il respiro all’improvviso si placa
dinanzi al tramonto su una collina:
vedi, la poesia è in te
prima che tu la veda nel blu.

Poesia è quando tutto il mare
sembra la tua casa, e ti ci vorresti
sdraiare, libero per sempre,
lontano dalla riva e lontano da me:
una poesia, poi, deve risuonarti dentro
prima che tu la senta d’intorno.

Poesia è quando un’esile foglia
ti fa sentire fragile e breve,
e ti sorprende l’ingiuria
del vento, e non trovi parole
per la tua pena, ché la stessa parola
ti ricorda il vento che hai udito.

Poesia è quando, d’un tratto,
il cuore ti batte più forte, il sangue ti scorre
più rosso nelle vene, e cento soli
sembrano sorgere insieme nel cielo:
non comprendi il senso di questo –
senti solo la gioia del mondo.

Poesia è un’ala ferita
che tu puoi guarire, una facile cosa
che tu non sai fare, una morte
che hai dentro, ma canti;
una vita che puoi usare a piacere
benché tu la creda perduta.

Poesia, infine, sei tu in te stesso,
e sei tu al di fuori di te,
riflesso del grigio e del blu,
e anche anticipazione.
E ora senti: fin dove arrivano le parole,
imita l’ape e imita la rosa.

Joseph Tusiani (San Marco in Lamis, 1924- New York 2020), da Ethnicity – Selected Poems, Bordighera Press, 2012

°ascoltando  Adam Baldych, Paolo Fresu – Poetry  –  https://www.youtube.com/watch?

 

 

L’alfabeto

l'abbiccì blog di poesia

(Quante lettere avrà?)

 

Il vitalfabeto

l’abbiccì  dello stare al mondo
dove s’impara non lo so
amare
baciare
credere (in qualcosa? in qualcuno?) e quindi donare
essere ma non fingere
gioire (se proprio ci va bene)
e poi e poi… dimmi
la vita dalla a alla zeta senza fare errori
non si può, magari farne meno
di trecento forse sì
(o forse no). insomma
l’alfabeto dello stare al mondo,
per favore, se lo trovi
condividilo

©irene.marchi.2024

°ascoltando The Cinematic Orchestra – Child Song – https://www.youtube.com/watch?v=R70HTD96bys

“Adesso plàcati acqua…”

 

Claude Monet, particolare da Ninfee 1917-1919, Musée Marmottan, Parigi

Claude Monet, particolare da Ninfee 1917-1919, Musée Marmottan, Parigi

Richiesta opportuna e legittima, questa della poetessa, ma che cosa penseranno le nuvole del nostro (inteso come umanità)  modus operandi?

***

 

Adesso plàcati acqua plàcati
compresa è la tua furia
dissetata la terra riarsa
non tu hai rotto gli argini
ma noi infranto la custodia
smantellata la tua memoria.
Le parole sono come i tuoi pesci
le tue onde, plachiamoci acqua
abbiamo la stessa anima.

Chandra Candiani, da Primavera, in Pane del bosco, Einaudi, 2023

°ascoltando Led Zeppelin –When the Levee Breaks https://www.youtube.com/watch?v=uwiTs60VoTM

Di luna e di sole

luna sole blog di poesia (infrarosso)

(Di luna e di sole, in percentuali variabili)

***

 
La mia timida ombra lunare volentieri
parlerebbe con la mia ombra solare da lontano
nella lingua dei folli;
nel mezzo io, sfinge illuminata,
mettendo pace, a destra e a sinistra
l’una e l’altra ombra ho generata.

Muzot, metà febbraio 1922

Rainer Maria Rilke, da Poesie 1907-1926, a cura di Andreina Lavagetto, Einaudi, 2014

 

°ascoltando Brian Eno – Emerald and Stone  – https://www.youtube.com/watch?v=32LYH714EmM