Alcuni piccoli accorgimenti per dormire

 

Chiudere la luna fuori dalla finestra? (fatto);

zanzare, gatti, cani e rumori? (ci sto lavorando);

pensieri angosciosi, dolori e varie? (vabbé, dai,  non chiediamo troppo a noi stessi);

Istruzioni per dormire

Certo, addormentarsi.
Scacciare la luna
dalla finestra.
Mettere in contumacia
le zanzare.
Stabilire per i gatti
lo spazio notturno.
Zittire i malinconici
cani dei vicini.
Chiudere l’udito
a tutti i rumori
tranne a quello della pioggia.
Relegare tutti i pensieri
angosciosi nel posto
che gli spetta,
nel tempo passato
o futuro.
Sistemare i sentimenti
nei reconditi
meandri del cuore,
in astucci
chiusi a chiave fino all’alba.
Reprimere i dolori.
Controllare i desideri
e superare le offese.
Non comporre poesie.
Afferrare il filo di una storia
e inventare una favola.
Fungere da mamma a se stessi.
Essere la propria amata.
Coprire di baci
il cuore insoddisfatto.
Coprire con una coperta
le membra infreddolite.
Entrare
nell’enclave monastica
del buio e del silenzio.
Andare lontano.
In capo al mondo.
Al confine dei sogni e dei non sogni.
E magari
ancora più lontano.

 Kajetan Kovič (1931, Maribor-Slovenia), traduzione di Jolka Milič

°ascoltando  Pink Floyd – Cluster One https://www.youtube.com/watch?v=XRqrpfzpTaA

 

Per la pace dei vivi

burci edifici copia

 

Preghiera al dio della quiete

Voglio stendermi su un letto
sedermi su una sedia

fermarmi su un suolo
che non si muovano

Nostalgia della calma
Elogio della fissità

Non parlo del riposo dei morti
Parlo della pace dei vivi

Signore della quiete
placa l’ira dei mostri che abitano
le viscere della Terra

Infondi a loro il sonno
Fai che s’addormentino in silenzio

E soprattutto Signore
che non tornino a svegliarsi
nei secoli dei secoli

Óscar Hahn (Cile, 1938), da Tutte le cose scivolano, Raffaelli Editore, 2015, traduzione di Gianni Darconza

♣ ascoltando  Joe Hisaishi –The Lost Paradise https://www.youtube.com/watch?v=bae1XYLvmSo

Quesiti (e risposte) intramontabili

Certi quesiti elementari non hanno età.

Se Maria

– Se Maria ha tre mele
e ne dà una a Nicolás,
quante gliene restano?
– A cosa pensi Nicolás?
Non hai la risposta?
– Se Maria mi dà una mela,
mi resta ancora una speranza.

Jairo Aníbal Niño (Colombia, 1941-2010), da Mi fa male la pancia del cuore – Poesie d’amore dai banchi di scuola, traduzione di Anna Mioni, Sonzogno, 2001

♥ ascoltando Sam Cooke – What A Wonderful World https://www.youtube.com/watch?v=R4GLAKEjU4w

Rivelazioni

Ferdinando Scianna

Fotografia di Ferdinando Scianna

(quando ti spiegano quello che non capivi)

 

Tu sei il mio intorno

Sono entrato nel tuo vestito
in punta di piedi
come un ladro da poco.

Era quello il solletico
che sentivi!

Vasco Mirandola, da Volevo solo scriverti accanto, AnimaMundi Edizioni, 2021

♣ ascoltando Randy Newman –Tickle Me https://www.youtube.com/watch?v=FIBbFrRSri8

Pausa per inventario

davL’inventario (personale) è un po’ come il caro vecchio diario segreto:
o ci scrivi le cose come stanno realmente o non serve a nulla. (O no?)

Pausa

Ogni tanto bisogna fare
una pausa
contemplarsi
senza l’abitudine quotidiana
esaminare il passato
dato per dato
tappa a tappa
mattonella per mattonella
e non piangersi le menzogne
ma cantarsi le verità.

Mario Benedetti (Paso de los Toros, Uruguay, 1920-2009), traduzione di F. Guerrini

***
 
Pausa
 
De vez en cuando hay que hacer
una pausa
contemplarse a sí mismo
sin la fruición cotidiana
examinar el pasado
rubro por rubro
etapa por etapa
baldosa por baldosa
y no llorarse las mentiras
sino cantarse las verdades.

 

♦ ascoltando Explosions in the Sky – “Time Stops” https://www.youtube.com/watch?v=2YGZ-_aD888

 

Less is more

meno

Voglia di leggerezza (2)

Gli oggetti sono dispettosi
Si burlano di me quando li osservo
Mi danno la vertigine dell’immobilità
Mi dicono l’ora della partenza
Allora bisogna donare o gettare
Nulla conservare in soffitta
Perché la muffa veglia
E la stupidità ci tormenta
Spogliarsi di tutto
Guadagnare la leggerezza assoluta
Unica compagna dell’ultimo viaggio.

Tahar Ben Jelloun (Fès, Marocco, 1944), da Poesie dipinte (n. 90), in Dolore e luce nel mondo, La nave di Teseo, 2021, traduzione di Cettina Calò

ascoltando Vashti Bunyan – Where I Like To Stand https://www.youtube.com/watch?v=f6u_7yd4bg8

(Voglia di leggerezza 1 lo puoi trovare qui)

 

Dubbi? Perplessità?…

evaporando

Alzi la mano  chi si sente più o meno come il poeta nella poesia qui sotto.

Lo vedi? Siamo in ottima compagnia (… ora possiamo abbassare la mano).

 

Mai ho saputo chi sono né mai lo saprò.
So solo che il vento soffia e la pioggia cade,
il mare selvaggio bramisce tra le rocce
e il sole illumina i lieti boschi.
Ma chi mi insegnerà a essere me stesso
perché io possa udire il tiro a caso
risuonare tra il dubbio e la certezza
e possa leggere, nelle carte sul tavolo,
la verità delle carte di un mazzo?
Non so dire neanche se sono l’altro,
l’ombra che mi insegue sotto il sole
e mi sfoglia come se fossi un girasole
e in me si nasconde quando mi scopro
nella mancanza e nell’assenza e mi cerco
nel graffito  che macchia la calce del muro.
Tutto in me è domanda e incertezza.
E perplesso cammino verso la spiaggia
prima che tutto in me in me si perda.

Lêdo Ivo (Brasile, 1924 – 2012), da Plenilunio, in Requiem, traduzione di Vera Lùcia de Oliveira

° ascoltando Hans Zimmer – Rain Man Theme https://www.youtube.com/watch?v=fKZkIt0QRoM&t=6s

Sono nell’orto

zappoC’è qualche invenzione che porta il tuo nome? Magari un sugo strano per gli spaghetti, la bevanda incredibile che prepari d’estate, un passo di danza, il testo di una canzone,… ?

 

Conferenza stampa di un grande inventore

Sogno di inventare — se così
si può dire — sin dagli anni della scuola,
una spugna in grado di assorbire
tutte le sciocchezze del mondo. (Brusio in sala)
Inoltre lavoro da una vita
ad un manuale
di volo per farfalle e durante le pause,
elaboro una specie di dizionario
del linguaggio dei fiori di lillà. (Applausi)
E mi sforzo di comprendere gli uomini.
Mi meraviglia la somiglianza tra odio
e amore, santi e diavoli.
(Interventi dalla sala. Fischi)
Per il resto, zappo l΄orto, pianto crisantemi,
sfrondo il prezzemolo, coltivo gerani
e muoio pure, a poco a poco…
(Applausi lunghi e calorosi)

Nicolae Dabija (Moldavia, 1948-2021), da Dritto all’errore. Antologia poetica, Trieste, Franco Puzzo Editore, 2014, traduzione di Gaetano Longo e Valentina Corcodel

♣ ascoltando Bandabardò – Rumore di fondo https://www.youtube.com/watch?v=u8Y03X33iRs&t=6s

Giochi di poesia

oi oi oi
Hai mai “giocato” con la poesia?
Come dici? Non si gioca con la poesia?!
E dove sta scritto? L’importante è non barare, come in ogni gioco.

Opzioni per un poeta

Con parole diverse
dire la stessa cosa
sempre la stessa.
Sempre con le stesse parole
dire una cosa del tutto diversa
o la stessa in modo diverso.
Molte cose non dirle
o dire molto
con parole che non dicono niente.
Oppure tacere in modo eloquente.

***

Nel caso dato

Scegli tra gli errori
che ti son dati,
ma scegli bene.
Forse è sbagliato
fare la cosa giusta
nel momento sbagliato,
o giusto
fare la cosa sbagliata
nel momento giusto?
Un passo falso  non si corregge.
Il giusto errore,
una volta sfuggito,
non tornerà così presto.

Hans Magnus Enzensberger, da Più leggeri dell’aria, traduzione di Anna Maria Carpi, Einaudi, 2001

 

♦ ascoltando Syd Barrett – Clowns and Jugglers https://www.youtube.com/watch?v=uBjaB8HfoxQ&t=1s

Chi leggerà?

quentin blake matilda at thirty

Quentin Blake, “Matilda at thirty”

Scrivi anche tu (o vorresti cominciare a scrivere)?
Hai già in mente il tuo lettore ideale?

Scegliendo un lettore

Per prima cosa, mi piacerebbe che fosse bella,
e camminasse con grazia sulla mia poesia
nel momento più solitario di un pomeriggio,
i capelli ancora umidi sul collo, lavati
da poco. Dovrebbe indossare
un impermeabile, vecchio, un po’ sporco
perché non ha abbastanza soldi per la lavanderia.
Tirerà fuori gli occhiali, e lì,
nella libreria, sfoglierà
le mie poesie, poi metterà di nuovo il libro
sullo scaffale. E si dirà:
“A quel prezzo, posso far lavare
il mio impermeabile alla tintoria.” E lo farà.

***

Selecting a reader

First, I would have her be beautiful,
and walking carefully up on my poetry
at the loneliest moment of an afternoon,
her hair still damp at the neck
from washing it. She should be wearing
a raincoat, an old one, dirty
from not having money enough for the cleaners.
She will take out her glasses, and there
in the bookstore, she will thumb
over my poems, then put the book back
up on its shelf. She will say to herself,
“For that kind of money, I can get
my raincoat cleaned.” And she will

Ted Kooser (Ames, Iowa 1939), da Sure Signs, 1980, University of Pittsburgh Press