Istinti di sopravvivenza

Speriamo non vengano mai a mancare questi “tremendi slanci verso il sole“!

***

 

Camminando nel bosco

È stato allora che ho visto un vecchio acero
un paio delle sue spesse braccia spezzate
un braccio reclinato mezzo marcio
nel terreno     nero della deliziosa
ospitalità del marciume verso
le più piccole creature

l’albero non stava davvero morendo     viveva
meno ampiamente     a testa alta e verde
sopra il folto fogliame degli altri
alberi     un tremendo slancio verso il sole
solo per sopravvivere     ma se ti è
piaciuta la vita     lo fai

Grace Paley, da Volevo scrivere una poesia, invece ho fatto una torta, Edizioni SUR, 2022, traduzione di Paolo Cognetti e Isabella Zani

 

°ascoltando  Sparklehorse – Sad & Beautiful Worldhttps://www.youtube.com/watch?v=C7rOKhmnw44

Risonanza

Con quale elemento naturale senti di poter entrare in risonanza?

***

Sento la pioggia. Giunta furtiva scroscia.
Un suono di latta, di liete gocce i passi.
Attimi, attimi, solo attimi e attimi,
e a un tratto guardo, e sono già anni e anni!
Forse anche secoli. Nessuno lo sa più
nelle nebulose dell’anima o del cielo –
nel manto della pioggia, diafana come vetro,
io vado dai vivi e i morti rivedo.
Bacio tutti i boschi. Ringrazio il violinista.
Vi ha sonato bene una volta la mia presenza.
Io sono albero, neve, ogni cosa che amo.
E forse è in questo tutta la mia essenza.

Lina Kostenko (Ucraina, 1930), poesia tradotta da Paolo Statuti https://musashop.wordpress.com/2019/03/04/lida-kostenko/

°ascoltando Aikyo – Cajita de musica –  Granada (Hang, Bells, Flauta & Chelo) – https://www.youtube.com/watch?v=iOPRCCyQlz8

Incàntati!

Quando è stata l’ultima volta che ti sei dat* il permesso d’incantarti davanti a qualcosa?

 

Ma i miei alberi immobili,
l’argento di luce delle foglie
e il desiderio, lasciato ai roveti
di rosa canina – dimmi,
è verticale quest’ora perfetta,
e dove posa? E tu, tu dove sei,
che dormi nella stanza
dentro la muta ombra dei muri?

Immemore del tempo, io qui
mescolo dentro e fuori, mi confondo.
Resto incantata sulla soglia, imparo
a respirare senza muovere fronda.

Cristina Alziati (Milano, 1963), da Come non piangenti,  Marcos y Marcos, 2011

°ascoltando Cat Stevens – Kypros https://www.youtube.com/watch?v=AvgelXYdGAo

Mah… (pensieri senza senso in giornate come questa)

Ci sono giorni in cui, più del solito, mi sfugge il senso delle cose, delle vicende, del tempo che passa. Guardo al mio piccolo, piccolissimo mondo, guardo al mondo (immenso) che mi circonda e mi chiedo ma io che senso ho? e che senso ha tutto questo? In giorni così, più che mai, vorrei essere una pianta, un albero o un fiore e ascoltare solo il vento o la pioggia.
O forse (chi lo sa) anche le piante della Terra si stanno domandando ma che senso ha tutto questo?

Dialoghi in giardino

Cosa pensa (mi chiedo) la rosa
rampicante a primavera? – Uffa
tutta la mia bellezza soffocata
da polveri sottili! che senso ha?
Probabilmente è questo che pensa.
E la betulla che brilla e trema
di tenerissimo verde, che dice
della folle condotta delle piogge?
Si narra di un bel meteorite
che si portò dietro un’estinzione…
le risponderà forse il ciliegio
lì vicino –…  potrebbe ripassare.

©irenemarchi-22/04/2022

 

°ascoltando Extinction Rebellion w/ Brian Eno, This is not a Drill, 2019 – https://www.mixcloud.com/NTSRadio/extinction-rebellion-w-brian-eno-this-is-not-a-drill-warp-30-23rd-june-2019/

L’altra dimensione

 

STE_2007

Alberi, vento, fiori. E nient’altro.

 

Dimenticare città, nomi, desideri
di uomo: voglio solo fiorire, rivivere, io
non più io, ibisco, acacia,
conca aperta e tremante di un anemone.

Avere piedi e nodi d’erba, io
non più io, mani guantate
di germogli, ciglia nuove blu, di
scorza il torace, spezzato e vivo.

Ho dimenticato tutto, scrivo
perché dimenticare è un dono: non
desidero più che alberi, alberi, prode
di vento, onde che vanno e tornano, l’eterno

rinascere sterile e muto delle

cose

«Marzo è stato freddo e triste, ma
poi l’Aprile, praterie, portenti
di scarlatto lieve, ciliege, e le prime

rose» 

Giuseppe Conte (Imperia, 1945), da L’Oceano e il ragazzo, Rizzoli, Milano, 1983 

°ascoltando The Beatles – Strawberry Fields Forever https://www.youtube.com/watch?v=10LSq_J5ol4

Lista delle cose da fare: 13 – pensare come un albero

 

ciliegio variazione colore blog di poesia essere un albero

Quali di questi suggerimenti riusciresti a mettere in pratica senza troppa fatica?

(O forse sei già un albero?)

 

Pensa come un albero

Assorbi il sole 
dichiara la magia della vita 
sii aggraziato nel vento 
rimani dritto dopo una tempesta 
sentiti rinnovato dopo la pioggia 
cresci forte senza farti notare 
sii forte per ogni stagione 
dai riparo agli estranei 
resisti a un periodo freddo 
rinasci al primo segnale di primavera 
affonda le radici mentre tenti di raggiungere il cielo 
rimani quieto abbastanza da sentire le tue foglie frusciare. 

Karen Shragg (Minneapolis, 1954), in La poesia degli alberi – Un’antologia di testi su alberi, arbusti e qualche rampicante, a cura di Mino Petazzini, Luca Sossella Editore, 2020

♥ ascoltando Bert Jansch – Tree Song https://www.youtube.com/watch?v=MUC_gMcLTA0

(altre cose in lista: https://lapoesianonsimangia.myblog.it/category/lista-delle-cose-da-fare/)

Qualcosa di bello (II)

Che cos’è, per te, “qualcosa di bello”?

 

È fiorito l’albero del cortile

Una sfera
pallida e trasparente è caduta
sopra le braccia aperte
dell’albero in attesa.
Una sfera
di fiori brevi più bianchi dell’alba
s’è posata in cortile
tra vorticose pareti.
La sua presenza aerea
la sua improvvisa grazia da immortale
rende felice e disperato
chi la guarda

Daria Menicanti, da Poesie per un passante (1978), in Daria Menicanti – Il concerto del grillo, Mimesis, 2013

♣ ascoltando Peter Green’s Fleetwood Mac – Untitled Instrumental https://www.youtube.com/watch?v=RT4AFYla6QE
(qui, ancora “qualcosa di bello”)

Facciamo silenzio…

Shhh… silenzio… “sotto la neve il tempo s’incanta”… dormiamo…

È arrivata la neve. Il bosco è un intrico di rami piegati, bisogna farsi molto piccoli per passare. Ci sono anche i caduti. E i dormienti. La neve è tanta, apre la prospettiva, fa di piombo il passo. Il letargo è una condizione diffusa, solo noi umani stentiamo a riconoscerlo. Sotto la neve il tempo s’incanta.
Un grande airone cinerino si alza in volo da uno stretto ruscello.

Chandra Livia Candiani, da Questo immenso non sapere – Conversazioni con alberi, animali e cuore umano, Einaudi, 2021

Continua la lista delle cose da fare

presenza

 

Guardare gli alberi (ma questa era già nella lista),  respirarne la presenza e porre loro qualche domanda.

 

Hanno detto che è stato un seme
caduto nel duro della terra,
ha portato scompiglio tra i sassi.
Un seme hanno detto
un apostrofo d’aria,
uno scatto del cielo.
E dentro c’era la legge
di quel che nasce e trema,
la formula del sangue
e della linfa,
l’inizio di ogni canto.
A me pareva gettato
dalla mano prodigiosa
di un animale celeste,
perché chi l’avesse visto
potesse dire
è albero
è presenza.

Vasco Mirandola (Castagnaro, 1954), da Volevo solo scriverti accanto, Anima Mundi Edizioni, 2021

***

Chiedi a un mandorlo a marzo
al rosa titubante del pescheto.
Chiedi a una nuvola dell’alba.
Chiedi a un torrente che irrompe nel greto.
Chiedilo a tutti i fichi degli orti
quando i rami contorti e spogli
cominciano a formicolare
di germogli
chiedi a loro.

Saprai cos’é l’impazienza
che ti attanaglia e ti sgomina
quando tu desideri, corpo.
Saprai la tua innocenza e la tua forza.
Saprai dell’amore più verità
che leggendo tutti i libri scritti
dall’inizio dei tempi.
Non fidarti dei filosofi
né di Platone né di Eraclito.
Non interrogare i profeti
i sapienti, i sacerdoti
su cosa è la tua brama,
non saprebbero dirtelo.

Chiedi a un mandorlo.
Guarda un mandorlo.

Giuseppe Conte (Imperia, 1945), da Ferite e rifioriture, Mondadori, 2006

(Qui puoi trovare la lista completa)

Giro giro tondo… (tentativi di uguaglianza)

Ti ricordi quanto si girava in tondo cantando… casca il mondo, casca la Terra, tutti giù per terra… ? Giocavamo all’uguaglianza (?)

 

Autunno

Hai notato che ogni foglia è diversa da tutte le altre?
Non sono neanche dello stesso colore,
variano tra loro di misure millimetriche
e quando cadono dagli alberi spinte dalla fatalità,
scivolano in modo diverso tra gli scenari dell’aria.
Alcune descrivono lente spirali, altre ruotano sul proprio asse,
ma tutte cadono, irrimediabilmente cadono
verso la solida terra dei parchi o sull’asfalto dei marciapiedi;
solo in quel momento tutte le foglie dell’albero sono identiche.

***

Otoño

¿Has notado que cada hoja es distinta a sus iguales?
Ni siquiera son del mismo color,
varían entre sí por milimétricas medidas
y cuando caen de los árboles empujadas por la fatalidad,
se deslizan distinto por los escenarios del aire.
Unas describen lentas espirales, otras giran sobre su propio eje,
pero todas caen, irremediablemente caen
hacia la tierra maciza de los parques o al asfalto de las aceras;
sólo en ese momento todas las hojas del árbol son iguales.

Álvaro Solís (Villahermosa, Messico, 1974), da Diario di bordo di nessuno, traduzione di Alessio Brandolini