Dolore o incertezza (o niente)?

Se fosse vero che scrivere guarisce,
per guarire da quale dolore o da quale incertezza
cominceresti a scrivere?
(E se invece fosse vero che scrivere non serve a niente?)

***

È la mano che interrompe la riga,
per impulso ancestrale e va daccapo?
Anche la mano avverte
che il tempo stringe e che non è più il caso
di farla lunga?

Dicono che si scrive per guarire.
Da che dolore? Non c’è più dolore,
solo incertezze
e non si sa a chi chiedere.

Anna Maria Carpi, da E non di sa a chi chiedere, Marcos y Marcos, 2020

°ascoltando Elliott Smith – Ballad Of Big Nothing – https://www.youtube.com/watch?v=iU9yMN1MCfY

Un terapeutico niente

Niente. Non è successo niente  di ciò che (ti) aspettavi. Così il vuoto in cui nuotano le possibilità si fa sempre più ampio… e  lasci andare ogni aspettativa. Sei liber*.

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Niente

Tra i momenti che mi colpiscono di più della nostra vita umana, ci sono quelli in cui aspettiamo ardentemente o disperatamente un segno e non arriva niente. Cosa ne facciamo allora di quello spazio aperto e neutrale?

Una volta un Maestro zen chiese a un suo discepolo: «Hai visto il leopardo delle nevi?» «No», rispose il discepolo.

«Non è meraviglioso?», gli chiese il Maestro.

Certo, è meraviglioso che accada un miracolo, che riusciamo a vederlo. Ma non è meraviglioso che non accada proprio niente, che possiamo assistere a questo niente e percepirlo e fremere? Non è meraviglioso perdere qualcosa? Essere disorientati? Essere delusi? La meraviglia è il vuoto che si apre, la possibilità di aprire le mani e le braccia, il fremito del lasciar andare, dell’abbandonarsi all’assenza di segni, di significati, di salvezze, di alleanze. Niente. Assolutamente niente: aaahhh!

Chandra Livia Candiani, da Il silenzio è cosa viva. L’arte della meditazione, Einaudi,  2018

°ascoltando Ben Harper – Sweet Nothing Serenadehttps://www.youtube.com/watch?v=2G1zsG90ySc&t=44s

Cercando i ponti

Cercando i ponti, e soprattutto i bei pensieri.

Grazie a Patrizia Cavalli e alla sua poesia  rosa)

***

Nascono i bei pensieri sopra i ponti
e sempre ci si ferma sopra i ponti
per contenere quell’atomo di grazia
sospesa in equilibrio
tra gravità di sponde e cieca corsa d’acqua.
Ti darò appuntamento sopra un ponte,
in questa mezza terra di nessuno.

Patrizia Cavalli (Todi, 1947 – Roma, 21 giugno 2022), da Sempre aperto teatro, Einaudi, 1999

°ascoltando Simon & Garfunkel – Bridge Over Troubled Waterhttps://www.youtube.com/watch?v=nvF5imxSaLI

Ti va una tazza di luce?

 

Che invito hai ricevuto dall’inverno, quest’anno?
Ad ascoltarti di più e con più amore? Magari a capire quello che stai cercando e quello che stai evitando?
O ti ha invitato semplicemente a bere una tazza di neve, aspettando con lui la fine di marzo?

Cercavo sorrisi
ne era colmo l’inverno
appena sotto la pelle
del ghiaccio – io non lo sapevo.
Senza pazienza com’ero
non lo sapevo – ma l’inverno
soave durava
quanto soave fu nell’invitarmi
a sedere davanti a una tazza
di luce.

Giusi Quarenghi (Bergamo, 1951), da Ho incontrato l’inverno (1999), in Tiramore, Marsilio, 2006

♥ ascoltando Muddy Waters- Cold Weather Blues https://www.youtube.com/watch?v=ojfMCYpDda8

Delicatamente, buongiorno

Ill. di Martin Jarrie, da Una storia d'amore - Due vite legate dai fiori, martin Jarrie e Françoise Morel Salani 2012, trad. di L. De Tomasi

Ill. di Martin Jarrie, da Una storia d’amore – Due vite legate dai fiori, Martin Jarrie e Françoise Morel, Salani 2012, trad. di L. De Tomasi

“Buongiorno senza sfiorarvi” è più che mai adatto a questi tempi (ormai da due anni di distanze di sicurezza), ma in generale la delicatezza (di pensiero, di parola e di gesti) non è mai una cattiva idea. Qual è un buongiorno (o buonanotte, arrivederci, addio…) delicato che ricordi con nostalgia?

 

Buongiorno alle vite
minime – ai respiri
che non si pesano -alle forme
sotto misura – buongiorno
oggi buongiorno domani
buongiorno senza sfiorarvi
nel timore che già
non siate più

Giusi Quarenghi, da Nota di passaggio, in Tiramore, Marsilio, 2006

♥ ascoltando Francesco De Gregori – Buonanotte Fiorellino https://www.youtube.com/watch?v=xlGwXNjzJ_Y

Qualcosa di bello (II)

Che cos’è, per te, “qualcosa di bello”?

 

È fiorito l’albero del cortile

Una sfera
pallida e trasparente è caduta
sopra le braccia aperte
dell’albero in attesa.
Una sfera
di fiori brevi più bianchi dell’alba
s’è posata in cortile
tra vorticose pareti.
La sua presenza aerea
la sua improvvisa grazia da immortale
rende felice e disperato
chi la guarda

Daria Menicanti, da Poesie per un passante (1978), in Daria Menicanti – Il concerto del grillo, Mimesis, 2013

♣ ascoltando Peter Green’s Fleetwood Mac – Untitled Instrumental https://www.youtube.com/watch?v=RT4AFYla6QE
(qui, ancora “qualcosa di bello”)

Facciamo silenzio…

Shhh… silenzio… “sotto la neve il tempo s’incanta”… dormiamo…

È arrivata la neve. Il bosco è un intrico di rami piegati, bisogna farsi molto piccoli per passare. Ci sono anche i caduti. E i dormienti. La neve è tanta, apre la prospettiva, fa di piombo il passo. Il letargo è una condizione diffusa, solo noi umani stentiamo a riconoscerlo. Sotto la neve il tempo s’incanta.
Un grande airone cinerino si alza in volo da uno stretto ruscello.

Chandra Livia Candiani, da Questo immenso non sapere – Conversazioni con alberi, animali e cuore umano, Einaudi, 2021

Questione di navigatori

Ti succede mai di avvertire un dolore, ma di non saper capire esattamente in quale parte del corpo stia quel dolore? Ti capita mai di sentirti più sbagliat* del solito?

Ti capita mai di maledire il tuo navigatore satellitare?
(Ricalcola…)

***

Mi fa male la realtà
sale in nebbiose volute
fino alla gola
dove forma uno stagno
nascosto nel fitto
e suoni di nostalgia
chiamano forte mamma
in un’altra lingua
geroglifico ignoto
a cui nessuno può rispondere,
sta scritto nei sassi sul fondo
nelle erbe volteggianti, nei disegni
sulla pelle dei pesci, sta
scritto vieni a prendermi, per mano
dimmelo che ho sbagliato tutto,
direzione
orientamento, pianeta.

Chandra Livia Candiani, da Testimoni glaciali, in La domanda della sete 2016-2020, Einaudi, 2020

Dal finestrino?

 

sdr

(Meglio non pensarci!)

 

A vacanza conclusa dal treno vedere
chi ancora sulla spiaggia gioca si bagna
la loro vacanza non è ancora finita:
sarà così sarà così
lasciare la vita?
      

Vivian Lamarque (Tesero, 1946), da Poesie 1972 – 2002,   Mondadori

Un buon life coach

 

L’autostima (!) dei gatti: ne vogliamo parlare? Va bene, i gatti con quel loro spirito saltellano attraverso sette vite, ma io mi accontenterei anche solo di una piccolissima parte, per affrontare la mia metà di vita. Anche tu vorresti un gatto-life coach?

 

Tutti i gatti lo credono

Nerofumo e smeraldi, sulla vetta
di una colonna un gatto mi contempla
risibilmente piccolo, ma già
convinto di essere un dio.
 
luglio 1963
 
Daria Menicanti (Piacenza, 1914 – 1995), da Città come (1964), in Il concerto del grillo, Mimesis Edizioni, 2013