La vita

La vita,

com’è.

 

Mangiare insieme

So che la mia amica se ne sta andando
anche se è ancora seduta lì
di fronte a me, al ristorante,
e si china sul tavolo a mangiare
il pane nell’olio nel mio piatto, so
che capelli fitti aveva una volta,
e cosa le costa liberarsi
del berretto del suo uomo a metà pranzo,
per guardare negli occhi il giovane cameriere
e sorridere quando ci chiede
se va tutto bene. Lei mangia
come un morto di fame – pollo, involtini di vite,
i fiocchi burrosi di sfoglia –
e ciò che la sta uccidendo
mangia, anch’esso.  La osservo che solleva
un’oliva nera, lustra, e ne stacca
la polpa dal nocciolo, osservo
le lunghe dita, fini, e il volto
gonfio di medicine. Abbassa
lo sguardo sul cibo, fingendo
di non sapere che so. Se ne sta andando.
E continuiamo a mangiare.

Kim Addonizio, da Nuova Poesia Americana, Vol.II, a cura di John Freeman e Damiano Abeni, Black Coffee edizioni, 2020

°ascoltando Adrian Berenguer – Midnight Vals https://www.youtube.com/watch?v=b71azegDGoA

L’ospite ombroso

 

C’è una parte fatta d’ombra, dentro di noi, e ogni tanto ci parla.

Tu la ascolti o la eviti?

L’ospite

Molto prima di sera
da te torna chi ha scambiato il saluto con il buio.
Molto prima del giorno
si sveglia
e ravviva il sonno, prima di andare
un sonno, risuonante di passi:
tu lo senti misurare lontananze
e là lanci la tua anima.

Paul Celan (Ucraina, 1920-Parigi, 1970), traduzione di Elisa Biagini, in Antonella Anedda, Elisa Biagini, Poesia come ossigeno – Per un’ecologia della parola, Chiarelettere Editore, 2021, (“Domande”, p. 122)

°ascoltando  Vangelis – La petite fille de la mer https://www.youtube.com/watch?v=m0syKkF4-Qw

Amica poesia

Purtroppo ho cominciato a leggere poesia (nel senso di sentirla amica, e non solo di studiarla) piuttosto tardi: magari avessi cominciato a sedici anni, mi sarebbe stata di grandissimo aiuto. Ora sto recuperando con la lettura-amicizia, ma il tempo dei sedici anni non ritorna più.
Tu hai già fatto amicizia con la poesia?

Leggo poesie

Leggo poesie a caso,
leggo quasi senza pensare a quel che leggo.
Quando incontro un verso triste,
sento nell’anima come una carezza.
Non che mi conforti la tristezza altrui;
è che mi sento meno solo.

***

Leo poemas al azar,
leo casi sin pensar en lo que leo.
Cuando me encuentro un verso triste,
siento en el alma una caricia.
No es que me alivie la tristeza ajena;
es que me siento menos solo.

Ángel González (Spagna, 1925-2008), da Nada grave, 2008

 

Un’allergia da non sottovalutare

willow

Salice piangente

sediamo entrambi sotto un salice
e discorriamo
mi busco un’allergia
e le mostro
l’occhio rosso
di che si tratta chiede
allergia rispondo
guarda in alto
la chioma
ti rende allergico il salice?
no
che cosa allora?
la tristezza

°°°

Žalujka

sediva pod vrbo
in se pogovarjava
dobim alergijo
in opozorim
na rdeče oko
kaj je to vpraša
alergija pravim
pogleda gor
v krošnjo
a na vrbo?
ne
na kaj pa?
na žalost

Esad Babačić (Lubiana, 1965), traduzione  di Jolka Milič (fonte www.filidaquilone.it)

*ascoltando Paul McCartney – Little Willow https://www.youtube.com/watch?v=vt872YI3qUY

Bonjour tristesse, adieu tristesse

bonjouradieu copia

Serve anche la tristezza.
A volte va attraversata per poi vedere tutto più chiaro.

Gioia

Giunsi attraverso il dolore alla gioia.
Da esso ho saputo che l’anima esiste.
Per il dolore, là nel mio regno triste,
albeggiava un sole misterioso.

Era la gioia nel mattino freddo
e il vento folle e caldo che ti investe.
(L’anima che vide le primavere
verdi come d’incanto si spezzò.)

Ora la sento di più. Guardo al cielo
e mi risponde quando le domando
dopo il dolore per la mia ferita.

E mentre la mia mente si rischiara
prego le divinità della vita
per l’uomo che sono stato in tristezza.

°°°

Alegría

llegué por el dolor a la alegría.
Supe por el dolor que el alma existe.
Por el dolor, allá en mi reino triste,
un misterioso sol amanecía.

Era alegría la mañana fría
y el viento loco y cálido que embiste.
( Alma que verdes primaveras viste
maravillosamente se rompía. )

Así la siento más. Al cielo apunto
y me responde cuando le pregunto
con dolor tras dolor para mi herida.

Y mientras se ilumina mi cabeza
ruego por el que he sido en la tristeza
a las divinidades de la vida.

José Hierro (Madrid, 1922-2002),  da Alegría, 1947

*ascoltando R.E.M. – Everybody Hurts https://www.youtube.com/watch?v=5rOiW_xY-kc

Da domani

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5. Rumori secondari

Mi concedo l’onore di rassegnarmi
solo questa notte
come riposo
domattina presto aprirò gli occhi
sarò un’altra volta coraggioso e ordinario
ribelle con le mani in tasca
eterno con la morte all’occhiello
solo in questa notte priva di luna
credere di andare
credere di venire
credere che il mio cuore non potrà mai più
aumentare in dimensione e nostalgie
solo questa notte
per favore
per pietà
sentirmi vinto
umile
devastato
fatto e disfatto con avanzi di Dio
qui a sognare senza permesso
a mentire senza speranza
ma sapendo che si tratta
solo di questa notte sterile e unica
domani alle sette aprirò gli occhi
e un’altra volta mi darò da fare senza lamentarmi
e ascolterò il frastuono universale
senza che m’ingannino rumori secondari.

°°°
5. Ruidos secundarios

Me hago el honor de resignarme
sólo esta noche
como descanso
mañana temprano abriré los ojos
seré otra vez valiente y ordinario
rebelde con las manos en los bolsillos
eterno con la muerte en el ojal
sólo esta noche en que no hay luna
creerme que voy
creerme que vengo
creer que mi corazón ya no podrá jamás
aumentar de tamaño y de nostalgias
sólo esta noche
por favor
por piedad
sentirme vencido
humilde
devastado
hecho y deshecho con desechos de Dios
puesto a soñar sin vistobueno
dado a mentir sin esperanza
pero sabiendo que se trata
sólo de esta noche estéril y única
mañana a las siete abriré los ojos
y otra vez pondré el hombro sin quejarme
y escucharé el estruendo universal
sin que me engañen ruidos secundarios.

Mario Benedetti (Paso de los Toros, Uruguay,  1920 – Montevideo, 2009), frammento dalla poesia Cinco veces triste, in Poemas de hoyporhoy –1958 -1961

*ascoltando Vangelis – Tears In Rain https://www.youtube.com/watch?v=9a1o3OHGTcM

Se una canzone

Se una canzone ti fa solo male, perché continui ad ascoltarla?

Canzone per cantare una canzone

È musica… Persiste,
fa male all’anima.
Viene talora da un tempo remoto,
da un’epoca impossibile
persa per sempre.
Va oltre i confini della musica.
Ha corpo, profumo,
è come la polvere di una vicenda imprecisa,
di un ricordo che non si è mai vissuto,
di una vaga speranza irrealizzabile.
Si chiama semplicemente:
Canzone

Ma non è soltanto questo.

È anche la tristezza.

Ángel González (1925-2008), da Trattato di urbanistica, 1967 (testo dal web https://cantosirene.blogspot.it/search?q=musica)

* ascoltando Stevie Ray Vaughan  – Little Wing https://www.youtube.com/watch?v=An4uDegHB8s