Trasparenza

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Essere trasparenti è indice di fragilità o di forza?

Senza Titolo

Levigare le parole
fino alla trasparenza
fino al limite sottile
di fragilità e di rischio
per sentirle finalmente suonare
al tocco delle dita
o tagliarvisi le labbra
o raccoglierne i cocci muti
e riprovare.

Gianmaria Testa, da Da questa parte del mare, Einaudi, Torino 2016, p. 89

*ascoltando Gianmaria Testa – Come di pioggia https://www.youtube.com/watch?time_continue=43&v=wgR2yMlctxo&feature=emb_title

Così

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E tu, dove stai?

A metà tra buio
e luce
            tra sogni
e pietre
a metà tra ieri e domani
tra un sì
e il suo contrario
a metà tra qui
           e sulla luna.
Sto  nello  spazio
che non è il tutto
e neppure il nulla.
Solo l’aggettivo
imperfetta
mi contiene interamente.

©IreneMarchi2019

*ascoltando Van der Graaf Generator – Darkness https://www.youtube.com/watch?v=WDmhP6YiN6s

In silenzio

neve1All’improvviso la neve, silenziosa, ritorna
(un po’ come un ricordo che pensavi di aver perso
o come un rimpianto da cui speravi di essere guarito).

Neve sottile

Ieri notte è tornata sfiorando i monti, silenziosa
credo fosse un pensiero perso da lungo tempo
sommerso nelle profondità morte di una valle
l’ho vista con i miei occhi spingere il cancello del giardino
avanzare in punta di piedi timorosa, esitare
proseguire, lasciare infine una traccia
nel cuore dell’inverno

1996

Yang Mu (Taiwan, 1940), da Poesia n. 338 – giugno 2018, traduzione di Rosa Lombardi

*ascoltando Queen – A Winter’s Tale https://www.youtube.com/watch?time_continue=40&v=CjWQZBmJf6M&feature=emb_title

La tua odissea

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Racconta(ti) la tua odissea: qual è il tuo viaggio interminabile
o quale la tua interminabile attesa?

XLIII

Ogni odissea
ha un finale felice
se Penelope
sopravvive al terrore
del silenzio di Ulisse

°°°

XLIII

Toda odisea
tiene un final feliz
si es que Penélope
sobrevive el terror
al silencio de Ulises

Juana Rosa Pita (L’Avana, 1939), da I viaggi di Penelope, a cura di Martha L. Canfield, traduzione di Martha L. Canfield e Alessio Brandolini, Campanotto Editore

 

*ascoltando Claudio Lolli – Ulisse https://www.youtube.com/watch?v=UbinMgusSZA

Uno così

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Un angelo che salva da ogni groviglio:
chi non vorrebbe un angelo così?

Un angelo mi guarda

Ho un angelo che mi guarda
dietro la spalla stanca,
un angelo senza bilancia
che non pesa la mia giornata.
Un angelo che non mi condanna
quando la rosa ferisco
quando fuggo la speranza
quando batto la fronte
sulla pietra del disinganno
quando inganno la morte
con rondini di carta.
Ho un angelo che mi salva
dietro la spalla stanca.

Raffaele Carrieri (Taranto, 1905 – Pietrasanta, 1984), da La giornata è finita, 1963

*ascoltando Ben Harper – Waiting On An Angel https://www.youtube.com/watch?v=1ej4ZjMF0Ns

 

Se li (ri)conosci, li eviti

nonsonoproprioscema

Riconoscere in qualcosa o in qualcuno il profilo di un “gattoevolpe”… : fidarsi oppure no (del proprio intuito)? E tu? Li (ri)conosci i tuoi “gattoevolpe”?

Non affidarti alla mia immaginazione,
non ti fidare, io non ti conservo,
non ti metto da parte per l’inverno…
io ti apro e ti mangio in un boccone.

Patrizia Cavalli, da Le mie poesie non cambieranno il mondoPoesie (1974-1992), Einaudi

*ascoltando Edoardo Bennato – Il gatto e la volpe https://www.youtube.com/watch?v=YoBuv7HR-Fw

Cerca le stelle

abcdefgSemplicemente… buon anno nuovo (le stelle ci sono ancora).

Anno vecchio, anno nuovo

Preferisco le stelle,
ma non le vedo
tra gli artificiali
fuochi.
Come un gatto
mi spavento del rumore
e di questi comandati balli
vestiti da sera,
travestiti da allegria.
Perché festeggiamo in una notte
quello che detestiamo ogni giorno?
Il tempo che passa
lo vorrei celebrare
potendo dire che nel cielo
vedo solo,
soltanto le stelle.

Irene Marchi, da Fiori, mine e alcune domande, 2015, Sillabe di Sale Editore

*ascoltando P.F.M. – Celebration https://www.youtube.com/watch?v=erOcHXaIZhA

Non avere paura

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Non aver paura dell’amore. Posa la tua mano
lentamente sul petto della terra e senti respirare
i nomi delle cose che lì stanno
crescendo: il lino e la genziana, la verzura odorosa
e le campanule blu; la menta profumata per
le bevande dell’estate e l’ordito delle radici di una
pianticella d’alloro che si organizza come un reticolo
di vene nella confusione di un corpo.
Mai la vita
è stata solo inverno
mai solo bruma e abbandono

Anche se ora piove, non preoccuparti: posa la mano
lentamente sul tuo petto  e ascolta  il pianto
della tempesta (…)

°°°

No tengas miedo del amor. Posa tu mano
suavemente sobre el pecho de la tierra y siente respirar
en su seno el nombre de las cosas que están allí 
para brotar: el lino y la genciana, el caracolillo real,
y las campanillas azules, la menta perfumada para
las infusiones del verano y el telar de raíces de una
pequeña bahía que se entrelaza como una red 
de venas en la confusión de un cuerpo. La vida nunca
fue solo invierno, nunca fue solo bruma y desamparo.

Aunque llueva ahora, no te preocupes: posa
tu mano suavemente sobre tu pecho y escucha el clamor
de la tempestad (…)

Maria do Rosário Pedreira (Lisbona, 1959)

*ascoltando Sigur Rós – Rafstraumur https://www.youtube.com/watch?v=obQLXnX3QOo

Talvolta

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Talvolta capisci le rotaie che non portano da nessuna parte”. Bella questa immagine: rappresenta perfettamente quella sensazione di stallo e sospensione… quando non riusciamo a capire da che parte vogliamo andare (e soprattutto non abbiamo voglia di andare). Probabilmente è inutile opporsi: prima o poi anche quello smarrimento passerà (tutto passa). Ritroveremo la direzione.

Talvolta sei
come la pioggia
che non cessa

Talvolta ritardi
perché pensi
di essere un treno

Talvolta avverti
di non sapere tutto
e ti basta

Talvolta
capisci le rotaie
che non portano
da nessuna parte.

Talvolta guardi
le nuvole
per non guardare
la gente.

Talvolta
sparisci
con la poesia

Esad Babačić (Lubiana, 1965), traduzione  di Jolka Milič (fonte www.filidaquilone.it)

*ascoltando Jeff Beck – Suspension https://www.youtube.com/watch?v=aTtZS3JPvCo

 

Un’allergia da non sottovalutare

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Salice piangente

sediamo entrambi sotto un salice
e discorriamo
mi busco un’allergia
e le mostro
l’occhio rosso
di che si tratta chiede
allergia rispondo
guarda in alto
la chioma
ti rende allergico il salice?
no
che cosa allora?
la tristezza

°°°

Žalujka

sediva pod vrbo
in se pogovarjava
dobim alergijo
in opozorim
na rdeče oko
kaj je to vpraša
alergija pravim
pogleda gor
v krošnjo
a na vrbo?
ne
na kaj pa?
na žalost

Esad Babačić (Lubiana, 1965), traduzione  di Jolka Milič (fonte www.filidaquilone.it)

*ascoltando Paul McCartney – Little Willow https://www.youtube.com/watch?v=vt872YI3qUY