Insonnia

caosgrigio

Che faccia ha la tua insonnia?

Soluzioni inutili

Contro il caos grigio
dei pensieri
— ci succhiano la calma
                                  dai respiri
e il sonno
            dagli occhi —
non basterà  la citronella
che sfiamma
né immergersi nel buio
di stanze sigillate.
Ci calmerà, forse,
quel frammento stupito
di luna: virgola bianca,
                            breve fiato
ai nostri monologhi
soffocati e privi di punteggiatura.

© Irene Marchi 2016

*sto ascoltando Eels – I Need Some Sleep

https://www.youtube.com/watch?v=TWzFY-nUpTU

Pazza idea

Scultura lungo il seniero verso le Cascate di Riva - Campo Tures (Alto Adige)

Scultura lungo il sentiero che porta alle Cascate di Riva – Campo Tures (Alto Adige)

Dedicata al mondo intero, per vedere oltre le barriere e i muri (… utopia?).

 

Dammi la mano

Dammi la mano e danzeremo
dammi la mano e mi amerai
come un solo fior saremo
come un solo fiore e niente più.

 
Lo stesso verso canteremo
con lo stesso passo ballerai.
Come una spiga onduleremo
come una spiga e niente più.

 
Ti chiami Rosa ed io Speranza
però il tuo nome dimenticherai
perché saremo una danza
sulla collina e niente più.

 
Gabriela Mistral (nata nel 1889 a Vicuña – Cile–  e morta nel 1957, Premio Nobel per la Letteratura nel 1945), testo dal web.

*ascoltando Neil Young – Peace and Love  https://www.youtube.com/watch?v=_QTO-W0AJJE

Tutti ugualmente minuscoli

 

nessuna maiuscolaGuardiamo il cielo, guardiamo la vita e guardiamo la morte:

non siamo forse tutti uguali? Tutti ugualmente minuscoli.

nessuna maiuscola

eccoci qui
come lettere sparse
s  p  a  r  s  i
          a terra, tutti,
dalla a alla zeta
e se ti vedi maiuscolo
nessuna convinzione,
è solo per convenzione

sparsi a terra siamo
                             tutti:
il prodotto di un grande sgambetto.

©irenemarchi 2017

* sto ascoltanto Bob Dylan – Like a Rolling Stone

Dov’è il cuore?

cuore

Dove sta il cuore? Davvero in mezzo al petto o attorcigliato nei nostri pensieri? Chi comanda che cosa?

P.S.  Una volta mi è capitato di sentire il ritmo del mio cuore (con lo strumento dell’ecografista) e subito mi è venuto in mente Jimi Hendrix mentre “scalda” la chitarra: “Cominciamo bene!” ho pensato…

Dov’è il cuore?

Batte il cuore
sussurra, corre, scavalca,
brucia il cuore
strazia, soffoca, impazzisce
chiede aiuto il cuore
pianopoifortepoiurla.
Chiede il cuore
chiede
chiede
chiede

Tace il cuore.
Ma dov’è il cuore?

©IreneMarchi2017

*Ascoltando Lou Reed – Rock and roll heart

Ma che importa…

pioverà, che importa...

Non importa, non importa, non importa… 

di quasi (quasi!) tutto si può dire non importa. Devo ricordarmelo più spesso.

 

Mi sorprenderà la pioggia,
ora che non ho neppure il cappello di bambù?
Ma che importa…

Matsuo Basho, da Cento Haiku, traduzione a cura di Irene Iarocci, Guanda Editore

 

*Ascoltando Jovanotti – Piove

Ma forse mi sbaglio

Particolare del Castello di Marostica (Vicenza) - sala interna

Particolare del Castello di Marostica (Vicenza) – sala interna

Ma forse mi sbaglio…

Un-due-tre…

Le distanze ci comandano
̶  non troppo vicini
meglio tre passi indietro  ̶
il nulla misurato  per rimanere
                                                indifferenti
vuoti calcolati per non sfiorare
i veri pensieri.
Geometrie sociali
                       che sanno di noia
atteggiamenti appesi a calici di vino.
«Mi concede questo valzer della solitudine sorridente?».

©IreneMarchi2017

* ascoltando Green Day – Boulevard Of Broken Dreams

 

 

Quello che vorremmo, quello che possiamo

prati 0

In quanti così? Vorremmo continuare a cercare di cielo in cielo chissà che altezza (ma siamo inchiodati a terra).

Prati

Forse non è nemmeno vero
quel che a volte ti senti urlare in cuore:
che questa vita è,
dentro il tuo essere,
un nulla
e che ciò che chiamavi la luce
è un abbaglio,
l’abbaglio estremo
dei tuoi occhi malati –
e che ciò che fingevi la meta
è un sogno,
il sogno infame
della tua debolezza.

Forse la vita è davvero
quale la scopri nei giorni giovani:
un soffio eterno che cerca
di cielo in cielo
chissà che altezza.

Ma noi siamo come l’erba dei prati
che sente sopra sé passare il vento
e tutta canta nel vento
e sempre vive nel vento,
eppure non sa così crescere
da fermare quel volo supremo
né balzare su dalla terra
per annegarsi in lui.

Antonia Pozzi, Milano, 31 dicembre 1931

* ascoltando Nick Drake –  Way to Blue

Tu lo sai?

frammenti di coraggio

(Io ancora no…)

Tu lo sai?

 

Forse dalle nuvole, talvolta
̶   li hai visti i raggi di luce scendere leggeri?  ̶
puoi raccogliere piccoli frammenti di coraggio:
ne basterebbe  uno
a  illuminare
                la nostra infinita salita.
Ne basterebbe uno.
Tu lo sai
                dove vanno a cadere?

©Irene Marchi 2017

 

* ascoltando Eva Cassidy – Over The Rainbow

https://www.youtube.com/watch?v=2rd8VktT8xY

Come le nuvole

siamonuvoleCome le nuvole non possiamo fermarci. Andiamo e corriamo, all’improvviso piangiamo, poi ci trasformiamo e (mai uguali) ripartiamo. Andiamo e corriamo, piangiamo, andiamo…

Siamo nuvole
i nomi complicano la tessitura
ma siamo nuvole,
notturne mattiniere
dipende,
oltraggiose spaurite
candide sprezzanti,
cavalieri e cavalcature
bastimenti e animali
siamo pronte
a dissolverci con fierezza
in quel tutto pacatissimo
del cielo ultimo
che ci affida il mondo.
Siamo nuvole
cambiamo vita di frequente
lì, sopra il disordine della realtà
il fondo
sereno delle cose,
la pioggia
la sete.

Chandra Livia Candiani, da Fatti vivo, Einaudi, 2017

*ascoltando Sheryl Crow, Run Baby Run

Se sei perso

camminare in salita

… ho imparato che, se sei perso, puoi ascoltare i messaggi del corpo  (se non  vuoi ascoltare la mente).

Se sei perso.
Se nulla ha più un senso.
Se tutti i tuoi punti di riferimento sono crollati.
Se la vecchia vita ora si sta sgretolando.
Se la mente è annebbiata, stanca, occupata.
Se l’organismo è esausto e desidera riposare.
Festeggia.
Fidati.
È un rito di passaggio, non un errore.
Stai guarendo in un modo tutto tuo.
Ora contatta la terra.
Inspira.
Espira.
Fa’ spazio per gli ospiti:
La tristezza, il dubbio, la paura, la rabbia.
Un antico senso di vuoto –
Vogliono solo essere sentiti.
Vogliono solo attraversarti.
Sei un recipiente, non un sé separato.
Sei un cielo, non il clima di passaggio.
Una vecchia vita se ne sta andando.
Una nuova vita sta nascendo.
Gli altri potrebbero non comprendere.
Ma fidati comunque.
Festeggia.
Contatta la terra.

Jeff Foster, testo dal web

* ascoltando REM, Everybody hurts