(E poi proteggiti)

Dove tieni il cuore, di solito?

***

IO NON VOLEVO AMARE,
diventare
una piccola istanza ebbra, tenera stoffa
che un uomo tiene in una sola mano
e al primo abbraccio le sgualcisce il cuore.
No, non abbracci
mi figuravo.
Siediti sull’orlo del mio letto,
affetto venuto da lontano,
guardami senza mai stancarti,
come se fuori non fosse
più che neve neve e silenzio
e non si potesse più uscire.

Anna Maria Carpi, da E io che intanto parlo. Poesie 1990-2015, Marcos y Marcos, 2016

°ascoltando Julia Kent – Carapacehttps://www.youtube.com/watch?v=IlOO_crxOrc

Solo un guizzo

(e risprofonda)

 

COSÌ SI CHIAMA,
poesia, e mai
le daranno altro nome.
Pochi sanno come viene
da un verbo greco che diceva ‘fare’.

Ma perché ci esalta
perché ci dà speranza
questo modo d’esprimerci traslato
questo parlar diverso dal parlato?

Poi anche i bravi vanno nell’oblio
ma bravi che vuol dire?
Quel che fa un pesce: un attimo la testa
fuori dal mare,
schiuma, rimbombo d’onde
ansar di branchie,
un guizzo e risprofonda.

Anna Maria Carpi, da E non si sa a chi chiedere, Marcos Y Marcos, 2020

♣ ascoltando Donovan – The Song Of Wandering Aengus https://www.youtube.com/watch?v=Yn6FwUtXhuc

Parlare “normalmente” da soli

Parlare da soli mentre si cammina ormai non è più una cosa da “strani”, anzi: basta andare in giro con gli auricolari e rientriamo all’istante nel gruppo dei “normali” (anche se in realtà stavamo parlando proprio da soli).

DI QUELLI CHE PARLAVANO DA SOLI
un tempo dicevamo
chissà dove ha la testa il disgraziato.
Ora ha quel filo che traversa il petto.
Pochi sanno che smart  è parente di Schmertz
in tedesco ‘dolore’.

Chiama, risponde, chiama
e non ha pace,
“ci sentiamo” è l’ultima parola,
ci risentiamo, a presto,
presto prestissimo caro carissimo,
issimo issi sii..
Poi non lo odo più, ha girato l’angolo.

Anna Maria Carpi, da E non si sa a chi chiedere, Marcos Y Marcos, 2020

°ascoltandoThe Zen Circus – Amico Immaginario https://www.youtube.com/watch?v=1QdLsGEGITA

Quel volto nello specchio

allo specchio

Ti riconosci quando ti guardi allo specchio?

Scroscia l’acqua sincera
fredda calda obbediente
e schizza per il bagno fino agli allegri led.
Care mensole colme di sciocchezze
asciugamani bianchi
dove mi nascondo
a occhi chiusi
e non vedo più niente.
Sono io quel volto nello specchio?
Un sembiante il caso lo dà a ognuno
ma se lo fissi e pensi ‘sono io’
ti fa impazzire.

Anna Maria Carpi, da Quando avrò tempo, Transeuropa, 2013

ascoltando Silhouette – Mike Oldfield https://www.youtube.com/watch?v=_cV5ubyUpxU

Ascolta…

 

violoncello

 

 

SEI SUITES DI BACH per violoncello solo
lo strumento più simile alla voce umana.
Vuoto e silenzio intorno,
ogni suono un miracolo,
niente immagini o inganni
da vedere niente:
è il racconto monotono e stupendo
del nostro andare –
tu lo sai verso dove.
Io non so se mi piace
tutta questa bellezza.

Anna Maria Carpi, da La macchia dell’origine, in E tu tra i due chi sei, Scheiwiller, 2007

 

♥ ascoltando JS Bach – Sei Suite per Violoncello solo (Pau Casals – 1936) https://www.youtube.com/watch?v=ePPMrX4YtkM&t=2162 e Nick Drake – ‘Cello Song https://www.youtube.com/watch?v=h4y8WGOJu_c

La lista della spesa

la listaaaaaaaa

Com’è, di solito, la tua lista della spesa? Ordinata o disordinata, chiara o incomprensibile? E dove la scrivi: sul retro di un volantino? su piccoli foglietti colorati? su vecchie buste da lettera? Ancora: ti ricordi di portarla con te o fai come me e la dimentichi sul tavolo di cucina?

O forse non la scrivi perché detesti le liste di qualsiasi tipo?

O al posto della lista disegni una mappa per non perderti?

Ok, basta domande.

 

Dentro il carrello del supermercato
ci sono due biglietti scritti a mano:
è sporco quel carrello,
dice una vecchia ammodo
e non lo vuole.
Uno è verde, da un blocchetto autoadesivo,
a stampatello – i giovani
che non sanno più usare la scrittura:
SACCHETTI PATTUMIERA –
RISO PADANO – PIZZA – BOOK IN BUSTA –
SALVASLIP ROSA –  1 VINO.
L’altro, a righe, strappato a un quadernino
a spirale, è a metà in corsivo:
3 seppioline 1 latte
cipolle Kinder cereal 1 cece 1 abrasivo.
Mi sembra di vedere una cucina,
in una via adiacente, in un interno,
la luce dal cortile, poi la sera,
tutta una vita altrui,
e mi sgomento.

Anna Maria Carpi (Milano, 1939), da Compagni Corpi, Scheiwiller, 2005

⇒ascoltando The Clash – Lost in the Supermarket https://www.youtube.com/watch?v=hZw23sWlyG0

(Per un’altra lista della spesa, qui: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/2018/06/21/che-cosa-manca/)

Le porte!

door

Le porte chiuse ti orientano  più verso le utopie o verso le apocalissi?

Dicono tutti:
“Ah, la voluttà del proibito!”
Io non capisco.
Io non ho mai cercato che il permesso,
le porte aperte,
le stanze calde,
e come arrivare alla sala del trono.

Io sempre in prima fila
quando c’è da sperare,
sempre in ammirazione
per chi fa qualche cosa,
forse, mi dico,
mi prenderà con sé,
poi son delusa a morte e mi ubriaco
di utopie e apocalissi.

Per fortuna gli altri non lo sanno,
i cari altri
che tutto possono,
da cui tutto dipende:
io sono peggio del cucciolo che sbrana
il cuscino, la cuccia
se lo lasciano a casa,
io sbrano anche me stessa.

Anna Maria Carpi, da Compagni corpi, 2004

 

° ascoltando Pentangle – Open the door https://www.youtube.com/watch?v=7mnBwg2r0d4

Ho perso il conto

mylifeisdifferent

Ti sei mai sentit* inadeguat*, divers*, dissonante, sradicat*?
Io sì, un sacco di volte (ne ho perso il conto).

Cos’é la Terra? Erba
aria folate erba
fruscio contesa
fra radicati e sradicati.
E tu fra i due chi sei?
 
Anna Maria Carpi, da  L’asso nella neve – Poesie 1990-2010

***

Felice chi è diverso
essendo egli diverso
Ma guai a che è diverso
essendo egli comune.

Sandro Penna, da Appunti, 1950

 

Nessuna dissolvenza

c i a o jpg

  Un ciao da lontano, ma non in dissolvenza.

 

TU ASCOLTI  – ascolti?–
l’altro che ti racconta i casi suoi,
tu aspetti solo il primo punto accapo
per dire “anch’io…” e per passare ai tuoi.
Ora è l’altro che ascolta – ascolta?
No, pensa solo: non la fare lunga.

Da un residuo di cuore
ci mandiamo infine
un “fatti coraggio” e “a presto”.
Poi la dissolvenza del “cia-ciao”
dove la o si perde.

Anna Maria Carpi, da L’asso nella neve, ed. Transeuropa, 2011

*ascoltando Sinéad O’Connor-Thank You For Hearing Me https://www.youtube.com/watch?v=wpZTku1OE04

Stranieri

“Straniero, se tu passando mi incontri e desideri parlare con me, perché non dovresti parlarmi? E perché io non dovrei parlare con te?”

Walt Whitman, da Inscriptions in Leaves of Grass

stranieri

Dedicato a chi si sente (spesso) sradicato, diverso, strano, straniero rispetto al mondo in cui vive e talvolta straniero anche a sé stesso.  (Siamo almeno in due?)

 

Cos’é la Terra? Erba
aria folate erba
fruscio contesa
fra radicati e sradicati.
E tu fra i due chi sei?
 
Anna Maria Carpi, da  L’asso nella neve – Poesie 1990-2010

 

VII
 
Non saprei, Donzel,
fatica, non saprei
affanno e quello scalpitare
e quel tacermi dentro
 
nel secco scricchiolio
delle costole e lo sforzo
gemello delle gemme
le prime, a febbraio;
 
non saprei nel sangue
né il caldo del camminare
né il fresco gocciolio della sosta
 
non saprei nient’altro
di me se non sapessi
di me che sono straniero.
 

No savarès Donzel
fadìe, no savarès
l’imbast e chel daspâ
e chel tasêmi dentri

intal sec criçulâ
des cuestis, e il zimul
sfuarçâ da lis zimis
lis primis, a Fevrâr;

no savarès tal sanc
nì il cjalt dal cjaminâ
nì il fresc gotâ de polse

no savarès nuealtri
di me se no savès
di me che o soi forest.

Pierluigi Cappello, da Il me Donzel, in Azzurro elementare, Bur, 2013

*ascoltando Eugenio Finardi – Extraterrestre https://www.youtube.com/watch?v=jgaEOzGWg8Y